giovedì 26 febbraio 2009

L'immortalità dei classici

Oggi vi propongo un brano dei Promessi sposi. Leggetelo e osservate quanta modernità c'è tra queste righe, notate come le leggi che regolano la vita degli uomini sono sempre le stesse. Non impariamo niente dal passato : "La forza legale non proteggeva in alcun conto l'uomo tranquillo, inoffensivo, e che non avesse altri mezzi di far paura altrui. Non già che mancassero leggi e pene contro le violenze private. Le leggi anzi diluviavano; i delitti erano enumerati, e particolareggiati, con minuta prolissità...L'impunità era organizzata..Tali eran gli asili, tali i privilegi d'alcune classi..Così accadeva in effetto; e, all'apparire delle gride dirette a comprimere i violenti, questi cercavano nella loro forza reale i nuovi mezzi più opportuni, per continuare a far ciò che le gride venivano a proibire...L'uomo che vuole offendere, o che teme, ogni momento, d'essere offeso, cerca naturalmente alleati e compagni. Quindi era, in que' tempi, la tendenza degl'individui a tenersi collegati in classi, a formarne delle nuove, e a procurare ognuno la maggior potenza di quella a cui apparteneva. Il clero vegliava a sostenere e ad estendere le sue immunità, la nobiltà i suoi privilegi, il militare le sue esenzioni. I mercanti, gli artigiani erano arrolati in maestranze e in confraternite, i giurisperiti formavano una lega, i medici stessi una corporazione. Ognuna di queste piccole oligarchie aveva una sua forza speciale e propria; in ognuna l'individuo trovava il vantaggio d'impiegar per sé..le forze riunite di molti. I più onesti si valevan di questo vantaggio a difesa soltanto; gli astuti e i facinorosi ne approfittavano, per condurre a termine ribalderie, alle quali i loro mezzi personali non sarebber bastati, e per assicurarsene l'impunità." ( I Promessi Sposi Cap.I )

martedì 24 febbraio 2009

Delirio: le verità da un comico.

Considerando l'anarchia del traffico napoletano, Beppe Grillo (all'Augusteo di Napoli), in apertura del suo spettacolo ci ha chiesto : ma come cazzo avete fatto ad arrivare fino a qui? E, dopo aver visto Chiaiano e lo scempio delle periferie napoletane , ha tristemente affermato: voi non vivete, sopravvivete. Ma Napoli è cosi: il peggio e il meglio dell'Italia corrotta e incivile, l'esagerazione quotidiana, l'eccesso da sceneggiata. Nelle prime file c'era anche Luigi de Magistris. Ma Grillo non ha avuto gli applausi che immaginavo avesse: troppo vere le cose che dice, troppe vere e troppo tristi le sue verità. E l'intervento di un medico del Monaldi, ospedale dei tumori di Napoli, che ha confermato l'aumento del cancro ai polmoni nei campani e un picco di mortalità che ci sarà nel 2015, non ha certo contribuito a fare stare allegri. Ma il sorriso dei napoletani è stato sempre un amaro, sempre fottuti da qualcuno (e da stessi), si sono abituati. All'amarezza "locale" si è aggiunta quella di uno scenario nazionale avvilente: una sinistra-opposizione inesistente, una destra che governa senza nessun vero contraddittorio, un territorio devastato dagli interessi. Verità amare, cosi evidenti e chiare che dopo aver ascoltato Grillo ti chiedi perchè non ci sei arrivato prima e ti rendi conto che il vero motore di questo mondo spinge in unica direzione: quella della scomparsa della verità e dei "fatti".

giovedì 19 febbraio 2009

La Legge è uguale per tutti

Lo Stato italiano ha pagato alla società Impregilo centinaia di milioni di euro per gestire i rifiuti in Campania. Visti gli splendidi risultati ottenuti in questi ultimi anni, oggi l'Impregilo e 27 imputati, sono accusati di reati di varia natura. L'antefatto lo conoscono tutti. Solo i campani, invece, sanno cos'è l'umiliazione di camminare tra i rifiuti e pochissimi sanno che questo processo farsa non porterà da nessuna parte. Nessuno pagherà. La giustizia (terrena) si sta perdendo nei meandri dei rinvii, degli scioperi e delle distrazioni di massa.
Da "Il Mattino" di oggi : "Udienza rinviata alla prossima settimana. E braccio di ferro tra accusa e difesa che sembra non avere fine."
Foto per non dimenticare, perchè questo, come diceva Leonardo Sciascia, è un paese senza memoria.

