lunedì 7 febbraio 2011

Tutti innocenti

Un’altra bella dose di ottimismo per noi campani. Rai tre ha trasmesso, domenica sera, "Presa diretta". L’argomento era l’infinita emergenza dei rifiuti in Campania. Immondizia per strada, scarti industriali sui cigli delle strade, decine di discariche abbandonate, una città di ecoballe lasciate a marcire, la terra che ribolle come una solfatara vomitando tutti i rifiuti tossici di cui si è nutrita negli ultimi vent'anni; queste le immagini che abbiamo (ri)visto. Tutto questo orrore ha come conseguenze drammatiche i morti di cancro e gli ortaggi che non crescono. Ma c’è un altro effetto invisibile, non quantificabile, non statisticabile ed è quel senso di depressione-rabbia-impotenza-disorientamento-paura che t'invade quando ritorna la consapevolezza di questa terribile realtà. I campani hanno, nelle piccole e grandi cose, una capacità unica al mondo: quella di ingarbugliare talmente i fatti che alla fine non si capisce piu chi è il colpevole e chi l'innocente. Siamo tutti colpevoli, nessuno è colpevole. Tutti innocenti, tutti vittime di un sistema. Assolviamo tutti politici e criminali, le società private e pubbliche. Tutti innocenti. Assolviamo le ditte del nord e del sud che scaricano i loro veleni nelle cave. Assolviamo i cittadini che non hanno controllato i politici. Assolviamo i politici che non hanno controllato il territorio e con loro anche tutti i commissari dell'emergenza. Assolviamo lo Stato. Assolviamo chi si è arricchito con l'oro della monnezza. Tutti innocenti. Tutti con gli occhi bendati, con la bocca cucita e con la testa vuota. Tutti innocenti. Abbiamo condannato solo questa terra a una pena capitale.
La foto si riferisce a un lavoro di Otto Dix intitolato "I sette vizi capitali". La figura lussuriosa della donna rappresenta quella borghesia intorpidita nel limbo del piacere e perciò sinistramente distaccata da tutto il mondo desolante e tragico che la circonda. Quel mondo è fatto da corpi mutilati e grotteschi; una testa infilata in un contenitore, un'altra con una piccola mano che esce da un orecchio (chi ci controlla da dentro?), lo scheletro con il cuore strappato, la bocca "anale" dell'uomo col naso bruciato, i baffetti della figura centrale a raffigurare il despota presente in qualunque società incivile a cavalcioni di una terribile vecchia dagli occhi spiritati e impauriti (la storia?). Un ritratto di una società dilaniata da contraddizioni, da orrori e miserie, che alla fine però convivono drammaticamente in un allucinate commedia umana. Piu' eloquente di una foto della spazzatura campana vero?

2 commenti:

carmine ha detto...

disse un prete di napoli

fuitivenne ,

ma sotto la terra bruciata e distrutta sono ancora vive le mie radici

non molliamo ......mai

carmine p.

marco ghetti ha detto...

La cintura nord-est di campagna forlivese è stata condannata a morte, poderi, vigne e frutteti sepolti in pochi anni sotto mostri prefabbricati e lottizzazioni orrendo-moderne, gia' impegnate ad annientare le sacche interne di spazio cittadino non convertito alla speculazione. In una sarabanda di inceneritori, colonie di container ed interporti....dallo scandalo di ( divanopoli, trasmesso da Report, a quello di "Rifiutopoli", passando per l'inchiesta " re nero" sul riciclaggio tra banche locali e San Marino....( La Parola, febbraio 2011). Se non dico Romagna si pensa Campania, ma invece è la mia Romagna, ( oppure sta diventando la " LORO"??