mercoledì 15 luglio 2009

23 novembre 1980

Tutto è cominciato col terremoto. Il 23 novembre 1980 la Campania iniziò il suo inesorabile declino. Le crepe aperte allora non si sono più richiuse. Sotto le macerie i 2914 morti, sopra le macerie un mare di soldi che arricchì una classe politica che, da quel momento, non ha avuto più pietà di niente. Da quel terremoto si è capito che qui si poteva fare tutto; se sparivano tanti soldi, si poteva anche riempire la regione di rifiuti e poi costruirci un paio d'inceneritori e poi lasciarla nelle mani della criminalità. Da L'espresso : "Ventinove anni dopo quel sisma terribile, politici e imprenditori sono stati tutti assolti. E questo non perchè la corte li ha riconosciuti innocenti, accogliendo la loro difesa. No, l'assoluzione è scattata per prescrizione: è passato troppo tempo per giudicarli." Ecco un commento all'articolo di un utente che si firma tristemente " Cristo si è fermato ad Eboli" : "la legge 219 stabiliva che almeno il 50 per cento dei finanziamenti venisse destinato a opere pubbliche, cioè gestito direttamente dai politici. Parecchi dei protagonisti di quella ignominiosa rapina, consumata sulla morte di migliaia di cittadini e sull' interessata complicità omertosa sia degli apparati amministrativi e istituzionali che di gran parte delle cittadinanze campane e basilicatesi, continuano le loro miserabili carriere politiche, a destra come a sinistra."

9 commenti:

ghetti marco ha detto...

Oggi a Modena hanno arrestato 44 persone, affiliate alla camorra, clan Casalesi, avevano il monopolio da oltre 10 anni sulle estorsioni, prima fatte ad aziende riconducibili a persone del sud, poi ampliate anche nel bolognese, il tutto è correlato da centinaia di ore di intercettazioni ambientali. Un imprenditore che non voleva sottostare, lo avevano gambizzato. La camorra, miglior impresa della Campania,regina delle bische clandestine. Con gli introiti di una sola bisca, ha detto il TG, si mantengono le famiglie degli affiliati, che sono in carcere.Nessuno controlla, serve un capillare controllo del territorio, ovunque, in tutta Italia. Quando avvengono drammi, si deve vigilare rigorosamente sulla ricostruzione, dovunque essa sia, perchè gli interessi delle mafie, vanno colpiti, non aiutati, serve ricordarlo ai nostri politici, sempre troppo distratti da altro. Saluti a tutti.

Anonimo ha detto...

Sì, ricordare! E, per chi non ha vissuto i tempi in prima persona, c'è il dovere di informarsi e ricordare.
A che serve?
Non a cambiare il mondo: la storia si ripete quasi identica, e sono pessimista... a ragione.
Ma serve a giudicare, catalogare, distinguere, dividere... conoscere, sapere dove si è capitati... e collocarsi!
Perciò annotiamo!

Dubbî, riserve, incertezze, perplessità... preoccupazione... dissenso financo.
Anche un bambino:
“E allora, perché ha firmato?”.
E questa firma come giudicarla? che promulga ancora una volta in questo disgraziato paese una legge razziale? Che discrimina i cittadini, autorizza squadracce, scheda deboli e senzatetto... autorizza a togliere patrie podestà e può sottrarre figli a famiglie di Rom... Ecco! E’ questa la legge che è stata promulgata con firma apposta in calce, e per colmo da un ex. Uno che evidentemente ha preso per i fondelli, per anni, generazioni di cittadini sproloquiando di uguaglianza, dignità per ogni essere umano, di pari opportunità, giustizia e diritti. Quello stesso che ha firmato in un lampo anche il lodo alfano che rende alcuni cittadini più uguali di altri, e non sono questi certamente i migliori.
Più ipocrita di “sciaboletta” che nel ’38 firmò altra legge a protezione della razza... più ipocrita ché tenta di lavarsene la coscienza con una letterina.
Gli hanno risposto:
“Vedremo che se pò fà!”.
Se pò fà un ca**o!
Che stomaci! Che fegati!
Infatti, buonasera.

P.S.
Il nipote di “sciaboletta”, il firmatario della prima legge per la razza (lo ricordo a chi si fosse distratto), è stato scelto ed eletto parlamentare europeo per meriti di razza.
Ma siamo sicuri che sia veramente ariano? La sua nonna veniva dal Montenegro... Che non sia mezzo Rom?
E come la mettiamo? se destra e sinistra l’hanno avviato alla “miserabile carriera”?

Ectobius

ghetti marco ha detto...

Oggi 19 luglio ricorre la strage di Via d'Amelio, con la morte del giudice Paolo Borsellino e della sua scorta. Ora dopo tanti anni si parla di riaprire il processo, spunta un sospetto uomo, con il viso sfregiato, si parla di servizi segreti, e poi la scomparsa dell'agenda rossa del giudice, della reticenza di Nicola Mancino, ora vice presidente del CSM.Spunta anche Toto' Riina, che dice:l'hanno uccisa quelli dello stato, non guardate sempre me. Ssono certo, come molti italiani, che nelle istituzioni, ci siano persone peggiori del noto boss mafioso, perchè sono i "colletti bianchi", il famoso terzo livello. Ai morti per mafia, come Falcone, Borsellino, Livatino, Rostagno, e tutti gli altri, va' il mio ringraziamento, la loro morte è stata inutile per l'Italia, un paese che affonda, ma restano comunque un fulgido esempio di cosa significa essere " un uomo". Oggi a commemorare ci sono andati i soliti , Schifani, Alfano, l'altra faccia della medaglia. Saluti a Graziella.

