venerdì 10 aprile 2009

Sottovoce

Oggi bisogna gridare sottovoce. Il terremoto in Abruzzo è la prova dell'inettitudine della classe dirigente italiana che legifera molto e controlla poco. L'evento naturale è inevitabile, ma l'esperienza e l'intelligenza umana dovrebbero servire ad arginarlo, a tenerlo sotto controllo, a limitarne gli effetti nefasti. La vera solidarietà è quella che si riesce ad avere tra i vivi senza contare prima i morti. Quante Eluana abbiamo seppellito sotto le macerie, a quante vite abbiamo staccato la spina. Lo ha fatto chi non ha controllato la sicurezza degli edifici più moderni, lo ha fatto chi dopo tutte le scosse di avviso non ha fatto evacuare la zona, lo ha fatto chi costruisce senza coscienza. Lo ha fatto la mediocrità umana che rispetta la morte e non la vita.
(Cristo Velato, Napoli)

5 commenti:

ectobius ha detto...

Facciamoci tutti l’esame di coscienza...
La coscienza! Chi parla di coscienza!
Anche il terremoto è colpa di tutti.
Ed è colpa delle genti di Campania quando si ritrovano sepolti dalla monnezza... e mangiati dal cancro.
Chi la produce la monnezza? Sù, rispondete!
“Certo sono le genti di Campania... ma...”
“Non ci sono ma!”.
Di chi è la camorra? Di chi la mafia? Sù, rispondete!
“Certo dei campani, dei calabresi, dei siciliani... ma...”
“Non ci sono ma!”.
Fatevi l’esame di coscienza!
Anche Falcone e Borsellino si facciano l’esame di coscienza: siete morti perché avete scelto il mestiere di professionisti dell’antimafia!
E anche voi Abruzzesi! Non vi lamentate! Li avete eletti voi i del turco e compagnia bella!

ectobius ha detto...

L'abbiamo fatto l'esame di coscienza, e ora
AMMAZZATECI TUTTI!

graziella mazzoni ha detto...

Il riferimento alla Campania era anche per me inevitabile. Ma ho preferito rimandarlo, in questo momento. Nei prossimi giorni vi farò vedere com'è ridotta la mia terra, dove finiscono tutti gli scarti edili. Macerie, macerie....

ghetti marco ha detto...

E' la morte che ci consola,eh! e che vivere ci fa;
è la fine della vita, la sola speranza vera
che, come un elisir, ci prende e ci inebria,
è lei che da' il coraggio di tirare fino a sera:
attraverso la tempesta, e la neve, e il gelo
è lei il lume tremante nel nostro nero orizzonte;
è la famosa locanda scritta sui libri,
dove mangiare si potra', e dormire e sedersi.
E' un Angelo che tiene fra le dita magnetiche
il sonno e il dono di sogni in estasi,
è lei che rifa' il letto alla gente povera e nuda.

E' la gloria degli Dei, il mistico frumento, è la borsa del povero e la sua patria antica,
è il portico che si apre su Cieli sconosciuti!

Dedico alle vittime di ogni genere, agli abruzzesi in particolare," La morte dei poveri" di Charles Baudelaire. Saluti da Marco Ghetti e buona Pasqua a tutti i lettori del blog ed a Graziella.

ectobius ha detto...

BUONA PASQUA!
A Graziella e a tutti che partecipano (con lettura e commento)a questo blog di terra martoriata.