Quello al M5S non è solo un voto di protesta. E' anche un voto di presa di coscienza. Tutti hanno capito e digerito la fine della politica, tutti tranne i politici. Troppo presuntuosi e snob, hanno peccato d'arroganza e difettato in lungimiranza. Solo un sordo non poteva sentire le urla di Grillo. Solo un cieco non poteva vedere le piazze stracolme di gente che veniva anche da lontano, a proprie spese. E il successo delle elezioni in Sicilia? E il blog di Grillo che è uno dei più visitati al mondo? Sordi, ciechi e, con tutto il rispetto, anche un po' ottusi. Fassino incitava Grillo: formi un partito suo e vediamo quanti voti prende! La veggenza non e' il suo forte. Bastava capirlo in tempo, bastava correre ai ripari smettendola di usare un linguaggio settoriale che provoca orticarie. Bastava abbassare la testa e guardarsi intorno, scendere dal piedistallo. La gente lo avrebbe capito. Il PD doveva candidare Renzi e cercare di liberarsi della fobia di Berlusconi il cui successo è lievitato proprio grazie alle paure della sinistra. Sarà difficile per il M5S governare nella giungla delle leggi italiane, sara' difficile districarsi nelle stanze del potere. Ma da qualche parte si doveva cominciare e proporre candidati senza "precedenti politici" a moltissimi è sembrata la strada giusta.
martedì 26 febbraio 2013
martedì 5 febbraio 2013
Django
I titoli di testa e la prima scena, da soli, valgono il biglietto d'ingresso. Un America magica, nostalgica, un West di praterie e polvere, di cavalli in corsa, di colpi in canna, di selle di cuoio, un 'America che sopravvive solo nei nostri ricordi. Alla vigilia della guerra civile un cacciatore di taglie e uno schiavo di colore s'incontrano e, in uno strano sodalizio, vivono insieme gli orrori razzisti di quegli anni. Sangue e violenza, uomini che cadono come birilli, sofferenze e torture atroci, ingiustizie crudeli, la vita umana che vale poco più di niente. Leonardo di Caprio ne è l'esempio più significativo con un'impeccabile interpretazione forse dovuta proprio al ruolo insolito che ricopre. Eppure nel racconto splatter si apre uno spiraglio d'ironia, di umorismo, quasi di comicità come a dare respiro per poter arrivare fino alla fine. La violenza diventa grottesca, surreale, quasi ridicola, come chi la pratica. Le musiche di Ennio Morricone accompagnano nella visione del film forse più "film" di Quentin Tarantino. A metà sorprende, in un'atmosfera così americana, una canzone italiana: è la voce di Elisa. I dialoghi densi e per niente banali fanno il resto in una storia che racconta l'arroganza dei bianchi ma anche la cattiveria di un servitore nero. Perchè in fondo il mondo è così: nè bianco nè nero, solo umano.
giovedì 24 gennaio 2013
La migliore offerta
Il film "La migliore offerta", di Giuseppe Tornatore è la storia di Virgil, un settantenne antiquario e battitore d'aste, ricco e misogino. Il suo è un mondo decadente ed elegante, egli viaggia tra i misteri dell'arte e del mondo femminile che conosce solo attraverso la sua ricca collezione di ritratti di donne. Pose seducenti, visi languidi, sguardi tristi e penetranti: la storia del mondo femminile in una stanza. Virgil è capace di riconoscere un falso alla prima occhiata: egli non ha mai dubbi, nessuna esitazione. Eppure la vita si rivelerà un abilissimo falsario e a niente serviranno l'esperienza e l'intelligenza. Il mistero della vita è sempre in bilico tra la verità e la menzogna tra ciò che appare e ciò che è. Siamo tutti in balia dei sentimenti. Bellissimo film. Solo un consiglio; non leggete nessuna recensione prime di vederlo perchè molte, inopportunamente, ne svelano l'epilogo.