martedì 17 febbraio 2009

Una storia sbagliata

Tra gli eventi ci sono sempre dei legami, a volte evidenti, altre volte più sottili e misteriosi. La violenza sulle donne è un argomento difficile d'affrontare. Come tutti i problemi sociali anche questo è un problema culturale. E la cultura si forma anche sulle piccole cose, sui messaggi quotidiani, apparentemente innocui. La foto del post si riferisce allo spot commissionato dal Governo e dalla Protezione Civile alla Pubblicità Progresso. Il fine è nobile: convincere i napoletani che il governo ha fatto la sua parte nell'emergenza rifiuti in Campania e che ora tocca ai cittadini assumersi delle responsabilità. La domanda è questa: perchè utilizzare una donna, ovviamente avvenente, che viene salvata in un cumulo di rifiuti da un gruppo di persone, perlopiù uomini? Il video è orribile: il connubio donna-rifiuti, i due "oggetti" prevalenti nel video, non mi piace. Considerando quello che è successo in Campania negli ultimi vent'anni, considerando tutti gli uomini che per la loro sete di denaro e di potere hanno ridotto la mia bellissima terra a una pattumiera avvelenata, considerando che i colpevoli (uomini) sono ancora avvinghiati alle loro poltrone, il vero progresso sarebbe stato quello di mettere tra i rifiuti un uomo, forse l'epilogo del video sarebbe stato diverso ma perlomeno non si trattava di Pubblicità (e Progresso) ingannevole.
Video
il Mattino

domenica 15 febbraio 2009

Amara Terramia

I rifiuti che prima soffocavano le città campane si sono spostati nelle campagne. Cumuli di rifiuti che stanno definitivamente cambiando il volto di questa terra. Ogni genere di scarto si abbandona sui cigli delle strade, nei fossati, nel primo viottolo nascosto. E poi si dà fuoco a tutto per ricominciare da capo. Di questa drammatica situazione i primi colpevoli sono i campani, e poi i politici (destra e sinistra). Mi chiedo con quale coraggio si può scaricare un furgone di pneumatici in mezzo all'erba e che forma di pazzia può spingere a dargli fuoco. Siete o no figli di questa terra? Figli ingrati. Riempitela di veleni la vostra terra, mortificatela. Fatelo voi e lasciatelo fare agli altri. La terra non è come gli uomini. La terra non dimentica mai.

giovedì 12 febbraio 2009

L'eleganza del riccio

Mi tengo sempre lontana dai libri primi in classifica, perchè odio tutto quello che diventa bene di consumo. Mi sbagliavo, perlomeno, in questo caso. In "L'eleganza del riccio", di Barbery Muriel si raccontano due storie parallele: quella della portinaia Renèè e di una bambina. Entrambe appaiano agli altri quelle che non sono: si camuffano e si nascondono perchè la personalità di entrambe non corrisponde al loro ruolo sociale. Chi si aspetta di trovare una trama avvincente ne resterà deluso, perchè in queste pagine si percepisce la bellezza della cultura e dell'Arte che riscatta dalle miserie quotidiane. Il senso di questa lettura è una confortante consapevolezza: in qualunque parte del mondo, sotto ogni strato sociale, dietro ogni maschera, le persone che hanno affinità si riconoscono, senza bisogno di molte parole, senza guardarsi..
Essi sentono una "corrispondenza d'amorosi sensi".

