venerdì 11 settembre 2009

La casta della monnezza

Gianni Barbacetto nella prefazione a questo libro scrive: " dopo Tangentopoli.. l'Italia avrebbe potuto imboccare il nuovo millennio con una politica nuova e pulita..invece la politica ha imposto la continuità dei sui riti, delle sue liturgie e perfino del suo personale, con le seconde, terze e quarte file arrivate a rimpiazzare i pochi che si erano fatti da parte.... I nuovi partiti sono fortissimi in termine di potere, di occupazione, di posti, di visibilità mediatica. Debolissimi quasi inesistenti..incapaci di generare dibattito, creare opinioni, prendere decisioni, suscitare passioni, mobilitare cittadini...tante rinioni di partito sono interminabili trattative su posti e ruoli ..idee, analisi, proposte, iniziative: assenti.. I partiti di massa della Prima repubblica , nutriti dalle grandi ideologie del Novecento, hanno lasciato il posto ai partiti personali, ai signori della guerra che controllano pezzi di apparato, gruppi di amministratori pubblici, sistemi di servizi locali (sanità, gestione dei rifiuti) oppure le aree geografiche in cui sono radicati. Ci sono tanti piccoli vassalli e valvassori...Sempre più stretto è diventato il rapporto tra i politici e gli imprenditori: i successi degli uni dipendono dalle fortune degli altri...In Campania tutto ciò, che vale in generale per la politica italiana, diventa ancora più stringente. E la Campania è determinante nella politica italiana almeno per tre motivi. Il primo: è una regione strategica per chi voglia vincere le elezioni...perchè per trionfare a Roma bisogna in qualche modo espugnare Napoli. Il secondo: è diventata una regione-vetrina dove si combattono grandi battaglie simboliche e mediatiche...La terza: è la regione della camorra che ha proiettato la sua ombra sulla politica e sull'amministrazione...una commedia umana che acquista talvolta i toni della tragedia." Nelle pagine di "La casta della monnezza" Bruni De Stefano e Vincenzo Iurillo non raccontano la storia dei rifiuti (come nel libro di Iacuelli) ma di quella casta politica che ha permesso lo scempio campano: da Bassolino, ai politici più o meno noti da Mastella a Cosentino a Pecoraro Scanio. Un viaggio fatto di inchieste giudiziarie e di prescrizioni, di fortune e declini. Un viaggio nel mondo di Kafka. Un mondo che per noi che non abbiamo nessun potere, nè legale nè illegale, è un mondo fatto di fumo nero, di odore di bruciato, di rabbia, di vergogna e di voglia di arrendersi.

p.s. oggi 11 settembre 2009 i roghi dei rifiuti, tra Caserta e Napoli, non si sono mai fermati.

12 commenti:

ghetti marco ha detto...

Il vostro 11 settembre è peggiore di quello dell'America, perchè il loro è durato poche ore, anche se gli strascichi saranno mai sopiti, il vostro è giornaliero, settimanale, mensile, annuale, con strascichi "infiniti". La situazione campana è sfuggita di mano gia' molti anni fa, da profano direi che gia' ai tempi di Raffaele Cutolo, e dei famosi " cutoliani" la Campania aveva iniziato una deriva illegale, insanabile. Lo stato a parte che " non ha voluto" fare un'azione dura di contrasto, ma anche se si fosse impegnato maggiormente, la camorra è sicuramente molto piu' veloce di uno stato a organizzare le sue mosse, poi è padrona del territorio, mentre da voi lo " stato" è spesso visto come un nemico. Ma comunque questo impegno non c'è stato. Molto meglio un accordo, una spartizione, voti buoni per le sedie del potere, regione, comuni, province, parlamento, ma anche posti minori. Chissa' in quanti uffici pubblici siedono persone amiche degli amici, per controllare, informare, organizzare. Una ragnatela capillare che ha una funzione molto importante, tenere la Campania lontana dalla legge, dalla legalita', per essere preda facile per coloro che poi la divorano, facendo soldi sulla pelle degli innocenti e degli onesti. Buon fine settimana, malgrado tutto.

Anonimo ha detto...

Sono passato per le tue zone cara Graziella e devo constatare se ancora ce ne fosse bisogno che hai proprio ragione. Una coltre di fumo denso e nero mi ha accompagnato per decine di km. in macchina. Guardavo e pensavo. La colonna di fumo nero più densa che abbia mai visto fin'ora l'ho incontrata sull'autostrada all'uscita di Napoli. Tra Caserta e Napoli. Ma la cosa più sconvolgente di tutto è il traffico di macchine incurante. Saranno sicuramente molti a segnalare come te questi episodi ormai non sporadici, ma la massa è totalmente indifferente. Passeggia, esce dai centri commerciali come se nulla fosse. E tutte le fabbriche intorno fanno il loro comodo da mattina a sera e per tutta la notte. Accendono di tutto per sottrarsi al compito civile di smaltire legalmente il loro prodotto inutilizzato a spese di tutti i campani. La mia solidarietà sincera.


