giovedì 22 maggio 2008
mercoledì 21 maggio 2008
martedì 20 maggio 2008
lunedì 19 maggio 2008
Un marziano in Italia

domenica 18 maggio 2008
Gomorra al cinema

In sala c’era un silenzio strano. La prima scena di “Gomorra” di Matteo Garrone è una presentazione chiara: un film di guerra, come lo stesso regista ha dichiarato, una guerra che è in atto a 150 km da Roma: in un solarium ci sono degli uomini che curano il loro aspetto; sono strani, sembrano dei replicanti, e la mattanza che segue è avara di particolari, colpi secchi e decisi, vite che cadono come pedine inutili. E’ strano vedere i sottotitoli in italiano per un linguaggio a noi così familiare. I racconti sono cinque e i luoghi sono il quartiere di Scampia e le Vele e le spiagge di Castevolturno. I personaggi hanno tutti, nel comportamento e nelle espressioni una violenza strana, non diretta verso un nemico da combattere e distruggere, ma verso un modo di vivere che mette il profitto al di sopra di tutto. In questa generale decadenza morale e sociale è di forte impatto la scena di un' anziana donna che con la zappa continua a curare la sua povera terra malata. Un ultimo disperato tentativo di salvare il salvabile. La donna regala una cesta piena di pesche rosse e a uno dei personaggi chiave della narrazione, il trafficante di rifiuti tossici (Tony Servillo) che dopo un pò se ne sbarazza perché hanno uno strano odore. Il film ti cala nella realtà del quartiere Scampia, una struttura creata apposta per generare violenza, con il suo abbandono, con il degrado dilagante, i cunicoli bui e sporchi. Durante un trasloco il regista inquadra una statua di Padre Pio e una che rappresenta una tigre, come a sottolineare ancora una volta la complessità dell’anima di questa terra: la macchina da presa indugia sulle fauci della tigre , poi si sposta sul viso rugoso e vissuto di una vecchia che in mezzo a quell’orrore e a quel degrado fa un gesto semplice ma carico di significato: sbadiglia. Il simbolo dell’ l’indifferenza degli altri di fronte allo strapotere del male. Un film corale con un piccolo personaggio che si chiama Roberto , come Saviano, che in questo mondo di perdenti violenti rappresenta l’antieroe, che rifiuta quel sistema di vita e senza gesta eclatanti si gira e se ne va per la sua strada dicendo solo: io sono diverso.
sabato 17 maggio 2008
L'abitudine
Ma vi voglio raccontare una storiella... un tizio si reca da un veggente. Questo guarda nella sua palla di vetro e annuncia: la tua vita cambierà! Il poverino si agita e chiede: vincerò il superenalotto? troverò un' amante? comprerò casa? No, risponde il veggente . E allora che succederà? chiede il tizio. E l'altro risponde : ti abituerai.
Ricominciamo....
venerdì 16 maggio 2008
Le vite degli altri

Te la do io l'emergenza!
giovedì 15 maggio 2008
mercoledì 14 maggio 2008
TUTTI COLPEVOLI
martedì 13 maggio 2008

