lunedì 17 giugno 2019

Ci si abitua a tutto. Non c'è niente da fare. Tutti stesi al sole incremati e alla moda con l'immancabile bicchiere in mano. E da lontano il mare che si può solo guardare. Meglio la piscina idromassaggio "dentro però c'è l'acqua di mare" mi dicono. Bella consolazione. C'era quel film di fantascienza dove la mattina la famiglia sceglieva che cosa vedere da una finta finestra : oggi il mare, domani un prato. Si poteva, in quel film, solo scegliere da un display perché fuori non c'era più niente. Sempre meno fantascienza. Sempre più vicini alla realtà. Amaraterramia

venerdì 14 giugno 2019

Lo stile di P. Almadovar lo riconosci subito dall’abbigliamento degli attori, dal trucco, dagli ambienti, dagli arredamenti colorati e spagnoleggianti. Lo riconosci anche dalla presenza costante di una figura femminile che mamma, figlia o suora è sempre perno centrale della narrazione pur non essendo una eroina ma una semplice protagonista della quotidianità.
Nel film Almadovar racconta se stesso attraverso un Antonio Banderas che, in un corpo che porta tutti i segni del tempo , vive in una casa museo dove tutto si è cristallizzato. Anche i suoi ricordi: un vecchio amore, la tenerezza della madre, la sua vita artistica. Nella scena finale c'è lui piccolo con la madre. Perché è sempre lì che si ritorna.

martedì 11 giugno 2019

Casa dello studente ( si fa per dire)

La vicenda della casa dello studente ad Aversa è nota a tutti. Tutti ricordiamo i vari tagli di nastro, i lavori di ristrutturazione ripetuti più volte, la denuncia anche di “Striscia la notizia”. L’immobile era stato dato in concessione all’A.Di.S.U. (università) che aveva degli obblighi da rispettare. Concessione revocata ( amministrazione De Cristofaro) per non aver rispettato le condizioni contrattuali.
Il commissario prefettizio in data 04/06/2019, quindi a pochi giorni dall’insediamento del nuovo sindaco , firma una delibera nella quale si legge che si concede l’immobile a USO GRATUITO e per 10 anni al Ministero della Giustizia.
Uso gratuito con tutti i problemi economici che ha il Comune di Aversa? Ma soprattutto è una decisione che, secondo me, doveva essere al centro di una di un’ampia discussione politica in Consiglio Comunale. Il commissario prefettizio ha il compito di occuparsi di ordinaria amministrazione e questa concessione non lo è. Queste decisioni spettano ai rappresentanti del popolo. Spettano quindi alla politica non alla burocrazia. Vogliamo dare a qualcuno altro pure il Leonardo Bianchi all'interno della Maddalena?.Con la scusa della "pubblica utilità" ovviamente.

domenica 9 giugno 2019

Buon lavoro Alfonso Golia, nuovo sindaco di Aversa. Abbiamo lavorato fianco a fianco per tre anni come consiglieri comunali. Sotto bandiere diverse ma sempre col massimo rispetto. Mi auguro che la tutela dell'ambiente sia un tema centrale della tua amministrazione. Buon lavoro.

venerdì 7 giugno 2019

Mi auguro che il futuro sindaco di Aversa pretenda dall’Arpac dati costanti e seri sulla qualità dell’aria in città, magari con precise indicazioni sulle fonti di inquinamento. E poi vediamo se la ZTL può essere solo una scelta o deve essere una improrogabile necessità

mercoledì 5 giugno 2019

"Noi siamo un paese senza memoria. 
Il che equivale a dire senza storia. 
L’Italia rimuove il suo passato prossimo, lo perde nell'oblio dell’etere televisivo, ne tiene solo i ricordi, i frammenti che potrebbero farle comodo per le sue contorsioni, per le sue conversioni." (P.P. Pasolini). Quando gli intellettuali erano intellettuali.