D'altra parte e mi scuso per il finale che questa volta veramente non vuole essere polemico, se ci sono giornali italiani che da mesi rincretiniscono i lettori con le dieci domande al premier sulla sua sessualità e sulle sue feste...e insieme a quelle non ne propone solo due di denucia seria e propositiva sulla campania che arde, cosa c'è da aspettarsi? Niente. Sarà il tuo blog, quello della terra dei fuochi e altre centinaia di pagine web che a confronto dei quotidiani che dovrebbero davvero parlarne tutti i giorni, mi spiace dirlo Graziella, siete dei pesciolini nell'oceano. Rispettabili, mirabili....ma pesciolini.
Mi scuso per il disordine e la fretta dei concetti espressi, ma passare per la campania questa sera mi ha davvero disorientato.

Cordialmente
Roberto

ghetti marco ha detto...

Leggere Roberto apre il cuore,perchè è difficile trovare persone cosi' pervicaci nello stravolgimento della realta'. Dice che i giornali si ostinano con le dieci domande, e non fanno denunce sulla Campania che brucia. Vorrei precisare che il primo ministro dopo poco che si era insediato, ando' lesto in televisione a dire che avevano ripulito Napoli dai rifiuti, poi via da li tutti i cronisti,mai piu' parlato della Campania, ne che bruci, ne che sai sporca. Il Giornale ha trovato tanto tempo da dedicare al direttore di Avvenire Boffo, perchè allora non si è occupato dei rifiuti, o degli incendi? Non è forse un giornale Italiano? Perchè allora non si differenziano i giornali tra loro, non nell'essere, o meno al servizio di Berlusconi, ma nel dare o non dare le notizie scomode? La Campania brucia ed è sporca come prima, ma forse il Giornale lo dice?. Poi avere un presidente che dice di essere il miglior premier degli ultimi 150 anni, come dice il francese Le Figaro', ma il migliore dai tempi di Romolo. La conferenza stampa con Zapatero, fa' il giro del mondo per quanto è ridicola, guardala su You Tube, allora chi sono quelli che rincretiniscono gli italiani? Berlusconi con i suoi giornali, (prezzolati) e le sue TV demenziali, ha rincretinito molti piu' di Repubblica, un quotidiano con una tiratura se non erro di circa 600.000 copie. Forse Roberto la realta' italica, ti sembra tanto brutta che nemmeno la guardi?. Un saluto a te e a Graziella.

Anonimo ha detto...

Cosa dire? Su questo blog quelli non campani dovrebbero astenersi dallo scrivere. Ghetti dimostra di essere totalmente disinformato dei fatti campani e della sua storia e della sua gente. Continua a non capire ma non per colpa sua. Infatti confonde ancora a distanza di quasi due anni i rifiuti e l'inquinamento dei roghi. Non capisce, non capisce e non capisce. Ma non può capire. Chi non ha radici campane non può farlo. Può solo parlarne al bar. Quindi caro Ghetti, io ti apro il cuore e tu lo chiudi. Io scolvolgo la realtà e tu l'annienti per ignoranza. Scusami ma è così. Informati meglio sulla differenza sui rifiuti che sono scomparsi dalle strade e sono scomparsi davvero e i roghi che avvelanano le campagne campane. Se tu non afferri la differenza.....parla del premier da qui a tre anni. Resterà che non hai capito granchè.
Parlane con Ectobius. Tu e lui parlate la stessa lingua. Adesso correrà ad applaudirti. Aspetta qualche commento e vedrai.

Cordialmente.
Roberto

Anonimo ha detto...

Non hai da aspettare molto, ineffabile!
Invece di scusarti per disordine e fretta perché non ti togli i paraocchi per fruire di un campo visivo più ampio, oltre i limitati orizzonti della tua immersione nel traffico incurante della massa infantilizzata e l’occhio fisso nel mirino di una macchina fotografica campana... Allargati, allargati un po’... lo scenario è vasto e bisogna operare collegamenti... esercita un po’ di spirito critico (po’ è parola tronca, sta per poco).
Ti dò un imput, agratis: considera la discarica del Mediterraneo cimitero di scorie radioattive, considera che non poteva e non doveva sfuggire ai servizi segreti, alla politica... e se ci riesci (ho qualche dubbio) arriva fino a Ilaria Alpi...
E basta mi fermo qui... sarà meglio!

Ectobius

Anonimo ha detto...

Eccolo.Come volevasi dimostrare.
:)

Roberto

graziella mazzoni ha detto...

