martedì 24 aprile 2012

Le Elezioni


Giorgio Gaber è un grande su questo tema. Nella sua canzone "Le Elezioni", l’elettore che  si porta via la bella matita temperata dalla cabina elettorale è l’emblema dell’italiano medio. Per la prima volta partecipo anch'io alle amministrative ad Aversa,  candidata nell’associazione Democrazia e Territorio . Questa esperienza mi ha chiarito qualche idea. La repulsione che gli italiani provano nei confronti della politica si è tramutata, altrove, in antipolitica. Ma qui, nel sud del sud, ci dobbiamo sempre distinguere. E allora mettiamo tutti in un calderone, confondiamo le facce vecchie con quelle nuove, i nomi sporchi con quelli puliti, con la solita superficialità, con il solito atteggiamento pressapochista, decidendo che un voto vale l’altro, tanto sono tutti uguali, eccetera eccetera. Anche l’elettore più disattento dovrebbe rendersi conto della realtà guardando semplicemente un fac simile: il primo in alto è il partito dei pensionati, poi il centro destra con 8 liste, poi 2 liste civiche, il centro sinistra con 5 liste e l’ultimo simbolo, Democrazia e Territorio. Ora, supponiamo di non capire niente di politica, supponiamo di non conoscere la realtà aversana: secondo voi qual è il voto veramente alternativo?

venerdì 20 aprile 2012

Ferdinando

Pubblico una lettera del dott. Ferdinando Tavasso, voce cardine dell'associazione Democrazia e Territorio: "Da bambino leggevo dal giornale del mio papà di dittatori africani che venivano ‘abbattuti’ dalle rivoluzioni popolari. Spuntavano dopo qualche giorno le notizie di tesori accumulati all’estero e di lingotti d’oro. Ritrovo questi lingotti nella mia Italia di oggi, comprati con i soldi pubblici, con i soldi di chi paga le tasse e che sono stati messi da parte da chi ha arringato le folle dando del ladrone agli avversari, pur di andare al governo. Poi, egli stesso, ha comprato quei lingotti e li ha messi da parte. Per sé, per i suoi, per vivere bene, per essere potente, per cacciare in un angolo la sua paura della morte[..]Leggevo allora, da bambino, di fughe, di esili all’estero, di scappatoie e della ricerca di luoghi dove essere dimenticati [..] Invece oggi nessuno più sembra cercare l’oblio, nessuno vuol essere dimenticato, meno che mai giudicato e sono tutti lì in televisione. Sono tutti lì a capire, a spiegare, a giustificare sè stessi e gli altri. [..] La verità non sembra più farci liberi e in questo pare verificarsi l’esatto contrario di quanto annunciava l’evangelista Giovanni quando affermava che ‘la verità vi farà liberi’. Sono stanco di questa classe dirigente così sfacciata che non prova il benché minimo senso di vergogna e di pudore per aver tradito le promesse che ha fatto. Sono stanco di un popolo che sembra assuefatto e rassegnato [..] provo vergogna e inquietudine a pensare alle mie giovani figlie. Penso spesso a come farò ad accompagnarle nel mondo. Vorrei tanto che non mi rinfacciassero mai di essere stato complice dello sfacelo che troveranno[..] Ricordo l’espressione efficace e terribile di una ricerca di pochi anni fa di due psichiatri francesi: “…oggi il futuro non è più percepito come una promessa ma come una minaccia…”. [..] andate via, fate spazio voi che avete preso e continuate a ‘prendere’ da questa Italia così martoriata, contraddittoria[..] fatevi avanti voi che credete e sognate ancora .... "
Ferdinando Tavasso

martedì 17 aprile 2012

Aria

Dal sito " La Terra dei Fuochi" :

"Sembra una Bomba Atomica ma forse è peggio ... 17 Aprile 2012 Bruciano da oltre dodici ore le ecoballe composte da rifiuti secchi, in particolare plastica di origine urbana, poste all'esterno dell'impianto per lo stoccaggio di rifiuti (sia industriali che urbani, ndr) ubicato a Bellona (Caserta) nella località denominata Ferranzano" Paese News

E noi ci chiediamo ancora, chi è a destra, chi è a sinistra e se esiste l'antipolitica? Ci stanno togliendo anche l'aria, e i mezzi di "distrazione di massa" ci convincono che sono altri i problemi. Ricordate il film "Nirvana"? Meditate gente, meditate...

