martedì 30 giugno 2009

Pagina 28

Da "La bellezza e l'inferno" di Roberto Saviano pag. 28 :" Siete fieri di vivere nel territorio con i più grandi centri commerciali del mondo e insieme uno dei più alti tassi di povertà? Di passare il tempo nei locali gestiti e autorizzati da loro? Di sedervi al bar vicino ai loro figli, ai figli dei loro avvocati, dei loro colletti bianchi?" E' bastata questa frase per scatenare l'ira degli avvocati casertani. Da un giornale locale (vedi articoli in basso): "Il clamoroso attacco dello scrittore all'intera nostra classe forense è l'ennesimo capitolo di una storia di cantonate prese da un giovane promettente..." Un giovane promettente? e ancora : Savonarola dei tempi nostri. Dopo aver scritto quello che ha scritto, infatti, senza uno straccio di argomentazione, senza un elemento che possa dimostrare la sua affermazione...". Ditemi dove sono le telecamere di "Scherzi a parte".
(Raffaello Sanzio, Scuola di Atene,1508)
Articoli:

domenica 28 giugno 2009

La bellezza e l'inferno

La mia amica si aspettava di trovare una rissa in libreria per comprare il nuovo libro di Roberto Saviano. Invece, nel cuore di Gomorra, tutti ci passavano accanto con indifferenza. Pochi lettori lo guardavano, lo sfogliavano. Io l'ho comprato convinta che nelle parole di Saviano ci siano molte risposte alle millenarie domande che il Sud si pone. In realtà conoscevo ogni pagina perché il libro raccoglie gli articoli scritti, su varie testate, da Roberto dal 2004 al 2009. Rileggerli tutti insieme ti fa rendere conto che tra tutte le sue parole esiste un unico filo conduttore, sempre. Così accade con i pensieri intelligenti. Il titolo, come lo stesso autore spiega, vuol dire che "se da un lato esistono la libertà e la bellezza necessarie per chi scrive e chi vive, dall'altro esiste il suo contrario, la loro negazione: l'inferno che sembra continuamente prevalere". Questa dicotomia è evidente soprattutto nel capitolo "Uomini"; da Messi a Petrucciani, da Siani a Felicia, Saviano racconta come l'inferno e la bellezza spesso coesistono, spingendosi tra di loro in una infinita guerra quotidiana. La bellezza affiora sempre anche in un inferno che è un corpo mostruoso (Petrucciani) o nel dolore di una madre (Felicia). Non mancano gli articoli dedicati al Sud: la bellissima "Lettera alla mia terra" che, pubblicata su "La Repubblica", fu un pugno nello stomaco per molti campani: "Come ve la immaginate voi la vostra terra, il vostro paese? Come vi sentite quando andate al lavoro, passeggiate, fate l'amore?". Tra tutte le storie di uomini raccontate in questo libro quella più commovente è proprio quella di Roberto Saviano che in questi anni d'inferno ha scritto "...in una decina di case diverse, nessuna abitata per più di qualche mese. Tutte piccole o piccolissime, tutte, ma proprio tutte, dannatamente buie. Le avrei volute più spaziose, più luminose, volevo almeno un balcone...". L'inferno di cui parla Saviano, noi di Gomorra lo conosciamo bene è della bellezza che abbiamo un vago ricordo.
Il silenzio è l'inferno, la parola è la bellezza. Grazie Roberto per avercelo insegnato.
Leggete anche Giuseppe Montesano

mercoledì 24 giugno 2009

"L'amore per la terra dà soli buoni frutti".

E' veramente incredibile la fertilità della terra campana. Poche piantine ed è una settimana che raccolgo, a giorni alterni, peperoni, melanzane, zucchine e pomodori. Dovevamo difenderla con ogni mezzo, questa terra........