mercoledì 9 gennaio 2013
Stile di vita
Ieri ad Aversa, prima nella sala consiliare del comune e poi alla facoltà d’ingegneria, il ministro della salute, Renato Balduzzi, ha dichiarato che non esiste un legame tra le neoplasie in aumento in Campania e l’inquinamento ambientale della regione: il fumo dei roghi tossici (pneumatici, pellame, ecc) è una sorta di "arbre magique". Quello che veramente ci fa ammalare è lo stile di vita: l’obesità, il fumo e l’assenza di periodici screening nelle efficientissime strutture sanitarie del Sud. Da soli non ci saremmo mai arrivati.L'onorevole Balduzzi ha invitato, poi, il dott. Antonio Marfella a far parte del gruppo di lavoro che dovrà ancora accertare il nesso tra i rifiuti tossici e la salute. L’incontro con il ministro ha evidenziato la drammatica lacerazione che esiste tra il paese legale (le istituzioni) e il paese reale (i cittadini) e mi ha dato la certezza che se mai in Italia ci sarà una rivoluzione delle coscienze, questa partirà da qui. Dalla terra di nessuno.
Un grazie al M.E.I.C. che ha organizzato il convegno e che generosamente ha lasciato spazio ai cittadini dando voce alla rabbia e al dolore di questa terra. Un grazie particolare a Rosaria Capone che ha reso tutto questo possibile. Qui è cominciato l'inferno e forse da qui comincerà il suo riscatto. L'Espresso
giovedì 3 gennaio 2013
Carosello
"Il 27 dicembre scorso si è svolto presso il Tribunale di Napoli la requisitoria finale del Pubblico Ministero Maria Cristina Ribera nel processo "Carosello Ultimo atto" che vede contrapposti gli ex allevatori di Acerra della famiglia Cannavacciuolo (parte lesa) agli imprenditori Pellini, più altre decine di imputati, tra cui un ex comandante dei carabinieri oggi sospeso dal servizio, accusati di aver sversato per anni rifiuti tossici nelle campagne dell’acerrano con la totale complicità delle forze dell’ordine locali e di alcuni funzionari comunali." Nel processo, per la prima volta è stato riconosciuto che l'accusa di disastro ambientale non può essere soggetta a prescrizione in quanto le conseguenze del reato durano per molti anni. Lo Stato e il cittadino, uno di fronte all'altro. Il cittadino che denuncia invano, lo Stato che si muove sempre troppo tardi. Il processo Carosello testimonia il coraggio dei cittadini campani che per anni hanno denunciato, subendo minacce e intimidazioni, senza essere difesi e ascoltati da nessuno. E' inevitabile ricordare il film documento Biutiful cauntri.
mercoledì 12 dicembre 2012
The Day After
Nella terra di nessuno la consapevolezza della realtà ti toglie le forze. Non c'è bisogno di essere un esperto per capire che questa terra è ammalata, non c'è bisogno di leggere i giornali, di partecipare ai tanti convegni sul tema per renderti conto che giorno dopo giorno la visione del futuro diventa drammaticamente nitida. Nella terra di nessuno ti usurpano di ogni speranza.
Scrive Rosaria Capacchione:
È un triangolo costruito sui veleni, territorio contaminato dai rifiuti, urbani e industriali, raccolti nelle discariche abusive in oltre vent’anni di uso dissennato e criminale del territorio [...] Disastro documentato dalla scienza attraverso la perizia del geologo Giovanni Balestri che ha ricostruito la mappa del sottosuolo dell’area a nord di Napoli, compresa tra Giugliano, Parete, Villaricca, Qualiano, Villa Literno. La perizia è depositata nel processo a carico di Cipriano Chianese, titolare della discarica Resit, padre fondatore del sistema delle ecomafie. Vi è annotata la data della fine del mondo: entro il 2064, ha scritto il tecnico, il percolato prodotto da 341 mila tonnellate di rifiuti speciali pericolosi (a cominciare dagli ottomila quintali di fanghi dell’Acna di Cengio), di 160 mila e 500 tonnellate di rifiuti speciali non pericolosi, di 305 mila tonnellate di rifiuti solidi urbani, precipiterà nella falda e avvelenerà decine di chilometri quadrati di terreno e tutto ciò che lo abiterà.