La bambina deve prendere aria

martedì 27 marzo 2012

46



Tante sono le donne uccise dall'inizio di questo nuovo anno, 46. E siamo solo a marzo. Le ragioni di questo femminicidio sono semplici e scontate, come gli uomini. E' la sete di un potere (maschile) che si sta perdendo, un ruolo di capo branco che sfugge dalle mani. Ma, come tutte le devianze di questa società, è un vuoto culturale. Solo la cultura, cioè la summa di tutto il pensiero di chi ha vissuto prima di noi, può colmare questi vuoti esistenziali, questo impulso all'aggressività e al predominio. Perchè la cultura affina gli animi e le sensibiltà, ti rende migliore e consapevole e ti educa al rispetto per la vita. La Repubblica Amori Criminali

sabato 17 marzo 2012

Cattedrale

Aversa, giovedi 15 marzo
Nella cattedrale di San Paolo ad Aversa, l'enorme navata centrale è piena di persone sedute e composte. Ci sono anche uomini in piedi: è la scorta del magistrato Raffaele Cantone che stasera è sull'altare accanto al vescovo della diocesi aversana, monsignore Angelo Spinillo. Vedere la Chiesa e lo Stato insieme, in un luogo così sacro, rincuora e incoraggia chi vive qui, nella terra di nessuno. Il tema dell'incontro è la cittadinanza e il suo ruolo in questo momento storico. "Noi interveniamo quando il cancro è già diffuso", ha detto Cantone, ai cittadini spetta tutta la parte precedente con l'esempio quotidiano e posizioni nette e chiare.
Il Vangelo e la realtà non sono poi così distanti, Gesù lo ha già detto: "Cacciate i mercanti
dal tempio
". E chi credete siano i mercanti, aggiunge Cantone? Gli affaristi, i venditori, tutti quelli che hanno distrutto questa terra.
In questi giorni si è avviato il processo di beatificazione di un magistrato, il primo nella storia della Chiesa, Rosario Livatino , ucciso dalla mafia. Cantone ha ricordato che non ebbe il tempo di fare molti discorsi ma in una sua famosa dichiarazione disse: "Quando moriremo, nessuno ci verrà a chiedere quanto siamo stati credenti, ma credibili". Sono parole potenti, ancora di più se dette in una cattedrale. Il magistrato ha ricordato che in Campania, il 19 marzo, le scuole resteranno chiuse per ricordare le vittime della mafia, e soprattutto un sacerdote, don Peppino Diana, ucciso nella sua chiesa. Poco prima in quella stessa chiesa aveva detto: "Per amore del mio popolo non tacerò". Con mia grande meraviglia il convegno si è concluso con il microfono in mano ai cittadini-credenti che hanno chiesto, ancora una volta : perchè? Quando finirà? Quali speranze abbiamo? Le risposte di Raffaele Cantone sono state, come sempre, garbate nella forma e forti nei contenuti. In quel luogo mi è sembrato che quelle domande potranno,prima o poi, avere una risposta.

Dipinto, Cacciata dei venditori da tempio di C.H. Bloch

lunedì 12 marzo 2012

Auditorium

Nell'auditorium ’Caianiello’, pieno in ogni ordine di posto e oltre, l’associazione politico-culturale Democrazia & Territorio ha dato il via alla campagna elettorale per le prossime iniziative del 5-6 maggio, presentando alla città e al numeroso pubblico presente in sala il primo importante punto del suo programma. “Una città normale è una città solidale – I servizi alla persona e alla comunità” è stato il tema del convegno che si è tenuto nell’ex macello. Una manifestazione che ha raggiunto l’obiettivo di presentarsi come gli stati generali del Terzo Settore, in un territorio dove spesso i servizi sociali diventano motivo di clientele e assistenzialismo, mentre le associazioni di volontariato sostituiscono le istituzioni locali, limitate nelle loro azioni da carenze economiche e di gestione.

