martedì 9 dicembre 2008

La spesa intelligente


Ho scoperto che molte persone che conosco fanno la spesa in paesini dell'alto casertano.Tutti hanno paura di mangiare la verdura e la carne della nostra zona: abbiamo paura delle melenzane gigantesche, dei peperoni sodi come meloni, dei cavoli grandi che ci mangi per un mese. La lattuga si compra in busta già scelta e lavata. Non volevo cadere in questo meccanismo perverso ma poi mi sono dovuta convincere per forza. Venerdi ho comprato un bel pezzo di pane, al primo morso ho sentito un forte sapore amaro. Non mi sono resa conto subito che veniva dal pane, ma poi analizzando quello che stavo mangiando mi sono accorta che proprio da li veniva un forte odore di plastica. Ho ricordato subito l'articolo "Pane e Camorra" pubblicato sull'espresso e al quale dedicai anche un mio post(aprile 2008). Il pane è cotto nei forni a legna solo che al posto di questa si brucia di tutto: sedie , porte, finestre verniciate, e molti materiali nocivi. Risultato una bocca anestetizzata per un intera giornata. Vi risparmio la rabbia e l'impotenza che ho provato.

5 commenti:

ghetti marco ha detto...

Fare un pranzo oramai mette ansia a tutti, ma vedo che da voi oltre ai problemi soliti che assillano tutti gli italiani e non solo loro,vedi i maiali irlandesi alla diossina, voi avete diossina gia' dichiarata anche senza importare merce dall'estero. Da voi la filiera corta,non funziona. Non perchè vi manca la tracciabilita' del prodotto, è proprio li' il problema, se la merce viene da fuori ha piu' possibilita' di essere salubre, la filiera corta o cortissima vi condanna ad avere prodotti contaminati.Oggi ho rivisto su rai tre l'intervista da repubblica online ai ragazzi del liceo che parlavano male di Saviano, un video che è una lama che trafigge le coscienze,quelle parole dette sono la diossina che respirerete in futuro.Saluti Graziella.

roberto canfailla ha detto...

ha ragione Marco sulla filiera corta! il mio timore vero è che la filiera è corta un pò dappertutto. il problema vero è : come uscirne? la difesa più immediata sembra quella di mangiare poco di tutto, sperando che non si sovrappongano piccole quantità di un veleno ad un altro e che il nostro meraviglioso organismo riesca a smaltire o ad abituarsi ... come il leggendario Caligola!!! per il resto del post di Marco, purtroppo non mi sento di dargli torto, anche se non credo che il futuro di cui parla sia tanto distante dal presente!! saluti a tutti

ghetti marco ha detto...

Roberto io sono un produttore romagnolo, frutta con i nostri disciplinari che sono i piu' restrittivi d'Italia, faccio anche vendita di piccole quantita' a casa, quindi filiera cortissima. Da noi molti producono con il metodo biologico, io faccio albicocche a "residuo zero" ovvero quando vengono analizzate non hanno residui come nel biologico, ma non faccio la conversione del terreno al biologico,che significa tre anni senza che hai lo status di produttore biologico, anche se ne segui il disciplinare,che è strettissimo. Se vieni da noi puoi avere almeno un qualche prodotto dove sei certo di quello che mangi, ma ovviamente molto altro lo comperi nei vari negozi,allora tutto il mondo diviene paese,e come dici tu ci affidiamo piu' alla fortuna che alla conoscenza della materia. Per finire segnalo che l'unione europea ha alzato per i prossimi anni la soglia di O.G.M. che possono essere presenti anche in un prodotto biologico senza che venga segnalato, si passa dallo 0,1 allo 0,9, per cui anche chi compera bio e non vuole gli OGM rischia di averli a tavola. Un saluto.

graziella mazzoni ha detto...

caro Marco
prima o poi ti vengo a trovare. Col miraggio di mangiare qualcosa di assolutamente sicuro farei anche mille chilometri.Mi chiedo: per tutelarci di quante materie dovremmo essere esperti??
Ora che so che mestiere fai, ti saluto con ancora più...cordialità...

ghetti marco ha detto...

SARESTI LA BENVENUTA!!