Tra cinquant’anni lì si estinguerà ogni forma di vita.
venerdì 7 dicembre 2012
Sul sito di Grillo i nomi dei candidati del M5S per le prossime elezioni. Accanto ai nomi, la foto, il curriculum, i dati anagrafici. Nessun condannato tra i candidati. Una scelta fatta on line, primo caso al mondo. Io non ho potuto votare perchè avevo dimenticato d'inviare il documento di riconoscimento. Mi sembra giusto, se non ho rispettato le regole d'iscrizione. Guarda caso tra i candidati c'è una maggioranza di donne. Alla faccia dei partiti e delle finte quote rosa.
lunedì 26 novembre 2012
La buona terra
Da molto tempo scrivo della terra di nessuno, della terra dei fuochi, della terra della camorra ma solo adesso mi accorgo che la Campania è anche "La buona terra". Il libro di Gianni Solino è un viaggio tra quelli che vivono affinchè "la bellezza tolga spazio all'inferno"(R. Saviano). Nella terra di don Peppino Diana molti lavorano solo per questo scopo, perchè qui, ogni giorno, si combatte una nuova battaglia di una guerra che non sembra avere fine, perchè qui la libertà è un diritto negato, perchè qui bisogna ricostruire una nuova cultura sulle macerie dei fuochi dei rifiuti e sul sangue dei morti ammazzati, perchè qui è difficile anche gestire i beni confiscati alle mafie. Le storie del libro sono collegate da una scia invisibile di passione, di voglia di riscatto ma soprattutto di amore verso questa bellissima terra. Storie difficili di emigrati sfruttati, storie di disagi, di violenze, di solitudine e abbandoni, di emarginazione e di dolore. Ma nella terra di don Peppino Diana è facile curare le ferite perche' nessuno, in questo, è più bravo di noi.
L'Espresso
L'Espresso
lunedì 19 novembre 2012
Condannati a sperare
In campagna elettorale tutti si ricordano dei problemi della gente. E i grandi temi, come quello dei roghi in Campania, diventano, all'improvviso, una priorità per tutti. Ma noi siamo un popolo assetato di giustizia e ci lasciamo trasportare anche dall'onda ingannatrice delle primarie. Stasera al convegno organizzato dall'onorevole Pina Picierno erano presenti voci autorevoli sul tema: il magistrato Raffaele Cantone, il prefetto (signora) Carmela Pagano, padre Maurizio Patriciello, il dott. Antonio Marfella ed Enrico Fontana. Il racconto di un genocidio fatto di date, di numeri, di nomi, di neoplasie e di paesi condannati a morte dai suoi stessi figli. Un trauma per chi ascoltare e sa andare oltre "la politica". La discussione si è chiusa con l'intervento di padre Maurizio che in piedi ha urlato il suo amore per questa terra e per il prossimo. Concreto, lucido, arrabbiato come chi è consapevole che non c'è più tempo da perdere. Molti si sono alzati ad applaudirlo e i programmi politici, le inchieste, i commissari e i prefetti sono miseramente scomparsi al cospetto di tanto pathos. E l'epilogo un commuovente ossimoro finale: i campani sono condannati a sperare. L'Espresso
sabato 17 novembre 2012
Stabilità
