giovedì 3 dicembre 2009

Asse Mediano

Chi abita dalla mie parti conosce bene l'asse mediano. Quello che altrove si chiama tangenziale, raccordo, svincolo, da noi è una strada che attraversa l'inferno periferico a nord di Napoli, costruita per coprire cumuli di rifiuti tossici e per rendere più agevole il traffico di merci illegali tra Napoli e il centro Italia.
Una strada Killer con decine di morti all'anno per incidenti di varia natura e nelle cui piazzole ci si buca anche a mezzogiorno o vi si scaricano rifiuti di ogni genere. Una strada in armonia con tutto il resto: cemento dovunque, periferie senza centri, supermercati all'americana con gigantesche insegne e immensi parcheggi che, dall'asse mediano, vedi sempre pieni. Su questa strada il senso dell'orientamento è inutile. Una strada piena di buche e con autisti violenti. Un piemontese scenderebbe dalla sua auto e rischierebbe la vita a piedi. Questa strada è il filo conduttore di un libro di autori vari "
Napoli assediata". Gli autori sono scrittori, architetti e urbanisti che partono dalla metafora dell'asse mediano per raccontare di questa terra in agonia. Così scrive Antonio Scurati : ..attorno a noi ricordo paesi che spuntavano all'improvviso, ficcati nella terra uno accanto all'altro. Grumi di cemento, con le strade che si annodavano ai lati di una retta su cui si avvicendavano senza soluzione di continuità luoghi dai nomi grassi, gutturali, terrificanti: Casavatore, Caivano, San'Antimo..... Grovigli di strade imbevute di liquidi emorragici. Lungo il percorso, ai bordi delle strade, mi parve di vedere colonne di fumo che si alzavano dai coltivi in fiamme, corpi carbonizzati, uomini confitti nel cemento a testa in giù..... "E' come leggere in uno specchio rotto" scrive Giuseppe Montesano. Uno specchio rotto con immagini deformi ma, chi è nato qui, ci vede, in frammenti piccolissimi, anche i filari delle viti, le campagne ricche, i contadini curvi a raccogliere pomodori e cetrioli, le case sempre piene di tutto senza bisogno di supermercati. Altri tempi. Solo nostalgia? Ricordi patetici? "Tutti i viaggi dannati, tutte le puzze sopportate, tutta l'inutilità subita . Sono convinto che l'Asse mediano non esiste. E che tutte le strade prima o poi attraversano qualcosa senza arrivare da nessuna parte." (Roberto Saviano)
Grazie a Palmina che mi ha prestato questo libro.

giovedì 19 novembre 2009

Mutazione Genetica


Gli arresti, i processi, le condanne, i sequestri dei beni non serviranno a niente. Si farà solo una pulizia superficiale ma il marcio resterà, perché è dentro di noi. Decine di anni di anarchia totale, di assenza dello Stato e delle sue istituzioni, hanno mutato geneticamente l'uomo del Sud e in particolare il campano. Il campano protesta per le strisce blu in città ma tace davanti ai fumi neri dei roghi estivi di rifiuti tossici. Il campano protesta che non ha lavoro ma appena ne ottiene uno vive solo per rivendicare i suoi diritti seppellendo nell'oblio i suoi doveri. Il campano invidia le città del nord ma vota e osanna chi ha distrutto le sue. Il campano dà sempre la colpa agli altri perché egli non ne ha mai, non si accorge più di niente; il sangue, i rifiuti, il cemento, l'illegalità lo lasciano indifferente. Il campano negli uffici pubblici chiede il piacere all'amico e non passa allo sportello. Il campano non si vergogna se l'Italia intera ogni giorno umilia la sua terra, se ogni anno si contano nella sua regione morti ammazzati più che in una guerra, ma si dispera se il Napoli non segna un goal. Il campano non ha nemmeno uno slancio di orgoglio, di rabbia, di ribellione. Anche i suoi geni si sono adeguati. Quanta luce accecante qui al sud. Quanto sole inutile, quanta terra fertile sprecata.

sabato 14 novembre 2009

Noi che viviamo con gli occhi chiusi

Ho dimenticato di sedermi mentre ascoltavo Roberto Saviano da Fazio. Le storie che ha raccontato erano così drammatiche che non permettevano una posizione comoda. Ho provato vergogna per la nostra indiferrenza di occidentali sazi fino alla nausea di cibi insapori; quanti di noi conoscevano quelle storie di morte? E, con infinita tristezza, ho visto le immagini del nostro litorale campano in agonia. Trovare le parole giuste per parlare di Roberto Saviano non è facile, per chi è nato nella terra dei fuochi. Ti succede che o segui una scia interiore di emozioni o ti arrendi davanti alla consapevolezza dell'inferno che ti circonda. In entrambi i casi rimani senza parole. E allora cedo la parola agli altri. Tra tutte le recensioni che ho letto sull'argomento ho scelto queste poche righe di Valeria Panzeri : "Indimenticabile è quel frame passato più volte in televisione che inquadra una panchina dove qualcuno ha scritto Saviano merda.Saviano ieri sera da Fazio ha parlato della bellezza, l’unica cosa che può sottrarre terreno all’inferno. Ebbene in Roberto Saviano c’è tanta di quella bellezza da dimenticarsi qualsiasi inferno; la bellezza della letteratura, la bellezza della verità, la bellezza del coraggio, la bellezza della sobrietà nel raccontare i dolori e le frustrazioni di una scelta di vita tanto scomoda. Roberto Saviano è un ragazzo bellissimo ed io mi incanto ad ascoltarlo ogni volta perché la sua bellezza mi tiene lontana dall’inferno. Cancellate la scritta su quella panchina, è ora di cominciare a levarsi il cappello al cospetto degli uomini valorosi mentre combattono, non aspettiamo che siano i libri di storia a tributare loro la credibilità che meritano."

martedì 10 novembre 2009

Crocifisso laico

Io non ho fede e invidio chi ce l’ha. Perchè aver fede aiuta a sopportare i dolori, le avversità e la paura della morte. Perché andare a messa di domenica mette di buon umore e fa sentire in pace. Io sono atea, non credo in nessun dio, ma invidio chi ne prega uno. Il crocifisso per me non è un simbolo religioso ma il simbolo della cultura occidentale che su quella cristiana, piaccia o no, si regge. Il crocifisso a me ricorda l’arte, tutte le crocifissioni e le deposizioni struggenti e drammatiche che i nostri pittori e scultori hanno saputo rappresentare, come quella di Masaccio che vedete nella foto. Il crocifisso ci rappresenta tutti. E laicamente si può anche sopportare di vederlo affisso alle pareti di un'aula scolastica. Lo Stato laico si deve ricordare e pretendere quando i ragazzi sono obbligati ad ascoltare, nella scuola pubblica, quell'ora di pseudo religione che si riduce a un'ora di catechismo e che invece, oggi, farebbe bene a essere un'insegnamento di storia delle religioni dato che siamo, sempre piu, costretti a convivere con chi adora altri simboli. Onorare il crocifisso vuol dire non solo accettare laicamente la sua presenza ma prepararsi anche a rispettare altri simboli. Perchè ognuno ha il suo dio.
"Lo Stato laico, però, non è lo Stato ateo. Il secondo nega la fede, il primo nega che possa essere imposta. Il primo è virtuoso, il secondo sanguinoso. Nello Stato laico non si stabilisce una fede per nascita, ma si difende il diritto alla fede ed a praticarne i riti. Purché compatibili con la legge... (Davide Giacalone).