martedì 6 marzo 2012

Città Solidale


Il primo di una serie di appuntamenti con la città, quello che l’associazione politico-culturale Democrazia & Territorio ha organizzato per venerdì 9 marzo alle ore 18.00 presso la sala ‘Caianiello’ dell’ex macello di Aversa. Dopo la conferenza stampa di presentazione del programma dell’11 febbraio scorso ed in vista delle prossime elezioni amministrative del 5 e 6 maggio, il sodalizio guidato da Antimo Castaldo è pronto a confrontarsi con associazioni, O.N.L.U.S. e singoli cittadini su un tema che è al primo punto nel suo progetto di governo della cittadina normanna. “Una città normale è una città solidale – I servizi alla persona e alla comunità” è il titolo del convegno, un’assemblea che si presenta come gli stati generali del Terzo Settore, in un territorio dove spesso i servizi sociali diventano motivo di clientele e assistenzialismo, mentre le associazioni di volontariato sostituiscono le istituzioni locali, limitate nelle loro azioni da carenze economiche e di gestione.
Quattro saranno i relatori che, partendo dalle parole d’ordine benessere, solidarietà e sussidiarietà, interverranno secondo le proprie competenze, sviluppando i temi programmatici, evidenziando problematiche, indicando possibili soluzioni. Gennaro Golia, medico pediatra ed ex sindaco di Aversa, parlerà di diritto alla salute e ruolo dei Comuni nella sanità. Ferdinando Tavasso, sociologo, farà un’analisi su quali interventi può effettuare un ente locale per trasformare quelle che vengono considerate forme di assistenza in veri e propri diritti sociali.Nicola Iorio, presidente della Cooperativa Sociale Iride Onlus affronterà il tema delle difficoltà del Terzo Settore in una realtà complessa come quella aversana. Infine, la psicologa Eleonora Russo, illustrerà i rapporti fra professionisti del sociale e istituzioni locali nei servizi alle persone e alle famiglie, evidenziando le criticità più frequenti.


Un mio pensiero, in questo mondo di uomini, alle donne.

domenica 4 marzo 2012

La bestia umana


Ho appena finito di leggere "La bestia umana" di Emile Zola, promettendo a me stessa di continuare con un altro romanzo del ciclo dei Rougon-Macquart . Protagonista del romanzo è il treno, conquista ottocentesca del progresso, che sembra quasi vivo: sbuffa, corre, si ferma, si riposa, muore. E sul treno, sui binari s'intreccia una vicenda di amore, passione e morte. La bestia è l'uomo che si arrende alle sue ataviche pulsioni: l'amore, la gelosia, la sete di vendetta e di potere. Questo libro mi ha fatto anche pensare alla TAV e alla rivolta della val di Susa. Mi sembra tutto così semplice: perchè ostinarsi a realizzare un'opera pubblica se gran parte dei locali non la vuole? Nessun opera pubblica può essere vantaggiosa se il prezzo da pagare è la terra, l'ambiente. Il progresso è promuovere la cultura, alimentarla, cercarla a qualsiasi prezzo. Se i campani avessero difeso, con la stessa forza dei no TAV, la loro terra a ogni tir carico di veleni sversato in qualche buco, se avessero gridato davanti ai roghi dei rifiuti, se fossero scesi in piazza contro un'emergenza rifiuti durata troppi anni, se avessero difeso la loro terra con la stessa passione e convinzione e rabbia degli abitanti della Val di Susa oggi non staremo a parlare di una Campania felix che non esiste più. Bisogna lottare, perchè "la bestia umana" è sempre in agguato. Roberto Saviano
Un grazie alla mia amica Maddalena