martedì 10 febbraio 2009

Pranzo di ferragosto

Non in tema con questo inverno piovoso, fuori dai circuiti cinematografici commerciali, il film "Pranzo di ferragosto" di Gianni di Gregorio è stato una sorpresa. In una Roma deserta Gianni si occupa della vecchia madre; attaccato al bicchiere, cucina e ne esaudisce tutti i desideri. Gianni è pieno di debiti e quando l'amministratore condominiale gli promette di eliminare qualche spesa dal suo conto in cambio di assistenza a sua madre, egli non sa dire di no. Per un giro di eventi le anziane d'accudire, nel giorno di ferragosto, diventano tre. Nel piccolo appartamento sono costrette a confrontarsi vite diverse e già vissute; gli acciacchi, l'illusione di una di loro che si sente ancora in gioco, l'atteggiamento despota della madre, sembrano rendere il clima difficile e insostenibile. La telecamera impietosa riprende in primo piano le rughe delle donne, solchi profondi sul collo, sul viso, sulle mani magrissime, quasi a sottolinearne la bellezza inevitabile. Ma alla fine prevale quel lato gioioso e infantile degli anziani, e l'ultima scena li riprende a ballare tutti insieme felici di essere usciti, solo per un giorno, dalla loro triste e solitaria solitudine.
video

domenica 8 febbraio 2009

Intermittenza

Mi chiedo quanti nobili principi spingano il nostro premier a parlare di vita e di morte. Io gli crederei, se con lo stesso impeto si occupasse di ogni parte della sua Nazione dove i principi di libertà e giustizia, il rispetto per la vita e la morte sono violati continuamente. Tutti a chiedersi se sia giusto o no far morire Eluana che non può dire niente in merito e nessuno ascolta le altre donne che da anni urlano le proprie ragioni. Ci sono delle cose più grandi di noi e gli uomini dovrebbero avere l'umiltà di piegarsi in certe circostanze. Silenzio e rispetto per un padre che ha già sofferto abbastanza e per una donna che non ha avuto la possibilità di viverla questa vita. Eluana come Terri Schiavo, guarda caso, due donne. Ipocriti i politici, ipocrita la chiesa. Difendete la vita solo quando vi conviene. Invece di tutte queste chiacchiere perchè non affrontate seriamente in parlamento una legge sul testamento biologico? L'etica e la morale non funzionano a intermittenza. Il rispetto per la vita (e la morte) non vi appartiene.
Antonello da Messina, Annunciata da Palermo.

sabato 7 febbraio 2009

Sotto Scorta

Ieri incontro alla libreria Guida di Capua con il magistrato Raffaele Cantone e la giornalista del "Il Mattino" Rosaria Capacchione. I due ospiti si sono dimostrati profondi conoscitori della realtà campana. Cantone ha anche parlato del ruolo della magistratura nella realtà italiana, di com'è cambiata la camorra in questi ultimi vent'anni. La Capacchione invece ha, tra l'altro, criticato il carcere duro e il 41/bis, una lezione di grande civiltà la sua : "nemmeno al mio più acerrimo nemico augurerei questo tipo di carcere" ha detto. Ma io voglio soffermarvi su un altro punto. Sia Cantone che la Capacchione sono sotto scorta. E il dibattito si è svolto sotto gli occhi vigili della scorta. Visi da ragazzi, con i muscoli facciali sempre tesi, senza nemmeno un lontano e involontario accenno di sorriso, erano lì, contrasto stridente con il contesto: i libri sugli altissimi scaffali, gli aperitivi del bar, il cortile di questo bellissimo palazzo storico, la gente che si saluta, erano l'antitesi della scorta. Mi sono fatta domande sulla loro vita, su come si può vivere sentendosi continuamente in pericolo, e sul perchè si debba proteggere due persone coraggiose come la Capacchione e Cantone che hanno solo fatto il loro lavoro. Nei loro auricolari avrei voluto far arrivare un saluto.