mercoledì 17 giugno 2009

Lezioni di sopravvivenza

Napoli, un giorno qualsiasi. Si spara all'impazzata, la gente fugge. Un uomo rimane a terra ferito, la moglie lo guarda incredula. Si abbassa sul corpo del marito, si alza, si prende la faccia nelle mani, fa qualche passo, ritorna a chinarsi sul corpo del suo uomo. Probabilmente ne incrocia lo sguardo. La gente si affretta ad obliterare il biglietto della metro. Nelle grandi città hanno tutti fretta. Il ferito a morte continua a muoversi sempre più lentamente a terra. Ora la sua posizione è quasi fetale (tutto ritorna) Napoli non ha più cuore. Napoli vive di paura. Questa strana città dai mille volti ha un segreto: svela e anticipa quello che saremo. Per prima ha avuto il problema rifiuti, per prima è stata mangiata dall'avidità degli uomini. Per prima ha dimostrato a tutti come si fa a sopravvivere, come ci si gira dall'altra parte per non guardare negli occhi la morte. (Picasso, Guernica)

martedì 16 giugno 2009

L'agnese va a morire

Non avevo mai letto niente sulla Resistenza. L'Agnese va a morire di Renata Viganò ha colmato questa lacuna. Agnese è un donna senza apparenti qualità, non è bella, non è un eroina. Per caso, dopo la morte del marito, si trova a far parte della Resistenza, che ebbe un ruolo determinante nella lotta ai tedeschi e ai fascisti. La battaglia di Agnese è silenziosa ed è inserita in uno scenario del nord Italia che è come lei, gelido e nebbioso, dai contorni indefiniti, sorprendente quando la nebbia dirada, paludoso e minato. Una terra difficile che rende la lotta ancora più aspra. Tutti i personaggi "minori" ruotano attorno alla figura di Agnese e sembrano quasi avere un ruolo freudiano nella vicenda, in cui spesso la protagonista sogna, mitigando i limiti di quella terribile realtà di guerra. I tedeschi sono spietati e la gente comune vive con l'illusione che l'arrivo degli alleati metterà fine ai loro dolori. La guerra è terribile da qualunque parte si guardi ma per scongiurarne una nuova, bisognerebbe insegnare alle nuove generazioni tutti i patimenti e la distruzione che essa porta. Dovremmo essere più severi, oggi, nei confronti di tutti; nei confronti di chi ci governa e di chi ci vorrebbe governare, dovremmo essere esigenti, non solo per tutelare i nostri interessi, ma anche per rispetto di chi, in tutte le guerre, ha pagato con la vita la difesa della libertà. Un libro commuovente e poetico, lucido e spietato che ti rende triste fino all'ultima pagina nonostante la preannunciata morte, nel titolo, della protagonista.
Ps: un saluto alle mie cognate Maria e Ida, anche loro, come tutte le donne, eroine della quotidianità.

venerdì 12 giugno 2009

5 euro


Ho speso 5 euro per comprare una trentina di piantine : insalata, peperoni, melanzane, pomodori e zucchine. Dopo qualche settimana, ho preparato delle insalate buonissime, ho fritto peperoni squisiti e tenere zucchine. Le melanzane e i pomodori sono ancora piccoli.
Campania felix........

giovedì 11 giugno 2009

La politica

Beppe Grillo è stato, finalmente, ricevuto dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato per discutere della proposta di legge di iniziativa popolare "Parlamento Pulito" che giace al Senato da 18 mesi. Una legge voluta dalle firme di 350.000 persone che chiedono un Parlamento senza condannati, il limite di due legislature per ogni parlamentare e l'elezione nominale del candidato. Mi fa rabbia constatare l'atteggiamento difensivo (per non dire strafottente) dei politici quando il loro operato è criticato. E fa bene il signor Grillo a ricordare che i politici essendo pagati (e non poco) da noi, dimenticano di essere nostri dipendenti. In un azienda, che vuole stare al passo con i tempi, se non operi bene, se non fai quadrare il bilancio, se fai scelte sbagliate, vai a casa. In politica, invece ti puoi permettere tutto; costruire inceneritori invece che parchi, intascare tangenti per lavori fatti da schifo, far curare la gente in ospedali orribili, permettere che il cuore di una nazione, il Sud, sia divorato dalla criminalità. L'unico errore di Grillo è stato definirli antistorici. Chi, oggi, fa politica non lo è, perchè è perfettamente calato in questo momento storico dove il profitto è il fine primario, dove avere case belle e scorte e auto blu in un ambiente in agonia è ritenuto un privilegio eterno e non una brevissima illusione.