domenica 8 novembre 2009

Felicia

Blu notte, in onda il venerdi sui rai tre si occupa dei misteri italiani. La puntata "Sicilia nera" ha raccontato la vicenda di Giuseppe Impastato ucciso dalla mafia. La vicenda del giovane di Cinisi, in provincia di Palermo, è stato anche il tema di un film, di qualche anno fa, "I cento passi". Peppino era un ragazzo coraggioso e ribelle, egli non fu solo ucciso ma dilaniato da una bomba e i suoi familiari lo piansero su una bara vuota. Questo post è dedicato a lui ma soprattutto a sua madre Felicia che ha combattuto fino al suo ultimo respiro per onorare la memoria di suo figlio che la mafia voleva infangare facendolo passare per un terrorista. A Felicia anche Roberto Saviano dedica un capitolo nel suo ultimo libro "La bellezza e l'inferno". Per vent'anni Felicia ha cercato di lottare affinché la memoria di suo figlio non fosse cancellata...all'udienza in tribunale la piccola Felicia puntò il dito contro Badalamenti, lo fissò negli occhi e lo accusò di essere l'assassino di suo figlio, di averlo non solo ucciso ma dilaniato, di essere stato non solo un mafioso ma una belva. Badalamenti restò immobile." Nel 2002, la corte italiana lo condannò all'ergastolo. Voglio ricordarvi che mercoledì 11 novembre Saviano sarà ospite di una puntata speciale di "Che tempo che fa" .

mercoledì 4 novembre 2009

Cambiamento di rotta

Non è un post, questo. Solo una specie di comunicazione di servizio. La vita prende, a volte, direzioni inaspettate. Cambiamenti di rotta imprevisti. Ne segue una instabilità di una durata necessaria alla mente per adattarsi a una nuova realtà. Insomma, non ho il tempo nè lo spirito giusto, in questi giorni, di dedicarmi al mio blog, per cui lo troverete poco aggiornato. Però oggi voglio pubblicare un commento di Marco Ghetti che reputo interessante e che può essere spunto di riflessione:
"In questi giorni la sentenza europea, che intima di eliminare la presenza del crocifisso dalle aule scolastiche, crea come sempre schieramenti opposti. Io sono agnostico da adulto...Io facevo la battaglia nel vecchio circolo DC che frequentavo, molti anni fa per togliere il simbolo religioso dalle aule, in una scuola statale, il laicismo è d'obbligo, non per rispetto a questa o quella religione, ma solo perchè lo Stato " deve" essere laico, poi esistono scuole religiose, li' è opportuno che sia evidenziato che sono guidate da un sentire religioso. Ma il punto che mi lascia perplesso, che con il crocifisso si viola il diritto dei ragazzi a non essere magari cattolici- romani. Ma scusate, io che ho fatto le elementari negli anni 60, dove il crocifisso non era nemmeno discutibile, non avevo forse una mia mente, per capire, per valutare, se il cattolicesimo, fosse a me congeniale, se la figura di Gesu', che inchiodato sulla croce, sia o meno, il figlio di Dio, oppure un profeta, come lo intendono gli islamici? Visto che la religione è fede, non certezza matematica, perchè si teme che le nuove generazioni, siano talmente deboli di pensiero, da non riuscire a trovare una loro via alla fede, o non fede, da avere bisogno di una legge europea che liberi loro il pensiero? I giovani europei, visti come un gregge di pecore da governare, non come menti pensanti. Questa Europa è molto italiana, anche negli errori di valutazione. Saluti. " Marco Ghetti

lunedì 26 ottobre 2009

Sono un'isola

Bianca d'Aponte, cantautrice aversana, è morta per aneurisma a 23 anni nel 2003. Il padre Gaetano, dal suo dolore ha fatto nascere un'associazione e un premio, intitolato alla figlia, che quest'anno è alla sua quinta edizione. Si tratta di un concorso dedicato alla canzone d'autore al femminile: dieci cantautrici, sabato e domenica, si sono esibite nella bellissima cornice del teatro Cimarosa. Madrina dell'evento Mariella Nava, direttore artistico Fausto Mesolella (Avion Travel) ospiti Rossana Casale e Mario Venuti. Al confronto con questo concorso Il festival di Sanremo è veramente niente. Nessun lustrino, no alla grande orchestra, scenografia essenziale e veramente buona musica. Le concorrenti vengono da ogni parte d'Italia e fa bene al cuore sentire la Lombardia e la Sicilia parlare la stessa lingua. Io non sono un'esperta di musica, ma venendo da una famiglia di musicisti, so istintivamente scegliere la buona musica e le cantautrici di questa edizione sono state tutte bravissime. Abituati come siamo alle soubrettine e alle miss negate per le risposte intelligenti quelle di queste ragazze, a una piccola intervista che seguiva la loro esibizione, mi hanno veramente incantata. Ha vinto Momo, gia' nota per il successo personale avuto qualche anno fa al dopo festival con Chiambretti. Dedico questo post al padre di Bianca che fa rivivere la figlia a ogni nota musicale suonata in suo ricordo. E a Bianca che è nel cuore di tutti gli aversani.

sabato 24 ottobre 2009

Sono uomo

Ammettiamolo. Siamo un popolo di guardoni bigotti. Ci piace molto spiare nella vita degli altri. Sarà un fatto culturale, sarà la presenza della Chiesa nel nostro paese ma siamo proprio un popolo d'ipocriti. Facciamo passare tutto: mazzette, tangenti, regioni avvelenate, arroganza, ignoranza, incompetenza, ma nel letto (solo quello degli altri) non perdoniamo niente a nessuno. Tutti i giornali aprono oggi col la notizia della tristissima vicenda di Pietro Marrazzo e io mi chiedo: perchè non si da la stessa importanza al suo operato come presidente della regione Lazio? L'etica e la morale c'entrano poco. Per me anche chi ha una carica politica-istituzionale nel suo letto deve dar conto solo a se stesso, come tutti. L'etica e la morale si misurano altrove. Se andassimo a frugare nei letti di tutti gli italiani finirebbe la politica, la chiesa, la famiglia e connessi. Personalmente rabbrividisco quando so di politici che hanno chiuso entrambi gli occhi su regioni avvelenate, su fiumi di soldi spariti nel nulla, su compromessi fatti con la criminalità. Questo è scandaloso e immorale. Giuseppe D'Avanzo scrive su La Repubblica "Quanto è affidabile oggi il governatore? Si può avere fiducia in lui? " E io vorrei rispondergli che se iniziamo a giudicarlo dalla sua vita intima non lo sapremo mai.
"Sono uomo: nulla di ciò che è umano mi è estraneo" Publio Terenzio.