Cronaca locale

Cronaca locale (11) (12) (13)

mercoledì 4 febbraio 2009

Revolutionary Road

Sam Mendes è un maestro nello scomporre l'amore coniugale e le convenzioni sociali: prima il bellissimo American beauty e ora Revolutionary Road tratto dal romanzo di Richard Yates del 1961.(ripubblicato oggi dalla Minimum Fax). Naufraghi in Titanic ieri, naufraghi oggi nel matrimonio, Frank e April ( Leonardo di Caprio e Kate Winslet) sono due ragazzi innamorati che, una volta sposati, lottano continuamente per non cedere ai ruoli borghesi che tanto odiano. In un'America degli anni 50, già avviata sulla strada del benessere e del consumo, la loro è una lotta aspra e violenta, cupa e disperata. Inseguono i loro sogni e le loro fallimentari fantasie, cercano di dipanare il complicato groviglio dei sentimenti coniugali e a ogni passo diventa sempre tutto più difficile. I ruoli, le maschere, direbbe Pirandello, sono sempre in agguato, indispensabili e inutili, protettive ma soffocanti, mezzi di tranquillità sociale e d'infelicità interiore. Il film risulta affannoso e a me ha trasmesso ansia, ma forse questo voleva ottenere il regista. Eros e thanatos (amore e morte) crescono insieme nel disperato tentativo dell'uomo di vivere i propri "contenuti" lontano dalle "forme" che la società impone.

martedì 3 febbraio 2009

Alla pari

Ci sono delle regole che non sono scritte da nessuna parte. Solo un processo e una sentenza possono dichiarare colpevole o innocente un cittadino. Fino a quel momento si seguono le leggi non scritte, che sono quelle del buon senso, della moralità, dell'etica. Una persona che ricopre una carica pubblica, solo sospettato di qualche reato, dovrebbe dimettersi senza indugi. Bassolino e Cosentino sono innocenti finchè la magistratura non dimostra il contrario ma nel frattempo, nel nome di queste leggi non scritte, facevano bene a rinunciare alle loro cariche. Veltroni a Napoli ha parlato di rinnovamento con Bassolino in prima fila, e nella camera dei deputati quando si doveva votare una mozione per far dimettere Nicola Cosentino , sottosegretario all'Economia, era assente insieme a molti parlamentari (QUI l'elenco completo) Ovviamente la maggioranza di centrodestra ha difeso il sottosegretario e molti esponenti del Pd si sono astenuti. Mi sembra giusto tutelare gli interessi delle due parti: Bassolino a sinistra e Cosentino a destra. E' anche vero che, se i nostri politici volessero rispettare i principi e la morale, dovrebbero dimettersi tutti: resterebbe solo il buon Napolitano a governare il belpaese.

domenica 1 febbraio 2009

L'inferno è già qui (un anno dopo)

Un anno fa, in piena emergenza rifiuti in Campania, inaugurai questo blog.
Volevo arginare il dolore e la rabbia impotente, sedimentati in molti anni dentro di me, volevo capire. Ho scattato centinaia di foto; ogni sacchetto di rifiuto mi sembrava così fondamentale da non poter fare a meno d'immortalarlo con la mia digitale, sembrano tutti uguali ma non è cosi. Ho letto quasi tutti i libri scritti sull'argomento. Oggi, con la consapevolezza di una terra avvelenata, avendo qualche elemento in più per tirare le prime somme, tristemente devo ammettere che, a volte, "le vie del Signore sono cosi ovvie" che ci ostiniamo a non vederle. Qui in Campania, come in Palestina o in Israele, come durante la violenza su una donna, si tratta "solo" di questo: di miserabili miserie umane.
Vi riporto il mio primo post, un anno fa:
La spazzatura per le strade è la punta dell’iceberg.
L'iceberg è sotto terra.
Sono i rifiuti tossici che hanno ammassato, nella mia terra , per anni.
E’ il silenzio imperdonabile dei politici.L’indifferenza dei cittadini.
E’ il denaro che ha fatto arricchire molte industrie del nord e del sud.
E’ la rabbia di chi ha sempre saputo.
E’ il dolore di chi non ha mai avuto voce.
E’ la disperazione di chi vede morire gli amici per cancro.
E’ la frutta e la verdura che non puoi più mangiare.
L’icerbeg è l’informazione che tace.
E’ solo questione di tempo.
Appena finiranno qui, inizieranno con altre regioni.
Con o senza la camorra.