Ogni tanto le cose cambiano nome pur restando le stesse. Rimborsi elettorali invece che finanziamenti ai partiti, legge di stabilità invece che finanziaria. Inganni di parole e di sostanza. Attentissimi alle escort e agli scandaletti da giornale rosa, non ci siamo accorti dell'agonia dello stato sociale. Questa legge di stabilità ne è la prova. Paghiamo per una crisi che non è dovuta alla differenza tra le entrate e le uscite dei nostri conti ma per gli altissimi interessi che le banche chiedono per i vari prestiti. Questa legge di stabilità prevede, per esempio, che gli enti previdenziali versino un contributo di 300 milioni di euro entro il 31 ottobre di ogni anno a partire dal 2013 (per quanti anni?). Ovviamente le "modalità del prelievo" sono piuttosto sommarie, quello che è certo è che ci rimetterà sicuramente la qualità del servizio all'utenza. La legge chiede a questi enti del denaro e poi stabilisce che si facciano 450mila verifiche straordinarie dell'Inps in tre anni (2013-2015) su falsi invalidi civili. La domanda è lecita: chi farà questi controlli dopo il taglio degli esuberi, dei premi di produttività e le assunzioni bloccate? La legge parla anche delle consulenze e dell'esternalizzazione dei servizi informatici; vedremo quanto si risparmierà in quella direzione. La verità è che anche per chi eroga servizi sociali è in atto un tentativo di privatizzazione. Altro che stato sociale e bene comune. Per lo stesso motivo lottano gli studenti. Questa legge di stabilità prevede, infatti 223 milioni di euro alle scuole paritarie. C'è altro d'aggiungere? Forse un'altra piccola nota che la dice lunga sull'efficienza del nostro apparato burocratico: sono stati stanziati 10 milioni di euro per il Belice, in Sicilia. Per un terremoto di 40 anni fa. L'Espresso
mercoledì 14 novembre 2012
Il Pubblico
Decenni di televisione ci hanno trasformato in pubblico. Non più esseri che pensano ma consumatori insaziabili. Non più cittadini ma sudditi, nessun uomo libero, solo servi. Poche menti attive, molte passive. Il pubblico ride, si diverte, si commuove, e si arrabbia, addirittura, ma non è più in grado di scegliere, troppi condizionamenti dopo un prolungato lavaggio del cervello. Il pubblico sa che è tutta una finzione ma applaude lo stesso. Mi ha impressionato molto ascoltare i candidati delle primarie per il PD. Su un canale privato la scenografia era simile a un talent show, lo stile americano con i tempi uguali per tutti, uno spettacolo di prima serata, in un paese che ha alle spalle il vuoto. Come se il Rinascimento non ci fosse mai stato. Pasolini odiava la televisione e parlava dei "Medium di massa che non possono che mercificarci e alienarci". E cosi è stato. Un pubblico vero per una realtà finta.
giovedì 1 novembre 2012
Inganno
Menzogne. Il PD è passato dai 505mila voti alle regionali del 2008 in Sicilia, a 257mila voti del 2012. Il 49% di voti in meno. E Bersani grida la vittoria di una sinistra che di fatto non riesce a trovare una guida che rappresenti le due anime di questa parte d'Italia, in bilico tra la nostalgia del passato (Bersani-comunismo) e il fascino del nuovo (Renzi-futuro). Gli italiani rincitrulliti dalla stampa e dalla televisione di regime si possono far confondere dai fiumi di parole inutili ma i numeri sono chiari e immediati: 505mila voti di ieri contro i 257mila di oggi. Il resto è inganno.