domenica 18 ottobre 2009

Siamo soli

Gli articoli di Roberto Saviano sono sempre un momento di riflessione per una parte di noi campani. E' quella parte che, come Saviano, s'illude ancora che qualcosa possa cambiare e allora fa leva sulle poche forze di ribellione che sono rimaste trasformando la quotidianità in una lotta continua. Qualcuno ha detto che cambiare le cose qui, nella terra di nessuno, è come svuotare il mare con un bicchiere. E' questo che ci fa sentire soli. Una lotta senza fine, una battaglia senza nemico, una gara senza traguardo. Questa è la vita qui. Roberto Saviano ha tanti meriti, ma uno su tutti è quello di aver fatto sentire noi "sognatori" meno soli. Ogni tanto qualcuno si chiede (ancora?) se la scorta allo scrittore sia giusta o no. Non è tanto importante chiedersi se la sua vita è in pericolo, basta solo pensare che la sua vita di coraggio è cosi preziosa che bisogna scortarla, tutelarla, proteggerla, difenderla a ogni costo. Saviano scrive:
"Sono sempre stato fiero di essere antipatico a quella Napoli che si nasconde dietro i musei, i quadri, la musica in piazza, per far precipitare il decantato rinascimento napoletano in un medioevo napoletano saturo di monnezza e in mano alle imprenditorie criminali più spietate. Sono sempre stato antipatico a quella parte di Napoli che vota politici corrotti fingendo di credere che siano innocui simpaticoni che parlano in dialetto. Sono sempre stato fiero di risultare antipatico a chi dice: "Si uccidono tra di loro", perché contiamo troppe vittime innocenti per poter continuare a ripetere questa vuota cantilena". "La battaglia che porto avanti come scrittore è un'altra. È fondata sul cambiamento culturale della percezione del fenomeno, non nel rubricarlo in qualche casellario giudiziario o considerarlo principalmente un problema di ordine pubblico." I veri cambiamenti sociali iniziano solo da un cambiamento culturale. Le rivoluzioni con le fucilazioni e le ghigliottine, con gli arresti e le carceri, non servono a niente, non modificano il tessuto sociale, anzi spesso determinano una restaurazione di vecchi principi. Come disse una volta Umberto Garimberti in un'intervista sul sud: bisogna intervenire ora e subito nelle scuole, un paio di generazioni "educate diversamente" e il Sud cambierà.
Questa rivoluzione culturale ha già la sua prima pagina scritta: sono le parole di Roberto Saviano, da Gomorra in poi. Ora tocca a noi.

sabato 17 ottobre 2009

Bastardi senza gloria

Siamo nella Francia occupata dai tedeschi; in una casa della campagna francese una famiglia di ebrei è sterminata dall’odio nazista. Solo la giovane Shosanna riesce a salvarsi e intorno a lei si dipana la trama di questa geniale opera di Quentin Tarantino. Un film dove la storia dell’orrore della guerra è raccontata con reminiscenze metabolizzate dal regista in anni di vero culto del cinema e della musica; da Sergio Leone, a Enzo Castellari, a Ernest Lubitsch, da Ennio Morricone a David Bowie. Il film è diviso in vari capitoli, ma la trama scorre unica e sorprendente con poche, ma essenziali scene di violenza. Il cinema tarantinesco cosi splatter lascia il posto, in quest'ultima opera, a lunghi dialoghi con epiloghi inaspettati. Come quello tra il contadino e il gerarca nazista (meravigliosamente interpretato da Christoph Waltz) dove quest'ultimo appare come un vero concentrato di strana cattiveria abbinata a una atteggiamento mellifluo ed educato. Gli orrori della guerra sono fuori dalle scene che comunque conservano sempre un'atmosfera tetra e sanguinaria. I "bastardi senza gloria" sono una squadra di militari ebrei comandati dal tenente Aldo Raine (Brad Pitt) che uccidono ogni soldato tedesco che incontrano. La squadra, alleandosi con una spia tedesca, progetta un attentato a Hitler. Il luogo scelto sarà un cinema. Ed è proprio in un cinema che finisce il film. Nel luogo dove è più facile vedere gli eroi buoni vincere e i cattivi perire si chiude il cerchio di violenza e di sete di vendetta, in un atmosfera dove le immagini che scorrono sul grande schermo si confondono con quello che avviene nella sala gremita di tedeschi. Quasi a sottolineare che nelle storie di violenza e di guerra è facile che la realtà superi la fantasia. Vi consiglio questo film perchè ascolterete della buona musica e sarete contenti perché la sua scena finale, di sangue e morte, vi apparirà come un happy end.

sabato 10 ottobre 2009

La modernità dei classici

"La modernità dei classici " è il tema sul quale è intervenuto Massimo Cacciari, sindaco di Venezia, in un incontro promosso dal liceo classico aversano nella bellissima abbazia di San Lorenzo ad Aversa. L'atmosfera è stata quella tipica di questi incontri; la fascia tricolore del sindaco, il preside, il vociare continuo dei ragazzi, il traffico caotico nelle strade circostanti, l'acustica di pessima qualità, gli interventi di recupero del convento grossolani e sommari, la ragnatela pendente sotto tutte le arcate interne. L'intervento di Massimo Cacciari è stato un momento di riscatto. Mi auguro che qualcosa sia arrivato anche ai ragazzi presenti. Cacciari ha raccontato dell'importanza dello studio dei classici che non deve essere "culto dei defunti" ma deve educarci a non prendere nulla come un dato, nulla per scontato, il classico è un punto di vista essenzialmente antidogmatico...avere sempre un spirito critico significa essere sempre capaci di dare un giudizio (che può essere anche positivo). I classici sono "lezioni di libertà" perchè nessun classico è asservito al sistema: da Epicuro a Bruno, da Dante a Leopardi, tutti si sollevano contro il loro mondo, contro le posizioni dei benpensanti, sono tutti eretici. Chi non li conosce correrà sempre il rischio di essere asservito da qualcuno. Cacciari elenca quali sono i pericoli della tirannia, del potere nelle mani di un solo uomo e precisa che "democrazia", governo del popolo, non è da interdersi come " governo dei peggiori del popolo, governo della plebe, ma governo dei migliori del popolo. I migliori del popolo, e questo lo aggiungo io, sono coloro che hanno letto, che hanno affinato un senso critico della realtà, che conoscono i limiti dell'animo umano, che promuovono la cultura, che rispettano il passato, che considerano la scuola come l'unico vero investimento per il futuro. Questo è il limite della nostra società: la scomparsa degli intellettuali dal potere.
L'Espresso blog