lunedì 12 maggio 2008
Il paese di Kafka

domenica 11 maggio 2008
Ballata delle madri
Mi domando che madri avete avuto.
Se ora vi vedessero al lavoro
in un mondo a loro sconosciuto,
presi in un giro mai compiuto
d'esperienze così diverse dalle loro,
che sguardo avrebbero negli occhi? .........
Madri vili, poverine, preoccupate
che i figli conoscano la viltà
per chiedere un posto, per essere pratici,
per non offendere anime privilegiate,
per difendersi da ogni pietà. .............
Madri servili, abituate da secoli
a chinare senza amore la testa,
a trasmettere al loro feto
l'antico, vergognoso segreto
d'accontentarsi dei resti della festa.
Madri servili, che vi hanno insegnato
come il servo può essere felice
odiando chi è, come lui, legato,
come può essere, tradendo, beato,
e sicuro, facendo ciò che non dice.
Madri feroci, intente a difendere
quel poco che, borghesi, possiedono,
la normalità e lo stipendio,
quasi con rabbia di chi si vendichi
o sia stretto da un assurdo assedio.
Madri feroci, che vi hanno detto:
Sopravvivete! Pensate a voi!
Non provate mai pietà o rispetto
per nessuno, covate nel petto
la vostra integrità di avvoltoi!
Ecco, vili, mediocri, servi,
feroci, le vostre povere madri!
Che non hanno vergogna a sapervi
-- nel vostro odio -- addirittura superbi,
se non è questa che una valle di lacrime.
È così che vi appartiene questo mondo:
fatti fratelli nelle opposte passioni,
o le patrie nemiche, dal rifiuto profondo
a essere diversi: a rispondere
del selvaggio dolore di esser uomini.
http://it.youtube.com/watch?v=Jse19_dXuzE
a questo indirizzo potrete sentire la lirica, in versione integrale, dalla voce di V. Gasman
sabato 10 maggio 2008
La marcia su Napoli

giovedì 8 maggio 2008
Pappagalli verdi
La professoressa d'italiano di mia figlia è una persona intelligente; ogni mese "consiglia" alla sua scolaresca la lettura di un libro e pretende una relazione finale. Questo mese hanno letto "Pappagalli Verdi" di Gino Strada, uno dei fondatori di Emergency. Si parla delle numerose guerre sparse per il mondo che, spesso, continuano anche dopo la fine ufficiale del conflitto perchè la gente, perlopiù bambini, è uccisa o ferita gravemente dalle mine antiuomo disseminate nel terreno. Iran, Iraq, Ruanda, Kurdistan, Afghanistan, Somalia, Etiopia , un viaggio nell'orrore di cui è capace l'uomo. Gli afgani chiamano le mine antiuomo "pappagalli verdi", perchè somigliano a dei pappagalli, a delle farfalle, a dei volantini pubblicitari che, gettati dagli elicotteri russi, sul terreno nemico, non cadono a piombo ma volteggiano per allargare il loro raggio d'azione. E poi sono molto colorati per attirare i bambini. Pagine strazianti.mercoledì 7 maggio 2008
La discarica "arredata"

lunedì 5 maggio 2008
L'ospite inquietante
E’ il titolo di un libro di Umberto Galimberti con un sottotitolo esplicativo: il nichilismo e i giovani. Ne parlo perché i fatti di cronaca di questi giorni richiedono che ognuno di noi si faccia delle domande su questa dilagante violenza del mondo giovanile. Insomma se gli effetti sono così terribili (vedi Verona e i suicidi dei due dodicenni) bisogna prestare attenzione alle cause. Galimberti scrive: “ i giovani stanno male..e non per le solite crisi esistenziali che costellano la giovinezza, ma perché un ospite inquietante, il nichilismo, si aggira tra loro, penetra nei loro sentimenti, confonde i loro pensieri….fiacca la loro anima, intristisce le passioni rendendole esangui. Hanno raggiunto quell’analfabetismo emotivo che non consente di riconoscere i propri sentimenti…”. Io aggiungo che nessuno s’interessa veramente a loro; né la scuola, né la famiglia. Solo il mercato li coccola, li vizia, l’illude, con prodotti sempre più allettanti, sempre di più alla portata di tutti. Beni di consumo con scadenze brevissime, sostituiti subito da altri prodotti più invitanti e seducenti. Un mondo di usa e getta. Un mondo senza passato e senza futuro. I giovani hanno, ormai, una mentalità da perfetti consumatori; e con questa mentalità vivono anche i sentimenti, il rapporto con gli altri, i giorni della loro vita, illudendosi che conti la regola del soddisfatti o rimborsati, che non vale mai sul mercato figuriamoci nella vita.



