
Gli arresti, i processi, le condanne, i sequestri dei beni non serviranno a niente. Si farà solo una pulizia superficiale ma il marcio resterà, perché è dentro di noi. Decine di anni di anarchia totale, di assenza dello Stato e delle sue istituzioni, hanno mutato geneticamente l'uomo del Sud e in particolare il campano. Il campano protesta per le strisce blu in città ma tace davanti ai fumi neri dei roghi estivi di rifiuti tossici. Il campano protesta che non ha lavoro ma appena ne ottiene uno vive solo per rivendicare i suoi diritti seppellendo nell'oblio i suoi doveri. Il campano invidia le città del nord ma vota e osanna chi ha distrutto le sue. Il campano dà sempre la colpa agli altri perché egli non ne ha mai, non si accorge più di niente; il sangue, i rifiuti, il cemento, l'illegalità lo lasciano indifferente. Il campano negli uffici pubblici chiede il piacere all'amico e non passa allo sportello. Il campano non si vergogna se l'Italia intera ogni giorno umilia la sua terra, se ogni anno si contano nella sua regione morti ammazzati più che in una guerra, ma si dispera se il Napoli non segna un goal. Il campano non ha nemmeno uno slancio di orgoglio, di rabbia, di ribellione. Anche i suoi geni si sono adeguati. Quanta luce accecante qui al sud. Quanto sole inutile, quanta terra fertile sprecata.