Influenzati dall'influenza

La generazione dei non più giovanissimi considerava l'influenza come una banale e passeggera malattia da curare al calduccio assistiti amorevolmente. Oggi non è più così. Il sostantivo "influenza" si sta caricando di nuovi,terribili significati: contagio, mascherine, vaccini, pericolosi e ignari vettori come i polli o i maiali. Oggi uno starnuto può diventare una tragedia. Ma quanto c'è di vero in tutto questo? Ho provato a documentarmi su internet ma le notizie sono così discordanti che è veramente impossibile avere un' idea precisa sulla faccenda. Meglio una voce autorevole come quella di Mario Falconi Presidente degli ordini dei medici che su una rivista, il Giornale della Previdenza, scrive: "La pericolosità del virus A/H1N1 è simile, se non minore, a quella dei ricorrenti virus stagionali...l'informazione in Italia, sconfina quasi sempre nella disinformazione e nel sensazionalismo.. I cittadini avrebbero diritto ad avere da parte delle autorità messaggi chiari, veri e soprattutto univoci e che abbiano come unica fonte , la Comunità scientifica internazionale.... è corretto implementare la vaccinazione ...onde evitare che un numero eccessivo di assenze dal lavoro possa produrre danni economici al nostro paese già in crisi.... Basta con i sensazionalismi per una malattia virale che, come le guerre, arreca danni, ma porta anche ricchezza solo a qualcuno.. Mentre il servizio sanitario pubblico "arranca"... alcune industrie farmaceutiche, in un clima di allarmismo continuo, registrano, se pur legittimamente, notevoli incrementi dei propri fatturati". Vacciniamoci allora. Che importa se il mare in Calabria è avvelenato, se la terra campana custodisce i veleni di mezza Europa? L'importante è essere vaccinati e non starnutire.

domenica 4 ottobre 2009

Zona Franca


Le leggi dello Stato italiano, qui nella terra di nessuno, non sono d'immediata applicazione, assumono un carattere grottesco e surreale e poi si decide di rispettarle con una ventina di anni di ritardo. Intanto quella legge è cambiata, sostituita da una più moderna e questa terra campana, sempre ai limiti dell'illegalità, non riesce mai ad adeguarsi ai tempi, Qui negli uffici pubblici, in ogni angolo, è esposto il cartello Divieto di fumo, eppure fumano tutti; nei corridoi, nelle stanze, persino agli sportelli. "Il fumo di tabacco e' la piu' importante causa di morte prematura e prevenibile in Italia e rappresenta uno dei piu' gravi problemi di sanita' pubblica a livello mondiale; ecco perche' la prevenzione dei gravi danni alla salute derivanti dalla esposizione attiva e passiva al fumo di tabacco costituisce obiettivo prioritario della politica sanitaria del nostro Paese e dell'U.E" Così recita la circolare del 17 dicembre 2004 del Ministero della salute. Lo Stato ha previsto anche che in ogni ufficio pubblico sia individuato dal dirigente un addetto alla vigilanza cui spetta il compito di accertare e contestare l'infrazione con una sanzione amministrativa che va dalle 27 euro alle 275 euro ( che raddoppiano se si fuma in presenza di una donna incinta o di un bambino). Tutto perfetto, in teoria. Ma nella mia terra è tutto difficile e anche far applicare queste semplici regole di convivenza e di civiltà diventa un impresa impossibile. Se decidi di affrontare il problema ti rivolgi al controllore, ma quando lo trovi con una sigaretta accesa in bocca ti cadono le braccia. E allora pensi di andare oltre, un capoufficio, un direttore. Ma è inutile perchè, quando non hanno la sigaretta, ti rimandano a un loro superiore o di nuovo al vigilante. E tu ricominci il giro sempre un pò più stanca. Alla fine ti arrendi e ti convinci che è meglio sopportare il fumo che iniziare un' altra inutile battaglia.

sabato 26 settembre 2009

Il barone rampante

"La gioventù va via presto dalla terra , figuratevi sugli alberi, donde tutto è destinato a cadere: foglie, frutti" Cosimo è un ragazzo che mal tollera la severità del padre e del mondo che rappresenta: una nobiltà che sente vicino la sua fine, siamo in Liguria negli anni della rivoluzione francese, e che continua a incipriarsi il naso pur di scongiurare il suo declino. Cosimo si stanca, si ribella e fugge. Ma il luogo dove si rifugia è singolare: egli va a vivere sugli alberi. Litiga col padre, apre la porta, sale su un albero e non scenderà mai più. Le miserie umane da qualche metro di altezza appaiono diverse, meno drammatiche, meno irrimediabili. Il tempo dei suoi giorni Cosimo lo vive nella sua pienezza ( a chi deve dar conto lassù?) e allora comincia a leggere, a studiare, a cercare di capire quel mondo che è sotto di lui. S'innamora e stringe amicizie anche importanti, sempre dagli alberi. Egli aveva giurato a suo fratello minore, voce narrante, che non avrebbe mai più toccato la terra e vi riesce fino alla fine. E' un libro, secondo me, bellissimo. Lo è il tema, a metà tra la favola e il racconto fantastico, tra la realtà e la fantasia, e la lingua, un italiano ormai scomparso, ricco di sfumature e vocaboli, sempre preciso e mai approssimativo. Vivere la vita con un po' di distacco aiuta ad avere uno sguardo più oggettivo ma non garantisce il distacco emotivo. Cosimo dagli alberi, s'innamora, piange, soffre, invecchia e muore. Tutto uguale come sulla terra.

martedì 15 settembre 2009

De Minimis

Lo Stato può erogare aiuti alle imprese nel limite di massimali stabiliti. Ogni agevolazione deve essere notificata alla Commissione Europea; fanno eccezione aiuti di piccola entità che si presuma non incidano significativamente sulla concorrenza. Questi aiuti si chiamano, appunto, de minimis. La Regione Campania il 21 marzo 2008 ha deliberato "Contributi in regime de minimis a favore delle aziende turistiche collegate alla situazione di crisi determinatasi a seguito dell'emergenza rifiuti". In poche parole gli oneri previdenziali, per il periodo dal 01/12/2007 al 31/03/2008, sostenuti per ciascun dipendente dalle aziende turistiche campane, saranno a carico della Regione. Interessante la premessa: il turismo è una risorsa di fondamentale importanza per questa Regione dal punto di vista economico, sociale e culturale ed il settore turistico rappresenta uno dei fattori trainanti dell’economia della Regione stessa...ecc. Fiumi di soldi dall'Europa per fronteggiare l'emergenza rifiuti, altri fiumi di soldi per fronteggiare i disastri economici nati da un'emergenza che non è stata mai veramente risolta.