domenica 28 ottobre 2012
Bianca
Parole al femminile nell'ottava edizione del premio Bianca d'Aponte città di Aversa, undici cantautrici in gara per due serate dense di emozioni. L'abitudine alla mediocrità voluta da una televisione che promuove solo musica di "consumo", rende ancora più evidente la qualità di chi la musica la fa per davvero. Fausto Mesolella, Tony Bungaro, Kaballà, alcuni degli ospiti. Seducenti le voci delle madrine della manifestazione; Nada, Mariella Nava, Rossana Casale, Elena Ledda, Fausta Vetere. Ma le canzoni sono le vere protagoniste delle due serate: testi sentiti, vissuti, cantati con quella passione sofferta che solo le donne conoscono. L'esibizione di Nada, bellissima, e il premio Bianca d'Aponte hanno testimoniato quanto essere fuori dagli schemi e fuori dai circuiti commerciali ti garantisce di rimanere al di sopra della banalità del mondo dei consumi (anche musicale) nella foto: Nada
sabato 20 ottobre 2012
Fiducia
Fiducia è stata la parola chiave nel discorso del vescovo di Aversa, mons. Angelo Spinillo durante l'incontro nella curia vescovile sul tema dei roghi in Campania. Erano presenti giornalisti di varie testate, qualche cittadino e padre Maurizio Patriciello. Ho ammirato il coraggio di padre Maurizio, la sua umiltà, la sua passione e la voglia di ascoltare gli altri. Mi sono rincuorata ad ascoltare l'impegno del dott. Alessandro Gatto, presidente del WWf della regione Campania, che da anni si occupa di questo territorio martoriato. Ognuno ha testimoniato la sua esperienza, la sua rabbia, la voglia di andare via o di restare, il suo amore e il suo odio per questa terra. Il vescovo ha ricordato il funerale, ieri, di Lino Romano: Lino non era nel posto sbagliato al momento sbagliato, perché non ci puo’ essere momento e posto sbagliato quando si ama la vita. È come dire che queste cose sono inevitabili. Noi non possiamo essere così fatalisti. Chi calpesta la vita degli altri porterà sempre su di sè il marchio di Caino, che gli renderà invivibile la sua esistenza. Anche Massimo Gramellini dedica su La Stampa il suo Buongiorno alla terra dei fuochi : Noi siamo di più. Non ci avevo mai pensato. Con tutti i nostri difetti - perché ne abbiamo a iosa, sia chiaro - noi siamo di più. Siamo di più dei mafiosi, dei corrotti, dei finanzieri senza scrupoli. Siamo più numerosi di qualunque minoranza coesa che cerchi di dominarci con le armi del potere e della paura. Averne consapevolezza, lo so bene, non basta. Ma è la premessa per svegliarsi dall’incubo e provare a trasformarlo in un sogno.
foto: la cupola del duomo di Aversa
foto: la cupola del duomo di Aversa
giovedì 27 settembre 2012
Bella addormentata
Il filo conduttore del film "Bella addormentata" di Marco Bellocchio è la triste vicenda di Eluana Englaro che, qualche anno fa, divise gli italiani sulla scelta dell'eutanasia. Difficile stabilire cosa sia giusto, impossibile trovare un punto d'incontro tra laici e cattolici. Rispettare la libertà personale oppure la sacralità della vita? Ci sono delle domande piu grandi di noi. Il film si snoda tra le vicende di vari personaggi: una madre (Isabelle Huppert) che trasforma in un tempio la casa dove sua figlia, in coma, vive solo grazie a dei macchinari, una ladra eroinomane, due ragazzi che s'innamorano pur avendo idee diverse sull'eutanasia quasi a confermare la potenza dei sentimenti che travalica le diversità, il politico (Tony Servillo) che ha vissuto in prima persona il dramma di una scelta dolorosa. I personaggi si muovono in un'Italia che viene descritta con le immagini dei telegiornali; un'Italia isterica, eccitata dai media, con le facce vere dei politici, primo fra tutti Berlusconi. La cronaca si amalgama con la fantasia. Il genio della regia si riconosce nella scena dei deputati immersi in una vasca con le teste galleggianti sull'acqua vaporosa che si augurano che Eluana muoia, prima che siano costretti a votare, cioè a decidere, in merito al decreto d'urgenza che doveva contrastare la volontà del padre della donna in coma. Ricordano vecchi ippopotami immobili nel fango della loro pochezza.
domenica 23 settembre 2012
martedì 4 settembre 2012
"Profumo"... di chiuso
Oggi si gioca per il terno al lotto. I test di accesso all'università sono iniziati. L'istruzione non è piu un diritto, non è piu un bene comune. Propongo di far sostenere la stessa prova, nelle stesse stressanti condizioni degli studenti e senza nessun privilegio, anche ai nostri politici e a chi da decenni detiene il potere (di casta) nelle università. Vediamo quanti di loro restano seduti sulle loro comode poltrone.