Non volevo intervenire in questa querelle ma alcune precisazioni sono doverose. Ognuno di voi, e non per essere diplomatica, ha la sua parte di ragione. Io che in Campania ci vivo, soffrendo ogni giorno per svariati e drammatici motivi (che a volte, per vergogna e per paura, non vi racconto nemmeno), so con certezza che i rifiuti per strada sono spariti, che ora rispetto a 10 anni fa qualcosa si muove: se pubblico una foto di una strada piena di rifiuti il mattino dopo sparisce tutto, se chiamo la protezione civile mi richiamo loro dopo qualche giorno ecc. Tutte queste cose erano impensabili qualche anno fa per noi campani. Questa è la realtà. Non m'importa di chi sia il merito. Resta il fatto che sono gli stessi campani a distruggere la loro terra, e resta il fatto che questo governo, come tutti quelli che lo hanno preceduto,crede che l'ambiente sia ancora un argomento d'elite, di poveri sognatori e idealisti. Prima il sesso, il calcio, la tv, il potere, i funerali si Stato e poi l'ambiente. Questo è il vero dramma.

ghetti marco ha detto...

Non voglio fare polemica ( dice Roberto), nemmeno io (Marco),ma fare due precisazioni. Io parlo di stampa, tu mi dici che non conosco la Campania, molto credibile, non sono mai passato sotto Orvieto, ma anche perchè io vivo al servizio di una donna quasi centenaria, non posso lasciare la mia casa per un periodo che superi le tre ore, credo che una vacanza di tre ore non si chiami vacanza, Poi sul Giornale non hai risposto, le da o no le notizie scomode? Secondo: io credo nel confronto tra chi ha idee diverse, uno dei miei migliori amici è leghista, fan di Brunetta ecc... Recentemente ha inviato una mail ai suoi leader, facciamo grandi discussioni, ma non si arreca danno ai rapporti umani. Tu hai pochi argomenti da contrappormi, per questo spesso mi dai dell'ignorante, ma questo termine certifica, se ce ne fosse bisogno, che ho ragione, che scrivo cose vere, inattaccabili, percio' tu non sai cosa contrapporre. Se pensi che mi impressioni essere chiamato ignorante sbagli di grosso, ho conoscenza della politica attuale, se all'estero stanno pensando di isolarci, di fare un cordone tra gli stati europei e un premier inaffidabile (Berlusconi), non è colpa mia, si va verso il baratro, ognuno con le proprie idee, ma sempre baratro resta. Sara' sempre un piacere per me scambiare opinioni con Roberto, ammesso che lui ritenga la mia ignoranza degna di considerazione. Un caro saluto.

Anonimo ha detto...

Mi ritengo un'osservatrice abbastanza equilibrata, libera da marcate posizioni politiche, da accentuate faziosità e questo mi impedisce di prendere le parti degli uni o degli altri. Se non altro leggo e mi accanisco alla discussione, ed è interessante vedere come ognuno creda con passione alle proprie idee. Ma non posso provare simpatia per un certo atteggiamento da "saputello" che qualcuno vuole assumere. Quindi se proprio vogliamo parlare di grammatica e puntualizzare, è giusto scrivere -po'- ma spiegarlo dicendo "è parola tronca" è impreciso e scorretto. L'apostrofo indica l'APOCOPE sillabica, poi ci sarebbero tante altre cose da dire ma non mi sembra il luogo adatto. Insomma, suvvia, non è un errore così grave non scriverlo così! Io rifletterei più che altro sul -dò- accentato. Quello sì che è errore. Graziella scusa per il fuori tema, forse servirà un po' a tutti riflettere sull'importanza dell'umiltà. A cominciare da me, ovviamente. Un saluto gentile a tutti.

Paola.

Anonimo ha detto...

Do accentato è senza dubbio errore, ma troncamento è sinonimo di apocope. Communque i refusi cadono facilmente in tastiera... può caderci anche pò, ammetto.

Rctobius

Anonimo ha detto...

I meccanismi cerebrali inconsci sono realtà e mistero: avendo in mente il pò, è saltato fuori il dò.
Comunque "... non si trattien lo strale/ quando dall'arco uscì...", e Nemesi è una brutta bestia.

Ectobius

Anonimo ha detto...

Per Ghetti Marco.
Non ti ho dato dell'ignorante. Non lo penso e non l'ho mai pensato. Intendevo dire che sui fatti della Campania secondo me dovrebbe parlare soprattutto chi ne conosce gli anfratti anche più nascosti. Sennò vuol dire ignorarli. Certo se mi parli di rifiuti che sono ancora lì ,ancora oggi 14 settembre 2009 e li confondi con la battaglia dei roghi....insomma...Dai Ghetti è come se io mi mettessi a parlare all'improvviso della juventus o del Napoli. Dimostrerei la mia totale ignoranza calcistica.

Cordialmente
Roberto