martedì 28 febbraio 2012

Territorio sottratto

Roberto Saviano ha detto che "la bellezza sottrae territorio alla criminalità". La bellezza è un museo, è un parco, è la storia conservata e rispettata. La bellezza è la civiltà, è la giustizia. La bellezza è la felicità pretesa come un diritto. La bellezza è la consapevolezza. La bellezza è pensare. Come può la politica (e la criminalità) permettere la bellezza? A Casoria, un paese vicino Napoli, si lotta da anni per difendere un museo prestigioso, il Cam . "E’ da irresponsabili giocare con le parole cercando di innescare una guerra tra poveri, tra musei cosiddetti grandi e musei cosiddetti di provincia. Non esiste una cultura di serie A e una di serie B, esiste la cultura, e basta. Resta invece il fatto che chiudere un Museo, uno spazio culturale, un teatro, una biblioteca, è sempre follia. La follia degli ignoranti e degli irresponsabili. Se ci sono direttori che devono pagare per le proprie scelte li si licenzi, li si mandi al confino, li si metta alla gogna, ma per l’amor di Dio, per l’amor della cultura, per l’amor della città, non si chiuda mai un museo." Antonio Manfredi direttore del CAM La Repubblica

lunedì 27 febbraio 2012

Intelligenze


Democrazia e Territorio ha promosso una serie d’incontri per un confronto programmatico (inizio a parlare politichese?) con associazioni e partiti politici. Dopo una settimana di parole e considerazioni traggo le prime personali conclusioni: i programmi sono tutti nobili, civilissimi e pieni di buone intenzioni ma troppo lontani dalla quotidianità. Ad Aversa si pensa a costruire nuovi parchi mentre l’unico polmone verde della città, il parco Pozzi, è stato sempre trascurato; si pensa a "la città della musica" in una città in cui l'80% delle scuole non è ufficialmente agibile; si pensa alla recupero dell'OPG (ospedale psichiatrico giudiziario) e con la differenziata siamo ancora all'anno zero. Questa è la politica. Altra amara considerazione: ho sentito parlare persone intelligenti e preparate, colte e molto competenti. Questo mi ha risollevato il morale ma mi chiedo: perchè il Sud, stracolmo d'intelligenze, è sempre e solo il Sud ?

lunedì 20 febbraio 2012

Ma che freddo fa



Mentre tutte le città d'Italia ampliano le zone a traffico limitato, Aversa va controcorrente (che avanguardia!) e chiude l'isola pedonale fino al 16 marzo, perchè fa freddo (nemmeno un fiocco di neve!), perchè c'è crisi e perchè i commercianti si lamentano. E allora si accoglie la loro richiesta e tutti in auto a fare spese per il centro storico, ma si! Utilizziamo le strisce blu, i parchimetri, sprechiamo benzina, inquiniamo l'aria, l'importante è comprare, consumare, combattere la crisi. La vera crisi non è quella economica. E' la crisi della razionalità che fa governare in modo settoriale accontentando, a turno, categorie di persone che non rappresentano tutti e perdendo di vista valori fondamentali come la vivibilità di una città. l'Espresso blog

mercoledì 15 febbraio 2012

Specchio

Il festival di Sanremo è lo specchio dell’Italia. Uomini che sanno di stantio, donne giovani e avvenenti. Parole scritte sul gobbo e lette male. Pochi sanno pensare in diretta. Le canzoni marginali rispetto a tutto il resto. Una gara inesistente perché s’inceppa il meccanismo del voto. In questa confusione chi verrà premiato: il più bravo? Il più fortunato? Il più potente? In questo teatro dell’assurdo vince l’ignoranza perché l'ignoranza rimuove il coraggio di abdicare, di guardare con distacco e saggezza il mondo che cambia, ti fa illudere che, ignoranti, lo siano anche tutti gli altri, laici e cattolici, tanto da non poter capire il vuoto che c’è dietro e davanti allo specchio. Tra tutti gli articoli che ho letto sull'argomento va citato quello di Davide Rondoni e la scarna ma significativa risposta dell'Avvenire L'Espresso blog