La scultura

La scultura (di Isaac Cordal) nella foto si trova a Berlino e ha un titolo eloquente "I politici parlano di riscaldamento globale". Oggi è la giornata mondiale dell’ambiente. Fossi io a decidere la ribattezzerei “ giornata mondiale dell’ipocrisia” insieme alla festa della donna ( 108 donne uccise in Italia nel 2018). Circa 10 milioni di persone muoiono ogni anno nel mondo per la cattiva qualità dell’aria: industria, trasporti e produzione agricola sono le maggiori cause dell’inquinamento atmosferico. Le cifre allarmanti si trovano facilmente su internet. Una umanità folle che inquina la terra per produrre, inquina la terra per trasportare questi prodotti, inquina la terra perché non sa dove gettare i residui di questi prodotti. Una politica seria per l’ambiente non deve guardare più in faccia a nessuno, non deve più rimandare. L’agenda politica mondiale deve avere come priorità la cura dell’ambiente. L’ambiente, non lo spread, il PIL e tutti gli inganni economici con i quali ci anestetizzano il cervello ogni santissimo giorno.

venerdì 31 maggio 2019

IL traditore

Ci sono dei film che potrebbero finire anche dopo la bellezza della prima scena. È il caso de “Il traditore”, regia di Marco Bellocchio. Siamo a Palermo, negli anni 70, c’è aria di guerra tra Totò Rina e le vecchie cosche. Le famiglie festeggiano insieme Santa Rosalia per cercare di trovare un accordo. Riuniti in una casa ci sono gli uomini, che scrutano i nemici, hanno sguardi sospettosi e sembrano sempre pronti a sparare, ci sono le donne, ammucchiate sui divani con i loro sfavillanti abiti da sera, arrese a un destino segnato e i bambini, che giocano ignari, poi i fuochi e i brindisi e la statua della Santa che troneggia nella stanza. Da qui si parte per raccontare la storia di Tommaso Buscetta, il primo pentito di mafia che svelò il legame Stato-mafia. Nei panni di Buscetta uno straordinario Pierfrancesco Favino, che interpreta il boss dei “due mondi” in modo magistrale. Toglie il fiato la scena dell’uccisione di Giovanni Falcone, con una sequenza scenica che non si dimentica facilmente. Un sorriso amaro invece per la scena dove si intravede Giulio Andreotti in mutande e un’amarezza infinita per la mattanza di quegli anni. Nell’epilogo le scene del maxi processo nella vera aula bunker di Palermo dove i boss, dietro le sbarre come animali in gabbia, deridono e provocano la giustizia che con fatica percorre la sua difficile strada.

martedì 28 maggio 2019

Come rappresentante di lista ho visto che sulle schede elettorali, accanto al simbolo del m5s, gli elettori hanno, spesso, scritto anche "Di Maio". Tanti, tantissimi lo hanno fatto. Un leader amato dal popolo odiato da chi, ancora oggi, non si capacita come un ragazzo sia riuscito a diventare ministro e capo politico senza fare il galoppino di nessuno. Siamo un popolo con una mentalità allenata a "usare e gettare". Facciamo così con tutto, con i beni di consumo, con i sentimenti, con le persone, con gli ideali. Siamo un popolo senza il senso dello Stato, senza una coscienza civica, ignoranti politici sempre pronti a sputare sentenze e condanne e a osannare chi fa la voce più grossa. Una società liquida che della sostanza non sa niente.

lunedì 13 maggio 2019

Elezioni Europee 2019

Il Sud è una terra che non teme confronti. La sua bellezza resiste alla follia degli uomini. Una bellezza che si legge in ogni albero rimasto, in ogni sguardo, in ogni pietra, in tutte le parole. Anche in quelle non dette

giovedì 9 maggio 2019

Lei e la sua inseparabile bici. Un'aliena in queste nostre città assediate dalle auto dove pochi si ribellano allo spazio rubato, allo smog soffocante e all'alienazione di una umanità "inscatolata" Marì Muscarà

giovedì 25 aprile 2019

Musica e stelle a Cardito (CE). Bellissima festa del movimento. Incontri, sguardi, sorrisi e confronto. (con Silvana Giannuzzi)