Anonimo ha detto...

"Con le mafie BISOGNA convivere!"
Parola di ministro.
Preghiamo!

Ectobius

graziella mazzoni ha detto...

grazie a Marco per aver ricordato chi ha dato la vita per questo Stato.
Avrei voluto farlo io in un post, ma questo è, per me, un momento un pò "difficile". Spero, quanto prima di riprendere il ritmo normale del blog. Un saluto a tutti.

Anonimo ha detto...

Un periodo un po' difficile anche per Graziella... per me e per tutti.
C'è poco da stare allegri con un parlamento in mano a chi sappiamo e un custode della Costituzione vecchio senile equerulo e, per giunta, firmaiolo.
Tutti morti invano... sepolture analfabete... quieto silenzio che contiene tante cose.
"Qui giace", e basta!

Ectobius

Anonimo ha detto...

Il voto virtuale.

Una cosa che mi ha sempre incuriosito è guardare le votazioni sui maggiori quotidiani, Repubblica e Corriere. Mi facevo una idea sulle sensazioni popolari circa questo o quell'argomento. Un modo semplice e veloce per sapere che aria tira nel paese, anche su argomenti frivoli. Per esempio l'ultimo voto su chi si vorrebbe appoggiare alle primarie del Pd era avvincente. Stravince Grillo su tutti. Perfetto. Si sa il voto on line ti consente di votare una sola volta da ogni computer altrimenti la pagina si riapre con la scritta: "Spiacente, hai già votato". Poi la scoperta sensazionale, almeno per me: è tutto falso. Il trucchetto è semplice. Voti, poi vai su opzioni internet-conologia-elimina tutto, rivoti e appare: "grazie per aver votato". Quindi puoi votare all'infinito. L'ho scoperto da un commento sul blog di Grillo, quando candidamente un sostenitore del comico invitava gli altri a fare come lui per accrescere il consenso per sostnere Grillo. Così mi son dato da fare e sul corriere al paragrafo :"Dopo l’estate pensate di farvi vaccinare contro il virus della «nuova influenza»?" ho votato cento volte NO ribaltando una situazione che volgeva nettamente a favore dei SI......Quando si decide di non andare in vacanza in qualche modo bisogna pur perdere il tempo! :)

Cordialmente
Roberto.

Anonimo ha detto...

Il paese dei bugiardi

C'era una volta, là
dalle parti di Chissà,
il paese dei bugiardi.
In quel paese nessuno
diceva la verità,
non chiamavano col suo nome
nemmeno la cicoria:
la bugia era obbligatoria.

Quando spuntava il sole
c'era subito uno pronto
a dire: "Che bel tramonto!"
Di sera, se la luna
faceva più chiaro
di un faro,
si lagnava la gente:
"Ohibò, che notte bruna,
non ci si vede niente".

Se ridevi ti compativano:
"Poveraccio, peccato,
che gli sarà mai capitato
di male?"
Se piangevi: "Che tipo originale,
sempre allegro, sempre in festa.
Deve avere i milioni nella testa".
Chiamavano acqua il vino,
seggiola il tavolino
e tutte le parole
le rovesciavano per benino.
Fare diverso non era permesso,
ma c'erano tanto abituati
che si capivano lo stesso.

Un giorno in quel paese
capitò un povero ometto
che il codice dei bugiardi
non l'aveva mai letto,
e senza tanti riguardi
se ne andava intorno
chiamando giorno il giorno
e pera la pera,
e non diceva una parola
che non fosse vera.

Dall'oggi al domani
lo fecero pigliare
dall'acchiappacani
e chiudere al manicomio.
"E' matto da legare:
dice sempre la verità".
"Ma no, ma via, ma và ..."
"Parola d'onore:
è un caso interessante,
verranno da distante
cinquecento e un professore
per studiargli il cervello ..."
La strana malattia
fu descritta in trentatre puntate
sulla "Gazzetta della bugia".

Infine per contentare
la curiosità
popolare
l'Uomo-che-diceva-la-verità
fu esposto a pagamento
nel "giardino zoo-illogico"
(anche quel nome avevano rovesciato ...)
in una gabbia di cemento armato.

Figurarsi la ressa.
Ma questo non interessa.
Cosa più sbalorditiva,
la malattia si rivelò infettiva,
e un po' alla volta in tutta la città
si diffuse il bacillo
della verità.
Dottori, poliziotti, autorità
tentarono il possibile
per frenare l'epidemia.
Macché, niente da fare.
Dal più vecchio al più piccolino
la gente ormai diceva
pane al pane, vino al vino,
bianco al bianco, nero al nero:
liberò il prigioniero,
lo elesse presidente,
e chi non mi crede
non ha capito niente.

(Gianni Rodari)

E' un periodo particolarmente difficile,ma alcuni di noi per fortuna appaiono sempre lucidi, attenti.Ho apprezzato il voler ricordare le vittime delle mafie e le vecchie e nuove forme di razzismo. Saluti a tutti Maria Teresa

maurizio ha detto...

il terremoto lo ricorda bene chi l'ha vissuto come me. sto parlando delle sensazioni, della sofferenza e di tutto quel mondo che ritorna ogni volta sento parlare di terremoto e di quello dell'80.
le lacrime, la polvere, le urla, le macerie sono ancora ben presenti dentro me.