giovedì 9 febbraio 2012

Fontamara

Fontamara, il libro di Ignazio Silone , fu pubblicato in lingua tedesca a Zurigo nel 1933 e fu ignorato in Italia per almeno un ventennio. Solo leggendolo si capisce perchè. Fontamara è il paese che non c'è, un paese che lo scrittore colloca in Abruzzo ma che potrebbe trovarsi ovunque ci siano degli oppressi, in qualunque parte del mondo e in qualunque momento storico. E' la storia dei "cafoni", poveri contadini a cui viene tolto tutto: la luce, la terra e persino l'acqua. I cafoni non hanno diritti da così tanto tempo che non immaginano più una realtà diversa.
"Dopo la pace tra il papa e il Governo [...] il curato ci spiegò dall'altare che cominciava anche per i cafoni una nuova epoca. Ecco che quella notte io vidi in sogno: il papa discutere col Crocifisso. Il Crocifisso diceva: "Per festeggiare questa pace sarebbe bene distribuire la terra del Fucino ai cafoni che la coltivano e anche ai poveri cafoni di Fontamara che sono sulla montagna senza terra". Il papa rispondeva: "Signore, il principe non vorrà mica. E il principe è un buon cristiano diceva: "Per festeggiare questa pace sarebbe bene dispensare almeno i cafoni dal pagare le tasse". Il papa rispondeva: "Signore, il Governo non vorrà. E i governanti sono anch'essi buoni cristiani". Il Crocifisso diceva: "Per festeggiare questa pace, quest'anno manderemo un raccolto abbondante soprattutto ai cafoni e ai piccoli proprietari". Il papa rispondeva: "Signore, se il raccolto dei cafoni sarà abbondante, i prezzi ribasseranno, e sarà la rovina di molti commercianti. Anch'essi meritano riguardo, essendo buoni cristiani". Il Crocifisso molto si rammaricava di non poter far nulla per i cafoni senza far del male ad altri buoni cristiani. Allora il papa gli propose: "Signore, andiamo sul posto. Forse sarà possibile fare qualche cosa per i cafoni che non dispiaccia né al Governo, né ai ricchi". Così, la notte della Conciliazione, Cristo e il papa vennero attorno al Fucino. [...]Cristo andava avanti con una grande bisaccia sulle spalle; dietro gli andava il papa, che aveva il permesso di prendere dalla bisaccia qualunque cosa che potesse giovare ai cafoni. I due Viaggiatori Celesti videro in tutti i villaggi la stessa cosa. I cafoni si lamentavano, bestemmiavano, litigavano, si angustiavano, non sapevano che cosa mangiare né vestire. Allora il papa si sentì afflitto nel più profondo del cuore, prese dalla bisaccia una nuvola di pidocchi di una nuova specie e li lanciò sulle case dei poveri, dicendo: "Prendete, o figli amatissimi, prendete e grattatevi. Così nei momenti di ozio, qualche cosa vi distrarrà dai pensieri del peccato." Oggi, come allora, valgono solo tre leggi: "la legge dei preti, la legge dei padroni e la legge dell'abitudine". Leggetelo e capirete dei meccanismi sociali che oggi sono cambiati solo nella forma ma non nella sostanza.

martedì 7 febbraio 2012

Sarà normale vivere bene



Il programma dell’associazione ‘Democrazia e Territorio’ sarà illustrato nel corso della conferenza stampa di sabato 11 febbraio alle ore 10,30 presso sede di via Seggio 103 ad Aversa. ARTICOLO

"In questa città sarà normale vivere bene" lo slogan di Democrazia e Territorio, è già un programma. Perchè la normalità presume di non dover chiedere piaceri per ottenere un diritto, perchè normale è rispettare l'ambiente, perchè normale è promuovere la cultura, perchè normale è pretendere una qualità di vita migliore.