venerdì 11 settembre 2009

La casta della monnezza

Gianni Barbacetto nella prefazione a questo libro scrive: " dopo Tangentopoli.. l'Italia avrebbe potuto imboccare il nuovo millennio con una politica nuova e pulita..invece la politica ha imposto la continuità dei sui riti, delle sue liturgie e perfino del suo personale, con le seconde, terze e quarte file arrivate a rimpiazzare i pochi che si erano fatti da parte.... I nuovi partiti sono fortissimi in termine di potere, di occupazione, di posti, di visibilità mediatica. Debolissimi quasi inesistenti..incapaci di generare dibattito, creare opinioni, prendere decisioni, suscitare passioni, mobilitare cittadini...tante rinioni di partito sono interminabili trattative su posti e ruoli ..idee, analisi, proposte, iniziative: assenti.. I partiti di massa della Prima repubblica , nutriti dalle grandi ideologie del Novecento, hanno lasciato il posto ai partiti personali, ai signori della guerra che controllano pezzi di apparato, gruppi di amministratori pubblici, sistemi di servizi locali (sanità, gestione dei rifiuti) oppure le aree geografiche in cui sono radicati. Ci sono tanti piccoli vassalli e valvassori...Sempre più stretto è diventato il rapporto tra i politici e gli imprenditori: i successi degli uni dipendono dalle fortune degli altri...In Campania tutto ciò, che vale in generale per la politica italiana, diventa ancora più stringente. E la Campania è determinante nella politica italiana almeno per tre motivi. Il primo: è una regione strategica per chi voglia vincere le elezioni...perchè per trionfare a Roma bisogna in qualche modo espugnare Napoli. Il secondo: è diventata una regione-vetrina dove si combattono grandi battaglie simboliche e mediatiche...La terza: è la regione della camorra che ha proiettato la sua ombra sulla politica e sull'amministrazione...una commedia umana che acquista talvolta i toni della tragedia." Nelle pagine di "La casta della monnezza" Bruni De Stefano e Vincenzo Iurillo non raccontano la storia dei rifiuti (come nel libro di Iacuelli) ma di quella casta politica che ha permesso lo scempio campano: da Bassolino, ai politici più o meno noti da Mastella a Cosentino a Pecoraro Scanio. Un viaggio fatto di inchieste giudiziarie e di prescrizioni, di fortune e declini. Un viaggio nel mondo di Kafka. Un mondo che per noi che non abbiamo nessun potere, nè legale nè illegale, è un mondo fatto di fumo nero, di odore di bruciato, di rabbia, di vergogna e di voglia di arrendersi.

p.s. oggi 11 settembre 2009 i roghi dei rifiuti, tra Caserta e Napoli, non si sono mai fermati.

lunedì 7 settembre 2009

Cancro si, influenza no.



Dalla spiaggia, lontana 30 chilometri da Caserta, mi sono accorta della nube nera. "Starà cambiando il tempo", mi sono detta. Ma in cuor mio sapevo che non era così. La nube era troppo nera, dai contorni troppo nitidi e con un preciso punto di origine. Ormai i cittadini del casertano sono diventati espertissimi di roghi. Sulla strada del ritorno, avvicinandomi a Caserta, mi auguravo ancora di sbagliarmi. Il fumo nero appariva minaccioso tra le foglie degli alberi e poi tra i palazzi. Cercavo di non perderlo di vista per localizzarlo. Ad Aversa era impossibile perderlo; tutto il cielo sopra la città era nero e l'odore di plastica bruciata era fortissimo. Internet poteva aiutarmi. Un altro vasto incendio all'interporto Sud Europa, già sotto sequestro. L'area sorge accanto al Centro Campania, uno dei più grandi ipermercati del sud. Evacuati i parcheggi. Stamattina ero in cerca di notizie: tutti i principali quotidiani nazionali sembravano all'oscuro della notizia; Noemi, il Premier, l'influenza, un pò di sport. Com'è possibile? Ma non ho perso le speranze; mi aspettavo di trovare i cittadini casertani in rivolta, invece niente, molti non si erano accorti di niente, qualcuno ha pensato al solito rogo di rifiuti. Ma stasera sono già più tranquilla, lo Stato mi protegge e mi vaccina, il virus H1N1 non potrà colpirmi. Anche se, probabilmente, avrò il cancro.
Amaraterramia.

Io non ho paura delle discariche né degli inceneritori.
E non ho nemmeno paura dell’aria avvelenata.
Non temo la mia terra che brucia.
Io non ho paura di vedere morire uomini e animali.
Non ho paura di non avere più diritti.
Io ho solo paura di abituarmi a questo orrore.
La Repubblica
Metropolis
Il Mattino
La terra dei fuochi
Caserta c'è
video blog L'Espresso

martedì 1 settembre 2009

Senza luce

Alessandro Iacuelli è l'autore di un libro, citato più volte in questo blog, dal titolo "Le vie infinite dei rifiuti". Una lettura fondamentale per chi ha interesse a capire cosa è successo in Campania (e presto toccherà ad altre regioni ) nella gestione dei rifiuti. Iacuelli scrive su "Altre notizie" un sito d'informazione alternativa. Volevo sottoporre alla vostra attenzione l'articolo "Altro disastro ambientale a Ischia? Il fatto è questo: Ischia, non essendo dotata di una propria centrale elettrica, usa l'energia che arriva da Cuma attaverso dei cavi sottomarini. Questa estate l'isola è rimasta più volte al buio a causa di un black-out dovuto alla rottura di alcuni cavi : " i cavi sono di un tipo piuttosto vecchio, il cui interno è tenuto in pressione tramite un canale riempito di olio, con una sezione di 18 millimetri, e si tratta di un olio fluido contenente PCB...L'olio fluido usato dalla Terna nei cavi sottomarini è infatti una miscela di sostanze inquinanti. Contiene olii elettricamente isolanti, ricchi d’idrocarburi, Policlorobifenili, che sono inquinanti organici persistenti. E le quantità non sono affatto piccole: secondo un rapporto di analisi fornito da Enel alla Prefettura di Napoli all'inizio dell'anno scorso, i PCB totali sono, nel tratto tra Cuma e Lacco Ameno, nell'ordine di oltre diecimila nanogrammi per ogni Kg, ben oltre ogni limite legale e sanitario di compatibilità con la salute umana ...La rottura è proprio nel tratto di costa antistante la spiaggia di Suor Angela, in questo periodo frequentatissima dai bagnanti. Eppure, non è stato applicato alcun principio di precauzione, che impone in questi casi la necessità di assicurare un alto livello di protezione, almeno avvisando bagnanti e turisti della presenza di olio fluido usato per la saturazione dei cavi. Non solo. Quello di Ischia è uno degli ecosistemi più importanti dell'intero Mediterraneo, indicato come "habitat prioritario" dalla Comunità Europea, con la presenza di un'Area Marina Protetta denominata “Regno di Nettuno”. Una regione senza luce.

domenica 30 agosto 2009

"Campania profondo nero"

Il titolo di un mio video è "Olocausto campano". Le notizie che arrivano da più parti circa il grado di inquinamento ambientale della mia regione mi confermano che la situazione è molto grave. L'articolo di Claudio Pappaianni, pubblicato dall'Espresso, ha un titolo altrettanto eloquente : "Campania profondo nero". I risultati finali di un'indagine realizzata dal commissariato di Governo in una vasta area di 22 chilometri quadrati (costa flegrea e agro aversano) sono chiusi in un cassetto, come tutte le indagini precedenti. E le notizie trapelano confuse, filtrate, e pilotate. Non conviene a nessuno creare il panico. Nell'articolo si legge: "Le risultanze delle complesse indagini hanno evidenziato la presenza, in concentrazioni elevate, di sostanze persistenti tossiche e cancerogene... I valori in alcuni casi superano anche di migliaia di volte la soglia consentita, in alcune aree si concentrano sforamenti sia di idrocarburi sia di cromo. Dati agghiaccianti....... la presenza massiccia e diffusa di pesticidi ormai fuori legge da anni, come il Ddt, passa quasi in secondo ordine di fronte al cocktail micidiale di sostanze chimiche ritrovato in alcuni terreni coltivati. Da febbraio tutto è rimasto fermo, almeno nella sostanza. A inizio giugno dal Commissariato parte la relazione che scotta. Si muove solo la prefettura di Caserta, che organizza un incontro con gli uomini del Nucleo tutela ambiente dei Carabinieri di Caserta, della Guardia di Finanza e della Polizia, per un'illustrazione approfondita dello studio. Poi, il silenzio."
(dipinto di Jenny Saville)

sabato 29 agosto 2009

Poche Parole

Tra qualche giorno i rifiuti che vedete nella foto (tra Aversa e Carinaro CE) non ci saranno più perchè qualcuno li brucerà per abbandonarne altri. Una storia infinita che si ripete senza tregue.

lunedì 24 agosto 2009

Bici


video

Pubblico segnalazione e video di un lettore del blog.