domenica 21 aprile 2019

Mi girano

Armando Siri, sottosegretario del ministero delle infrastrutture e dei trasporti, è indagato per corruzione in un'indagine della Procura distrettuale antimafia su società che si occupano di energie rinnovabili. Salvini lo ha voluto sottosegretario nonostante sia stato condannato a 1 anno e 8 mesi di carcere per bancarotta fraudolenta (pena che ha patteggiato, ammettendo la colpa). Questo è il caso Siri. L'accusa di corruzione è scattata perché i magistrati pensano che abbia intascato una tangente di 30mila euro per favorire con leggi ad personam (il maestro supera l'allievo ) l'azienda del lobbista Arata, amministratore ligure di una società di energie rinnovabili. L'attenzione della procura antimafia su Arata nasce da un legame societario di quest'ultimo con un tal Vito Nicastri, re dell'eolico siciliano, socio occulto di Matteo Messina Denaro. Questi i fatti. È significativo il rapporto tra Arata e la Lega che nasce con l'incarico che Salvini gli dà per scrivere il programma sull'energia. È evidente l'enorme conflitto di interessi. Come scrisse Travaglio " È come incaricare la Fiat di fare un piano della mobilità in Italia". Vi ricordo che Salvini ha tentato di farlo nominare presidente dell'Authority dell'energia, bloccato poi da Luigi di Maio. Informarsi è fondamentale. Pensi a questo (e a molto altro) Salvini prima di parlare di Virginia Raggi che ha coraggio e determinazione da vendere. Serena Pasqua a tutti.

venerdì 5 aprile 2019

È difficile spiegare. Sarò sempre riconoscente al movimento 5 stelle che, come ci diciamo spesso io e te, bisogna viverlo per capirlo. E noi lo abbiamo vissuto tutto, interrogantoci ad ogni passo, confrontandoci su ogni dubbio, avvilendoci ad ogni sconfitta e gioiendo dei piccoli successi. Abbiamo anche tanto riso mentre sognavamo un mondo diverso. In alto i cuori Antimina Di Matteo perché quella è l'unica strada. europee2019

sabato 30 marzo 2019

A Scampia con il ministro Barbara Lezzi e le consigliere Valeria Ciarambino e Marì Muscarà per parlare del reddito di cittadinanza, di lavoro e di Sud.

sabato 2 marzo 2019

È stato un piacere ascoltare il giornalista Gianluigi Paragone e incontrare tutti voi..

lunedì 28 gennaio 2019

La favorita

Si entra in punta di piedi nella camera da letto di una sovrana. Non è cosi nel film “La Favorita” del regista greco Yorgos Lanthimos dove tre donne intrecciano le loro vite per assicurarsi quel potere indispensabile per proteggerle dalle loro fragilità. Nel film gli uomini sono ai margini della storia; pezzi di arredamento col parruccone e il naso incipriato, pedine nelle mani della scaltrezza e della determinazione del mondo femminile. Siamo nei primi anni del 700, l’Inghilterra è in guerra contro la Francia ma l’eco della morte e della povertà non arriva a palazzo. Tra quelle mura s' inganna la noia con le corse delle papere, con l’abbondanza del cibo e la bulimia. Costumi bellissimi, sceneggiatura perfetta, assenza di luci artificiali, il film è una farsa grottesca e barocca sospesa tra una vasta gamma di sentimenti umani che si somigliano sempre in ogni luogo e in ogni epoca.

giovedì 10 gennaio 2019


Due film pluripremiati ma solo il secondo li merita tutti. 
Cold War è la storia di una cantante di canti popolari, Zula e della sua storia d’amore con il direttore del coro, nella Polonia degli anni 50. Il bianco e nero è solo pretestuoso, l’ amore è ostacolato ma non si capisce bene da cosa. Tra canti popolari e riferimenti storici non rimane niente, nessun personaggio delineato bene, noioso e patetico.
“Roma” è girato in bianco e nero e questo dona al film una connotazione di ricordo e di vintage che s’intona perfettamente con la narrazione. Roma è un quartiere di Città del Messico dove vive una famiglia benestante con una tata indigena tuttofare che è la voce narrante di questa non-storia: lo spettatore non avrà nessun finale ma solo la possibilità di vivere la quotidianità di una borghesia di discendenza spagnola. Siamo negli anni 70 in una terra dove coesistono ancora molte anime. Un “nuovo mondo”, nuove case simbolo di ricchezza con i cortili che ospitano ancora gli animali e i loro escrementi; simbolo di un legame con una vita contadina che stride con le violente tensioni sociali. E’ in questo contesto che vive la “sguattera” Cleo, figura delicata e poetica che non abdica mai alla sua dignità. Il dualismo è il tema cardine del film, il dualismo tra chi è ricco e chi è povero, tra chi conquista e chi subisce, ma soprattutto tra il mondo degli uomini e delle donne. Emblematico il rapporto tra l’uomo di casa, marito e padre, e la sua auto: attentissimo a non graffiarla, studia al millimetro lo spazio che ha a disposizione per parcheggiarla, riflette, fuma, torna indietro, ingrana le marce. La sua figura s’intravede appena , sembra un tutt’uno con la carrozzeria, anche quando è in casa. La cura maniacale con cui si dedica alla macchina rende ancora più evidente la superficialità e il distacco che l’uomo riserva ai figli e alla moglie, che si rassegna ad essere sola quando lui la lascia.
: “Non importa quello che ti dicono , alla fine, noi donne saremo sempre sole…”. Cosi dice la ricca signora alla sua serva. Due vite accomunate dallo stesso destino di solitudine.