Foto, Aversa, il campanile del Duomo

giovedì 2 febbraio 2012

Democrazia e Territorio


A maggio gli aversani voteranno per un nuovo sindaco. La città è stata per 10 anni amministrata dalla giunta Ciaramella (centro destra). Oggi ad Aversa la raccolta differenziata non è ancora partita seriamente e questo, per me, è già un suffuciente elemento per giudicare l'operato dell'amministrazione uscente. Anche ad Aversa, come nel resto d'Italia, la gente è stanca della vecchia politica, delle parole vuote, delle promesse non mantenute, dei risultati mediocri, del denaro pubblico sperperato, ed è per questo che si riunisce in comitati ed associazioni con la speranza di non essere fagogitata dalla politica tradizionale. L'associazione Democrazia e territorio , di cui faccio parte, e che si presenterà alle prossime elezioni, ha lavorato per 2 anni alla stesura di un programma e lo slogan di apertura "In questa città sarà normale vivere bene" dice già tutto. Perchè in questo sud del sud la normalità è un lusso. Tutto quello che altrove è usuale e comune qui diventa eccezionale. Vi terrò informati sulle varie iniziative ma soprattutto sulle linee principali del programma.

lunedì 30 gennaio 2012

The Artist



Un film muto e in bianco e nero, di questi tempi, è già un evento. Oggi le parole scorrono incontrollabili, svuotate di significato e di finalità comunicative. Si parla tanto per parlare, per colmare dei vuoti esistenziali ed emotivi. Il film "The Artist", non è in 3D, non è spettacolare, non ha una trama avvincente, nessun bacio, nessuna scena erotica e nemmeno una parola. Eppure quel mutismo ti riporta in un lontano mondo cinematografico, con esilaranti scene che ricordano l'ironia di Buster Keaton (il cane e il poliziotto) e Charlie Chaplin, un cinema in cui la realtà e lo sguardo dello spettatore sono i protagonisti assoluti. Un film che riafferma l'importanza della semplicità, l'inutilità degli orpelli e la sterilità delle parole.

venerdì 18 novembre 2011

Caserta

Ecco com'è ridotta, in questi giorni, la città vanvitelliana. I motivi non ve li voglio nemmeno raccontare tanto sono i soliti; non ci sono gli stipendi per gli operatori ecologici, qualche sciopero ecc, scegliete voi. Il vero dramma è che, pur pagando la tarsu più alta d'Italia, in Campania si convive (anche) con i cumuli di rifiuti. Piano piano ci stiamo abituando. Presto diventerà la normalità.

venerdì 11 novembre 2011

Altro giro, altra corsa



Così gridavano i vecchi giostrai quando la giostra stava per fermarsi all'ultimo giro, prima d'iniziare un'altra corsa con altri passeggeri. Ho i brividi quando sento la parola spread, quando s'ipotizza un governo tecnico, illeggittimo perchè non voluto dalla maggioranza degli italiani, e quando sento i nomi dei politici "nuovi" con una età media di 60 anni. Molti hanno sognato questo momento, molti non vedevano l'ora di gioire per la fine di Berlusconi e prima delle sue dimissioni hanno già sventolato le bandiere della vittoria. Gli italiani veri non sono stufi solo del loro premier sono stanchi e disgustati dalla politica, dall'economia, dalle banche, dalla diseguaglianza sociale e presto odierano il governo che verrà come hanno odiato Silvio.

giovedì 10 novembre 2011

This must be the place


Paolo Sorrentino ha diretto un film che è più d'ascoltare che da vedere. Le musiche, bellissime, quasi una storia del rock. Le scene si susseguono un pò lente, passando da una triste e ferma periferia di Dublino a un'America senza grattacieli ma con grandi spazi infiniti. Sean Penn recita la parte di una rock star cinquantenne, Cheyenne, che vive in una lussuosa villa grazie ai guadagni di un successo che appartiene al passato con la moglie che, come tutte le mogli del mondo, è un pò amante e un pò mamma. Cheyenne ha un trucco esagerato, una latente depressione e infantili paure. E' un bambino mascherato, divorato dagli eventi e dal tempo che passa inesorabile e veloce. Un bambino truccato da adulto con un rapporto irrisolto col padre. Sarà proprio la morte di quest'ultimo, vittima di un'umiliazione durante l'olocausto, a fargli decidere di cercare un vecchio nazista inutilmente braccato dal padre per tutta la vita. Cheyenne lo cerca, lo stana ma non si trova di fronte degli occhi spietati e crudeli di un criminale, ma gli occhi di un uomo vittima e carnefice (anche lui di se stesso?) Tra la punizione e l'umiliazione Cheyenne sceglierà quest'ultima: una scena bellissima dove il candore della neve accoglie un corpo consumato e invecchiato che riporta a certi dannati della pittura fiamminga. Il film è bello, commuovente, triste ma alla fine ti rimane l'idea del collage: s'intravedono i contorni dei singoli pezzi che combaciano in una velata visione d'insieme, in una costruzione sapiente e intelligente, volutamente d' "autore". Insomma più cervello che cuore.