L'iniziativa è amministrata direttamente dall'ATAC di Roma, il servizio trasporti. Qui il sito http://www.roma-n-bike.it/. E' possibile acquistare una card di euro cinque ricaricabile ed ogni mezz'ora di utilizzo della bici ti scalano 50 eurocent. Con la card è possibile prelevare e posteggiare la bici in aree apposite per il parcheggio situate nel centro storico e dintorni. Come sempre l'iniziativa ha sostenitori e disfattisti. Di biciclette ne vengono rubate molte creando naturalmente disservizi. Corre voce che ne sono state rubate circa 150. Con sega e arnesi si taglia il perno metallico che tiene le bici agganciate alle colonnine dei parcheggi e si portano via il mezzo. Sospettati numero 1 per me sono i noleggiatori autorizzati e clandestini che si fanno pagare, per un giretto, 3 euro l'ora su una bici spesso in condizioni pietose. Le bici dell'ATAC al contrario sono tutte in perfette condizioni, di ultima generazione con funzionalissimi cambi ed esteticamente piacevolissime. E' una iniziativa ecologica, educativa e salutare che andrebbe sostenuta ed incoraggiata ad ogni costo, ma in Italia si sa.....anche nelle cose belle c'è chi cerca di trovarci il marcio. Che idee divergenti! niente è vero di quello che si legge in questo blog:http://www.bikesharingroma.com/. Noi abbiamo constatato l'esatto contrario di ciò che si afferma. Saluti, Carlo da Roma.

sabato 22 agosto 2009

Fratello sole sorella luna

Mia madre è cattolicissima. Entra nelle chiese col suo passo svelto senza dare la minima importanza allo stile architettonico, ai dipinti e alle statue del luogo. Delle chiese lei avverte solo il livello di sacralità e quando ne esce è contenta come se avesse comprato un bel vestito nuovo o come se avesse mangiato un cibo prelibato. Questa estate è venuta con me in Umbria, come potevo non portarla nel luogo del misticismo per eccellenza, ad Assisi? "Voglio confessarmi" mi ha detto. E come una bambina a un parco dei divertimenti camminava gioiosa per raggiungere la Basilica. Ma non avevamo pensato che c'era un orario di chiusura e all'entrata superiore della basilica un custode ci ha invitato a provare ad entrare da un altro ingresso sottostante. Accelerando il passo abbiamo raggiunto l'altra entrata, ma una guardia ci ha fermato dicendo che una ragazzina, che era con noi, aveva dei pantaloncini troppo corti. Io ho chiesto scusa e la ragazzina si è avviata all'uscita. La guardia continuava a borbottare e mia madre mi ha chiesto che stava succedendo. Io cercavo di spiegarle l'accaduto ma poi infastidita dalla guardia che continuava a dire qualcosa ho chiesto qual era il problema. E lui sgarbatamente mi ha risposto " i problemi li sta creando sua madre". Mia madre? Gli ho fatto notare che l'unico problema erano i pantaloncini corti di una ragazza che immediatamente si era diretta verso l'uscita. Non c'erano altri problemi. Dopo qualche minuto litigavamo. La guardia ci spingeva verso l'uscita e io ero fuori di me. La situazione stava degenerando. Parole pesanti e sgarbate e con arroganza la guardia ha concluso dicendo "torni al suo paese" e io, per la prima volta nella mia vita, mi sono sentita felice di farlo.

mercoledì 12 agosto 2009

Gabbie mentali

Più che di gabbie salariali si tratta di gabbie mentali. Possibile che non si riesca a capire? Tutto quello che dall'unità d'Italia ad oggi è stato fatto per il sud non è servito a niente. La Cassa per il mezzogiorno ha sperperato milioni di euro, lasciando il meridione in un totale stato di degrado e facendo arricchire una classe politica senza nemmeno un pò di orgoglio di appartenenza. I numerosi sgravi fiscali pensati e "donati" esclusivamente al sud sono stati sempre una farsa, una sorta di ammortizzatori sociali che non hanno mai portato nessun vantaggio allo scopo per cui erano nati (la crescita del livello occupazionale) Tutte le emergenze, terremoto, rifiuti, sono rimaste tali per decenni, nonastante il generoso intervento dello stato. Le gabbie salariali "esigenza di rapportare retribuzioni al costo della vita e al territorio" teoricamente esistono già. Se è vero che uno stipendio di un cittadino del Nord è uguale a quello di uno del Sud, se è vero che molti beni (pane, affitti) costano di più al Nord è anche vero che quello che resta in più sullo stipendio, un meridionale lo deve spendere per farsi curare perchè gli ospedali da Roma in giù fanno schifo, lo deve spendere per fare sport perché le strutture sportive al sud non esistono, lo deve spendere per ricomprare l'auto che gli è stata rubata, la scuola privata, il pizzo ecc. E oggi ci chiediamo ancora cosa fare per il sud? Niente. Questa è la risposta. Non bisogna più assistere il Sud. Bisogna far rispettare, seriamente, le leggi. Ancora oggi al Sud lo Stato non esiste, tutto il resto è retorica.

sabato 1 agosto 2009

La lista nera















Aversa (CE)
Guido Bertolaso ha comunicato al ministro Maroni la lista nera dei 11 comuni campani che non fanno ancora la differenziata e non rispettano il decreto legge 172. Aversa è nella lista. L'amministrazione comunale aversana ha aumentato in un anno la Tarsu del 15% e ha comprato, con i soldi stanziati dalla regione per avviare la differenziata circa duecento cassonetti nuovi, utillizzati come vedete dalle foto. Ma la vera notizia non è questa. La notizia che ha dell'incredibile è che gli amministratori aversani si sono indignati, scandalizzati, sorpresi! In quale lista vi aspettavate di essere inseriti? in quella delle città più vivibili d'Italia? Il grande Totò vi avrebbe detto: ma mi faccia il piacere!

venerdì 31 luglio 2009

Aree Standard













Per aree standard s'intende: " la quantità minima di aree pubbliche espressa in metri quadrati per abitante, che gli strumenti urbanistici devono riservare per la realizzazione delle dotazioni territoriali: aree verdi parcheggi, scuole ecc." Le foto si riferiscono a un'area standard del comune di Aversa. Da tredici anni (e sottolineo tredici) nell'area si svolgono misteriosi e interminabili lavori; è stata fatta una fontana (tra le erbacce) poi è stata smontata e rifatta (quanto sono precisi!), poi ( sempre tra le erbacce) sono stati piantati molti alberi . Tutto sempre rigorosamente recintato, abbandonato e con l'accesso vietato ai non addetti ai lavori. Uno spazio pubblico, cioè di tutti, inutilizzato da tredici anni.