domenica 6 gennaio 2019

La vera dittatura

E prima i regali di Natale e poi la befana e poi i saldi. Poi verrà san Valentino e poi Pasqua e poi di nuovo i saldi...ma mi chiedo: dove la metteremo tutta questa "roba" come può la terra sopportare il peso di queste nostre follie. Delirio puro. Senza speranze il genere umano. Il tempo non è scandito più dall'alternarsi delle stagioni ma dalle finte offerte dei centri commerciali. Pasolini lo aveva predetto: la vera dittatura sarà il consumismo

mercoledì 26 dicembre 2018

Aversa tra le 100 mete turistiche d'Italia (?) Giornata di santo Stefano, Aversa centro storico, via Seggio.

lunedì 17 dicembre 2018

Napoli velata

 Anche i film sono diventati prodotti di consumo: pubblicizzati fino alla noia, puntualmente ti deludono. È il caso del film "Napoli velata", del regista turco Ozpetek. Un film che testimonia solo l'ambizione del regista che tenta di trattare temi forti come la morte e il soprannaturale ma che resta invischiato in una trama ridicola, azzardata e sfuggente. Le scene sono slegate l'una dall'altra con sviluppi affrettati e infantili. I dialoghi sono di una banalità agghiacciante, i personaggi, inutili e pretestuosi, servono solo a mortificare la bravura degli attori, come Giovanna Mezzogiorno. Stendiamo un "velo" pietoso sulla prima lunga scena iniziale di sesso, inspiegabile e inopportuna. Unici brevi momenti di bellezza sono le inquadrature della città monumentale. Anche l'immagine di Napoli però viene fuori sbiadita e distorta, una Napoli incomprensibile, esagerata, raccontata da qualcuno che sembra non conoscerla direttamente. Una Napoli, appunto velata, che resta misteriosa e intelligibile, come tutto il film.

venerdì 7 dicembre 2018

Populisti

Il nuovo governo, quello degli incapaci, il governo dei plebei, il governo dei cittadini entrati nelle istituzioni senza leccare il culo a nessuno, sta facendo andare in tilt il vecchio sistema. Da Renzi passando per Sgarbi il sistema urla, sbraita, cita frasi famose, parla di diritti, si agita sotto il parruccone impolverato. Il “populismo” li sta facendo impazzire. Dall’alto del loro piedistallo non si fanno capaci di come sia potuto succedere. Che diamine questo popolino non capisce proprio niente; non ha capito la legge elettorale, non ha capito la grande riforma costituzionale che ha sonoramente bocciato, non ha capito la buona scuola e l’importanza di 7 anni di governi tecnici. Non capiscono niente questi ignoranti, non sanno una mazza dello spread, del pil, dell’Europa, delle lobby e delle banche. Sanno solo lamentarsi del lavoro che non c’è, degli ospedali e delle scuole fatiscenti, di un Sud abbandonato, delle tasse troppo alte e di una burocrazia pensata da menti malate. Non capiscono niente, non apprezzano lo sforzo che abbiamo fatto per loro, negli ultimi 30 anni, con stipendi e privilegi da nabbabbi. Ingrati populisti.