lunedì 7 novembre 2011

G. Faletti


Ho appena finito di leggere "Appunti di un venditore di donne" di Giorgio Faletti e penso che la critica letteraria italiana solo per snobismo non riconosca definitivamente che è veramente un bravo scrittore. Nei corsi di scrittura creativa s'insegna che i primi due righi di un libro, l'ncipit, fanno scegliere al lettore di andare avanti oppure no. In questo caso basta il primo rigo per decidere di andare fino in fondo. La storia di Bravo, il protagonista, è ambientata a Milano, in una Italia che sta vivendo i drammatici anni di piombo, il sequestro Moro, i comunicati delle Brigate Rosse. "Bravo" di mestiere vende le donne e questo gli fa avere molti contatti con la gente che conta; gli interessi economici, la piccola e grande criminalità, la politica corrotta, l'informazione ipocrita, " il caso e il caos" fanno da sfondo a una vicenda un pò romanzata ma umanissima che tiene col fiato sospeso fino alla fine. Si racconta come la realtà e la verità siano manovrabili e controllabili e come sui giornali si decide di far apparire solo quello che si vuole divulgare mentre tutto il resto diventa "segreto di Stato". Le vicende del protagonista riportano agli anni '70 durante i quali, tra rapimenti e stragi, si sono decisi i delicati equilibri dell'Italia di oggi. Personaggi caratterialmente ben delineati, varietà di sentimenti e sensazioni, colpi di scena rendono la lettura di questo libro davvero piacevole.

lunedì 24 ottobre 2011

Pietas


Il corpo insaguinato di Gheddafi esibito come un trofeo mi riporta alle immagini del tiranno in Italia, qualche tempo fa. I cavalli, l'ossequio dei nostri governati, le belle ragazze, le tende bianche. Sembrava avere il mondo in una mano. Ora, invece, il mondo intero guarda il suo corpo ferito, inerme, quasi umile nella sua passività da morto. Molti tiranni hanno fatto la stessa fine e molti ce ne saranno ancora, ma oggi, tutto è esibito, ostentato, mostrato, guardato senza pietà. Scrive Massimo Gramellini : "Non c’è mai nulla di glorioso nell’esecuzione di un tiranno. La vendetta resta una pulsione orribile anche quando si gonfia di ragioni. Ci vogliono Sofocle e Shakespeare, non gli scatti sfocati di un telefonino, per sublimarla in catarsi. Gli sputi, i calci e gli oltraggi a una vittima inerme - sia essa Gesù o Gheddafi - degradano chi li compie a un rango subumano."
(Ritratto di Creonte, tiranno greco)

giovedì 20 ottobre 2011

Tutto vero

Stefano Benni ha ragione. Tutto vero. Quello che dice è sacrosanto, ma, c'è sempre un ma: "gli elettori di sinistra non sono come quelli di destra, gli elettori di sinistra sono più cittadini, più responsabili degli elettori di destra". Per fortuna ammette quel niente che hanno fatto i governi di centro sinistra per contrastare, qualche anno fa, il conflitto d'interesse che avrebbe fermato Berlusconi "il puttaniere" (sue parole), che "può conquistare una donna solo pagandola."(sempre parole sue). Destra da una parte e sinistra da un'altra, puttanieri e ignoranti i primi, intellettuali e amanti romantici, i secondi. Questo viene sempre fuori anche da persone intelligenti come Stefano Benni. Accanto a tutti gli errori della sinistra io metterei anche questo: stare in alto, su un piedistallo. Scendete, cari miei, perchè siamo tutti a terra, nella melma dei nostri egoismi.