giovedì 23 luglio 2009

I gabbiani

Sono stata al mare. Ischitella è la spiaggia di fronte a Ischia. Infatti dalla sdraio puoi ammirare l'isola che, nei giorni più limpidi, mostra i suoi dolci pendii con le case colorate. Uno spettacolo. Non c'erano altri bagnanti, hanno tutti paura dell'inquinamento. Io, invece, ci vado perchè, dopo tutto il fumo dei roghi dei rifiuti che ho respirato, dopo tutti i veleni che ho mangiato, io al mare non ci rinuncio. Ischitella è la spiaggia della mia infanzia, dei panini alla nutella mangiati dopo il bagno pomeridiano, del mare rassicurante a due passi da casa. Ne conosciamo ogni colore, ogni variazione di luce, ogni profumo. Mi sono accorta che quella spiaggia esiste ormai solo nei miei ricordi. Mentre raccoglievo il telo asciutto, perchè nel mare non ti puoi più bagnare, ho visto un paio di gabbiani che si avvicinavano sicuri alla riva. Ho raccolto le creme protettive (è dal sole che bisogna proteggersi?) mi sono girata e ne ho visto altri due. Strano, quando ero piccola non c'erano su questa spiaggia. Chiudo la borsa. L'acqua nella bottiglina è bollente. Mi siedo. Eccone altri cinque o sei. Restano a riva. Aspetto di vederli alzare in volo e planare sul mare. Ma loro restano fermi. In fila. Ormai sono una trentina e ne arrivano altri. Non sono più tranquilla. Mi condiziono e anche Ischia mi appare dai contorni sfumati. I gabbiani sono come in attesa di qualcosa. Come me. Li guardo e avverto un brivido. Penso alle discariche sparse tra Caserta e Napoli su cui volteggiano sempre centinaia di gabbiani. Cammino sulla pedana di legno, mi avvio all'uscita. Il mio movimento fa alzare in volo i gabbiani. Gli ombrelloni sono tutti chiusi e la borsa mi pesa terribilmente sulla spalla.
(foto, discarica di Giugliano (Na))

martedì 21 luglio 2009

Povero mare nostrum

Da casa mia per arrivare al mare bastano 15 minuti. Praticamente è come abitare sul mare. Oggi anche il mare non c'è più in Campania. Quello che resta è una grande massa di acqua in cui è stato sversato di tutto. Ma anche a questa nuova realtà ci siamo rassegnati e in spiaggia ci limitiamo a prendere solo il sole, che qui splende più che altrove. Ma il marcio avanza. E quest'anno circola la voce che anche la sabbia è inquinata. Come al solito lo Stato fa la sua parte e nonostante questa tragica situazione non si sbilancia: nessuna comunicazione ufficiale, pochi e vaghi divieti di balneazione. La leggenda metropolitana e la verità si mescolano e confondono le idee. Si parla di vermi nell'acqua e tra i granelli si sabbia, di strane bolle che ti ricoprano il corpo appena tocchi il litorale. Un lungo litorale che parte da Napoli e arriva alle porte di Roma. E lo Stato tace. E l'informazione tace. E i cittadini si adeguano. Sabato e domenica gli stabilimenti balneari erano vuoti. La gente cerca nuovi lidi e nessuno sogna una ribellione, una protesta, un grido di dolore. Si ripiega sul fresco terribilmente artificiale degli ipermercati che qui nascono come funghi. E si cerca di dimenticare che a pochi passi c'è l'odore ancora intenso della pineta, le spiagge interminabili e un mare in agonia. Profetico il libro di A.M.Ortese dall'inquietante titolo " Il mare non bagna Napoli"




mercoledì 15 luglio 2009

23 novembre 1980

Tutto è cominciato col terremoto. Il 23 novembre 1980 la Campania iniziò il suo inesorabile declino. Le crepe aperte allora non si sono più richiuse. Sotto le macerie i 2914 morti, sopra le macerie un mare di soldi che arricchì una classe politica che, da quel momento, non ha avuto più pietà di niente. Da quel terremoto si è capito che qui si poteva fare tutto; se sparivano tanti soldi, si poteva anche riempire la regione di rifiuti e poi costruirci un paio d'inceneritori e poi lasciarla nelle mani della criminalità. Da L'espresso : "Ventinove anni dopo quel sisma terribile, politici e imprenditori sono stati tutti assolti. E questo non perchè la corte li ha riconosciuti innocenti, accogliendo la loro difesa. No, l'assoluzione è scattata per prescrizione: è passato troppo tempo per giudicarli." Ecco un commento all'articolo di un utente che si firma tristemente " Cristo si è fermato ad Eboli" : "la legge 219 stabiliva che almeno il 50 per cento dei finanziamenti venisse destinato a opere pubbliche, cioè gestito direttamente dai politici. Parecchi dei protagonisti di quella ignominiosa rapina, consumata sulla morte di migliaia di cittadini e sull' interessata complicità omertosa sia degli apparati amministrativi e istituzionali che di gran parte delle cittadinanze campane e basilicatesi, continuano le loro miserabili carriere politiche, a destra come a sinistra."

mercoledì 8 luglio 2009

Il coro

E' su tutti i giornali la notizia (strepitosa!?) del coro del parlamentare leghista Matteo Salvini. Indignazione, richiesta di dimissioni e di scuse, accusa di razzismo. Povero onorevole quante inutili critiche gli è costato un fanciullesco e goliardico coro!! Tanti napoletani, feriti nell'orgoglio, protestano. E io mi chiedo: il vostro orgoglio non si sente ferito quando pagate una tassa altissima sui rifiuti pur vivendo tra i rifiuti e la sporcizia? Non vi sentite feriti al pensiero che quello che mangiamo può essere avvelenato? Non gridate allo scandalo quando sapete che la nostra qualità di vita è tra le più basse d'Italia? E quando contiamo i morti uccisi ogni giorno come in una guerra, quando fate i conti con l'illegalità, non vi sentite offesi? Non vi ferisce l'idea di un futuro incerto e la consapevolezza che tutti sogniamo di emigrare in una bella e civile e pulita città del Nord piena di cori?

lunedì 6 luglio 2009

La Tassa

In piena emergenza rifiuti in Campania, circa due anni fa, molti campani si rifiutarono di pagare la tassa sui rifiuti urbani, la Tarsu. Quella che sembrava una causa vinta (non ho ricevuto il servizio, non pago) oggi è una bella cartella esattoriale che, puntuale, è arrivata a tutti quelli che ieri non pagarono il (dis)servizio. Ma questo non è niente. La cosa più grave e inspiegabile è che da allora l'odiata gabella è aumentata di quasi 100 euro (sopra la mia bolletta) Insomma oggi paghiamo più di ieri in una città che NON FA LA DIFFERENZIATA e che pulisce solo la strada principale per far contenti i commercianti. Come al solito l'aspetto più preoccupante di questa realtà è che pochi si lamentano, molti pagano, pochissimi tentano una protesta inutile. Quanto sia ingiusta questa tassa, la cui entità è decisa solo dal Comune, lo testimoniano le centinaia di foto che io ha scattato ad Aversa(CE) negli ultimi due anni.