La Stampa
mercoledì 29 agosto 2012
Test
Quando si parla di bene comune si pensa all'acqua, alla salute a una piazza, a quei beni che sono di tutti e come tali non appartengono allo Stato nè, tantomeno, ai privati. Questo principio elementare si conosce anche in Italia ma, come spesso dico, sappiamo la teoria e ignoriamo la pratica. Anche l'istruzione è un bene comune e, anche questo,in modo silente e subdolo, ci viene tolto. Scrive Ugo Mattei nel suo bel saggio "Beni comuni" :" I requisiti di entrata nelle università migliori sono sempre piu' legati ai punteggi ottenuti in speciali test (amministrati, a pagamento, da corporation private) che ovviamente finiscono per favorire chi proviene da un background privilegiato e può permettersi tutors e corsi preparatori privati. [...] Questo modello privato spettacolare, pubblicizzato in tutto il mondo, seduce chi non è dotato di senso critico. In effetti, i rampolli delle elites globali affollano le università statunitensi (e tra poco anche quelle italiane) convinti di aver superato selezioni durissime, in molti casi inesistenti , visto che pagano full fees in programmi di master in sostanza loro riservati. [...]Il sapere critico non si produce in ambienti competitivi, ma prospera in comunità solidali, tendenzialmente egualitarie, portate a non riprodurre la retorica dei vincitori. Il sapere critico non può essere accessibile soltanto a chi abbia passato dei test confezionati da società multinazionali o a chi possa pagare. Il sapere critico include e non esclude, non può essere collocato in vendita sul mercato. Come ogni bene comune, il sapere critico, non è nè di Stato nè privato, sia esso università, giornale, radio o televisione, ma appartiene a tutti e da tutti deve essere sostenuto." Solo per partecipare ai test si spende dai 50 ai 150 euro e alla prova ci si deve presentare con il mav di pagamento. Ci fanno credere di essere dei privilegiati (potendo pagare) ma, in realtà, abbiamo rinunciato inconsapevolmente (?) a un altro Bene Comune. Corriere della sera
P.S. Grazie al dott. Alfredo di Franco per avermi segnalato il libro di Ugo Mattei.
lunedì 2 luglio 2012
Educazione sentimentale
Petizione MAI PIU' COMPLICI
A quanto siamo dall'inizio dell'anno? Quante le donne uccise da un "amore criminale"?
Vi segnalo l'articolo di Gramellini
Cronaca
giovedì 28 giugno 2012
Comune Virtuoso
28/06/2012 Aversa, piazza Marconi
[...] per gli ottimi risultati conseguiti in materia di raccolta differenziata, specialmente negli ultimi due mesi, la Città di Aversa può entrare a far parte del “Club Comuni Virtuosi”.[...]
sabato 23 giugno 2012
Familismo amorale
il posto il favore le mani sui coglioni
accompagnare con la macchina i figli a scuola
leggere il giornale sportivo sul frigo del bar
gettare le carte per terra
organizzare con cura la cresima dei figli
fare e ricevere regali orrendi
andare a messa senza crederci
dimenticare i morti
votare gli imbroglioni
uscire alle feste patronali e le sere di agosto
parlare male di chi fa qualcosa di buono
e così via
furiosamente lontani dalla dignità
dalla poesia.
Franco Arminio
accompagnare con la macchina i figli a scuola
leggere il giornale sportivo sul frigo del bar
gettare le carte per terra
organizzare con cura la cresima dei figli
fare e ricevere regali orrendi
andare a messa senza crederci
dimenticare i morti
votare gli imbroglioni
uscire alle feste patronali e le sere di agosto
parlare male di chi fa qualcosa di buono
e così via
furiosamente lontani dalla dignità
dalla poesia.