lunedì 8 giugno 2009

Natura

L'umanità non ha mai scoperto niente di nuovo. Le leggi della vita sono già tutte scritte negli alberi, nella terra, nei fili di erba, nelle stagioni, nei germogli. Bastava essere un po più attenti, meno arroganti e presuntuosi e il segreto era tutto lì. Nella natura. E' guardandola che s'impara il senso della vita e della morte, della caducità e della bellezza di questo mondo, del miracolo della nascita da un piccolo seme e dell'importanza che ciascun filo di erba ha in questo soprannaturale equilibrio. A questo, ho pensato nel leggere un blog su "L'Espresso" che, tra l'altro, mi ha fatto riflettere sulle nostre paure nei confronti di chi è diverso da noi per colore di pelle, per scelte sessuali, per cultura: "Le piante crescono più belle e sane se coltivate in consociazione. In questa sezione si nota l'armonica convivenza di sedano, cavoli, porri, fragole, ancora porri e rape rosse. La monocoltura incentiva la comparsa di insetti dannosi, mentre lo sviluppo e la vita in comune di vegetali appartenenti a specie diverse stimolano reciprocamente la propria crescita e si proteggono a vicenda contro le malattie e gli insetti nocivi." E' già tutto scritto. Bisogna solo imparare a leggere.

giovedì 4 giugno 2009

Repetita Iuvant

Ogni tanto lo ripeto. Questo mio blog è nato senza l'illusione di voler cambiare niente, con la consapevolezza di un degrado irreversibile che vive il Sud, che ogni giorno perde per strada, tra i rifiuti e il sangue e l'indifferenza un po' della sua dignità e della sua storia, trascinando con pezzi della nostra vita. Non un spirito di denuncia, un mero sfogo, alla base di questi sofferti post. Solo la volontà di far capire, a chi non vive qui, l'impotenza dolorosa di tante persone. E' solo l'amore verso questa terra che ci trattiene qui. Questa terra è come il figlio più "debole" che è più amato degli altri. Oggi ero in una via centrale di Aversa. A venti metri da me due vigili. Mi sono bloccata perché si è fermata un auto cabriolet. Non capivo cosa stava succedendo, ma cautamente mi sono fermata. Sul sedile posteriore erano seduti un ragazzo e una ragazza, davanti il guidatore (già questo era strano). Io e i vigili guardavamo la scena. Il guidatore è sceso di scatto e balzato sul sedile posteriore e il suo amico urlando (erano chiaramente ubriachi) ha preso il suo posto alla guida (evidentemente il primo era senza patente). Poi sono ripartiti passando davanti ai vigili che con un gesto che non dimenticherò facilmente, hanno girato la faccia dall'altra parte. Quel gesto mi è arrivato come in una moviola e mi ha rovinato il pomeriggio.

I Masochisti

Chi vive in Campania, soprattutto nell'agro aversano, è masochista (anche se non lo sa). Non possono esserci altre ragioni che inducono tutti a chinare il capo, a sopportare e a vivere passivamente questa realtà. Ieri, in pieno centro ad Aversa, proprio sotto il Comune, davanti a molte auto dei vigili urbani, c'è stata una rapina in una banca. Rientra nella normalità. Se cammini per strada, in qualsiasi orario, ti ritrovi con marciapiedi (i cassonetti non esistono più) colmi di rifiuti di ogni genere, tanto che ogni mattina "gli operatori ecologici" rimuovono l'immondizia con camion e ruspe. Ma rientra nella normalità. Se vuoi capire perché, qui, è cosi difficile fare la differenziata ti perdi nei meandri della burocrazia, dei rinvii, dell' incapacità e ti arrendi. Rientra nella normalità. Strade rotte, cani randagi, verde inesistente, furti, scippi, traffico ovunque, serate violente, tutto rientra nella normalità. Tutto, tranne noi che ancora parliamo di cambiamento, di rinascita, di riscatto, di speranza, senza lottare, senza alzare la testa. Siamo tutti inchiodati a questa realtà, anestetizzati dall'abitudine, dalla mancanza di coraggio, da interessi personali e da continue abdicazioni di responsabilità individuali.