martedì 30 giugno 2009

Pagina 28

Da "La bellezza e l'inferno" di Roberto Saviano pag. 28 :" Siete fieri di vivere nel territorio con i più grandi centri commerciali del mondo e insieme uno dei più alti tassi di povertà? Di passare il tempo nei locali gestiti e autorizzati da loro? Di sedervi al bar vicino ai loro figli, ai figli dei loro avvocati, dei loro colletti bianchi?" E' bastata questa frase per scatenare l'ira degli avvocati casertani. Da un giornale locale (vedi articoli in basso): "Il clamoroso attacco dello scrittore all'intera nostra classe forense è l'ennesimo capitolo di una storia di cantonate prese da un giovane promettente..." Un giovane promettente? e ancora : Savonarola dei tempi nostri. Dopo aver scritto quello che ha scritto, infatti, senza uno straccio di argomentazione, senza un elemento che possa dimostrare la sua affermazione...". Ditemi dove sono le telecamere di "Scherzi a parte".
(Raffaello Sanzio, Scuola di Atene,1508)
Articoli:

domenica 28 giugno 2009

La bellezza e l'inferno

La mia amica si aspettava di trovare una rissa in libreria per comprare il nuovo libro di Roberto Saviano. Invece, nel cuore di Gomorra, tutti ci passavano accanto con indifferenza. Pochi lettori lo guardavano, lo sfogliavano. Io l'ho comprato convinta che nelle parole di Saviano ci siano molte risposte alle millenarie domande che il Sud si pone. In realtà conoscevo ogni pagina perché il libro raccoglie gli articoli scritti, su varie testate, da Roberto dal 2004 al 2009. Rileggerli tutti insieme ti fa rendere conto che tra tutte le sue parole esiste un unico filo conduttore, sempre. Così accade con i pensieri intelligenti. Il titolo, come lo stesso autore spiega, vuol dire che "se da un lato esistono la libertà e la bellezza necessarie per chi scrive e chi vive, dall'altro esiste il suo contrario, la loro negazione: l'inferno che sembra continuamente prevalere". Questa dicotomia è evidente soprattutto nel capitolo "Uomini"; da Messi a Petrucciani, da Siani a Felicia, Saviano racconta come l'inferno e la bellezza spesso coesistono, spingendosi tra di loro in una infinita guerra quotidiana. La bellezza affiora sempre anche in un inferno che è un corpo mostruoso (Petrucciani) o nel dolore di una madre (Felicia). Non mancano gli articoli dedicati al Sud: la bellissima "Lettera alla mia terra" che, pubblicata su "La Repubblica", fu un pugno nello stomaco per molti campani: "Come ve la immaginate voi la vostra terra, il vostro paese? Come vi sentite quando andate al lavoro, passeggiate, fate l'amore?". Tra tutte le storie di uomini raccontate in questo libro quella più commovente è proprio quella di Roberto Saviano che in questi anni d'inferno ha scritto "...in una decina di case diverse, nessuna abitata per più di qualche mese. Tutte piccole o piccolissime, tutte, ma proprio tutte, dannatamente buie. Le avrei volute più spaziose, più luminose, volevo almeno un balcone...". L'inferno di cui parla Saviano, noi di Gomorra lo conosciamo bene è della bellezza che abbiamo un vago ricordo.
Il silenzio è l'inferno, la parola è la bellezza. Grazie Roberto per avercelo insegnato.
Leggete anche Giuseppe Montesano

mercoledì 24 giugno 2009

"L'amore per la terra dà soli buoni frutti".

E' veramente incredibile la fertilità della terra campana. Poche piantine ed è una settimana che raccolgo, a giorni alterni, peperoni, melanzane, zucchine e pomodori. Dovevamo difenderla con ogni mezzo, questa terra........

mercoledì 17 giugno 2009

Lezioni di sopravvivenza

Napoli, un giorno qualsiasi. Si spara all'impazzata, la gente fugge. Un uomo rimane a terra ferito, la moglie lo guarda incredula. Si abbassa sul corpo del marito, si alza, si prende la faccia nelle mani, fa qualche passo, ritorna a chinarsi sul corpo del suo uomo. Probabilmente ne incrocia lo sguardo. La gente si affretta ad obliterare il biglietto della metro. Nelle grandi città hanno tutti fretta. Il ferito a morte continua a muoversi sempre più lentamente a terra. Ora la sua posizione è quasi fetale (tutto ritorna) Napoli non ha più cuore. Napoli vive di paura. Questa strana città dai mille volti ha un segreto: svela e anticipa quello che saremo. Per prima ha avuto il problema rifiuti, per prima è stata mangiata dall'avidità degli uomini. Per prima ha dimostrato a tutti come si fa a sopravvivere, come ci si gira dall'altra parte per non guardare negli occhi la morte. (Picasso, Guernica)

martedì 16 giugno 2009

L'agnese va a morire

Non avevo mai letto niente sulla Resistenza. L'Agnese va a morire di Renata Viganò ha colmato questa lacuna. Agnese è un donna senza apparenti qualità, non è bella, non è un eroina. Per caso, dopo la morte del marito, si trova a far parte della Resistenza, che ebbe un ruolo determinante nella lotta ai tedeschi e ai fascisti. La battaglia di Agnese è silenziosa ed è inserita in uno scenario del nord Italia che è come lei, gelido e nebbioso, dai contorni indefiniti, sorprendente quando la nebbia dirada, paludoso e minato. Una terra difficile che rende la lotta ancora più aspra. Tutti i personaggi "minori" ruotano attorno alla figura di Agnese e sembrano quasi avere un ruolo freudiano nella vicenda, in cui spesso la protagonista sogna, mitigando i limiti di quella terribile realtà di guerra. I tedeschi sono spietati e la gente comune vive con l'illusione che l'arrivo degli alleati metterà fine ai loro dolori. La guerra è terribile da qualunque parte si guardi ma per scongiurarne una nuova, bisognerebbe insegnare alle nuove generazioni tutti i patimenti e la distruzione che essa porta. Dovremmo essere più severi, oggi, nei confronti di tutti; nei confronti di chi ci governa e di chi ci vorrebbe governare, dovremmo essere esigenti, non solo per tutelare i nostri interessi, ma anche per rispetto di chi, in tutte le guerre, ha pagato con la vita la difesa della libertà. Un libro commuovente e poetico, lucido e spietato che ti rende triste fino all'ultima pagina nonostante la preannunciata morte, nel titolo, della protagonista.
Ps: un saluto alle mie cognate Maria e Ida, anche loro, come tutte le donne, eroine della quotidianità.

venerdì 12 giugno 2009

5 euro


Ho speso 5 euro per comprare una trentina di piantine : insalata, peperoni, melanzane, pomodori e zucchine. Dopo qualche settimana, ho preparato delle insalate buonissime, ho fritto peperoni squisiti e tenere zucchine. Le melanzane e i pomodori sono ancora piccoli.
Campania felix........