Franco Arminio
venerdì 22 giugno 2012
Male Necessario
E' cosi. Ogni volta
che si discute di politica si citano i grillini. La frase piu ricorrente
è : "di comici e saltimbanchi ne avevamo già abbastanza." E allora?
Vi disturba uno in più? O toglie la scena a qualcuno? Ma anche questo è
un modo di fare tipicamente italiano: screditare il nuovo per salvaguardare il
vecchio. I partiti, male necessario, hanno creato un divario enorme tra la
politica e la gente. La politica ha distrutto l'istruzione e la
formazione dei giovani, unica vera speranza di una reale competitività con gli
altri paesi. Seguo il blog di Grillo dalla sua nascita e solo lì, per la
prima volta, ho sentito parlare di temi seri: ho letto dei privilegi di chi ci
governa, ho saputo di ingiustizie e soprusi, ho sognato un mondo diverso.
Smettetela di considerarlo un fenomeno da baraccone perchè, come diceva
Aristotele, "le rivoluzioni non sono sciocchezze ma dalle
sciocchezze hanno origine." L'Espresso
martedì 19 giugno 2012
Fai bei sogni
Massimo Gramellini scrive su La Stampa. Lo leggo ogni giorno perchè ne ammiro la profondità di pensiero, l'ironia delicata e la pacata saggezza. Ho letto il suo libro "Fai bei sogni" in un giorno e mi sono commossa: come si fa a non emozionarsi nel racconto di un bambino che perde la madre? E' impossibile. Superata questa prima fase il lettore si rende conto che l'intento dell'autore è quello di dimostrare quanto poco viviamo la vita nascosti dietro le nostre paure. Ci costruiamo una gabbia di paure perchè lì dentro ci sentiamo al sicuro, perchè così è piu facile difenderci (da chi?). E' una gabbia dalla quale si può anche non uscire mai. Noi, esseri umani, odiamo soffrire. "Preferiamo ignorarla la verità. Per non soffrire. Per non guarire. Perchè altrimenti diventeremo quello che abbiamo paura di essere. Completamente vivi."
giovedì 14 giugno 2012
Grazie
L’esperienza nelle recenti elezioni amministrative ad Aversa, per l’associazione
“Democrazia e Territorio è stata costruttiva e, per molti di noi, illuminante.
Abbiamo capito che in questa città l’aria di antipolitica, o meglio ancora
di apolitica, che rifiuta le logiche partitiche e personali, non è ancora
arrivata. Troppo difficile il contesto sociale, poco sentito dalla maggioranza
delle persone, il senso civico. Aversa insomma non è Parma. Le
elezioni ci hanno insegnato
che anche chi è ideologicamente dalla tua parte, spesso,
in cabina elettorale non ti vota, ci ha fatto capire che i principi e gli
ideali fanno sempre fatica a trovare una loro attuazione . Quelli
che hanno veramente creduto in questo progetto si sono ripresi subito dalla
delusione post elettorale per dare nuovo vigore a quest’associazione che
ha il grande merito di aver promosso scambi di idee, confronti di opinioni e
condivisioni di progetti. Quelli che ci credevano poco si sono già
defilati da soli. Spero di raccogliere sempre più adesioni,
confidando soprattutto nelle donne, nella loro intelligenza, nel
loro senso di concretezza e di praticità. Io non sogno un mondo di
quote rosa, io vorrei un mondo dove chiunque rappresenti un altro in modo
dignitoso.
Grazie al dott. Antimo Castaldo, ideatore e anima di questo
movimento. Grazie al dott. Nando Tavasso e a Luca Ronga, il loro aiuto è, per me,
fondamentale. Grazie a chi ha sostenuto la mia nomina a nuovo Presidente
di Democrazia e Territorio pur conoscendo la mia esigua esperienza in questo
campo ma confidando, credo, nella passione delle mie
idee.
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