Quando lessi La Chimera di Sebastiano Vassali ne comprai perlomeno una ventina di copie regalandole alle mie amiche che furono costrette a conoscere la storia drammatica di Antonia, la protagonista del racconto. Da allora ho sempre letto questo autore contemporaneo, perché mi piace la sua scrittura semplice e senza pretese. "Archeologia del presente" racconta la storia di Leo e Michela che, giovanissimi nel 68, partecipano all'idea rivoluzionaria di cambiare il mondo. Un cambiamento che si pensava dovesse partire dalla scuola e dal sovvertimento di tutti quei valori borghesi che sembravano ormai tramontati. Il 68 fu per la pace e l'ambiente, la parità tra i sessi, e le medicine alternative. Leo e Michela lottano con tutte le loro forze e i loro limiti per difendere i principi in cui credono, ma alla fine si dovranno arrendere agli eventi. Archeologia del presente perché l'autore scava nella propria memoria i ricordi polverosi, li riporta alla luce e ricompone un'idea triste della vita. Nelle ultime pagine si legge: "Gli uomini s'inseguono, si accoppiano, cercano di sopraffarsi, si accudiscono si derubano, si commemorano e si ammazzano e fanno tantissime altre cose, ma dietro questo fervore di superficie non succede niente d'importante. Il mondo va dove vuole lui, e non dove noi vorremmo che andasse" Inevitabile il ricordo di una canzone di G.Gaber: La mia generazione ha perso, ma soprattuto dei versi dell'Iliade (LibroVI) citati anche nel romanzo: "Quale delle foglie, tale è la stirpe degli umani. Il vento brumal le sparge a terra, e le ricrea la germogliante selva a primavera. Così l'uom nasce, così muor"venerdì 15 maggio 2009
Archeologia del presente
Quando lessi La Chimera di Sebastiano Vassali ne comprai perlomeno una ventina di copie regalandole alle mie amiche che furono costrette a conoscere la storia drammatica di Antonia, la protagonista del racconto. Da allora ho sempre letto questo autore contemporaneo, perché mi piace la sua scrittura semplice e senza pretese. "Archeologia del presente" racconta la storia di Leo e Michela che, giovanissimi nel 68, partecipano all'idea rivoluzionaria di cambiare il mondo. Un cambiamento che si pensava dovesse partire dalla scuola e dal sovvertimento di tutti quei valori borghesi che sembravano ormai tramontati. Il 68 fu per la pace e l'ambiente, la parità tra i sessi, e le medicine alternative. Leo e Michela lottano con tutte le loro forze e i loro limiti per difendere i principi in cui credono, ma alla fine si dovranno arrendere agli eventi. Archeologia del presente perché l'autore scava nella propria memoria i ricordi polverosi, li riporta alla luce e ricompone un'idea triste della vita. Nelle ultime pagine si legge: "Gli uomini s'inseguono, si accoppiano, cercano di sopraffarsi, si accudiscono si derubano, si commemorano e si ammazzano e fanno tantissime altre cose, ma dietro questo fervore di superficie non succede niente d'importante. Il mondo va dove vuole lui, e non dove noi vorremmo che andasse" Inevitabile il ricordo di una canzone di G.Gaber: La mia generazione ha perso, ma soprattuto dei versi dell'Iliade (LibroVI) citati anche nel romanzo: "Quale delle foglie, tale è la stirpe degli umani. Il vento brumal le sparge a terra, e le ricrea la germogliante selva a primavera. Così l'uom nasce, così muor"
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1 commento:
non conosco Vassalli ma mi hai fatto venire voglia di leggerlo.Poi
ti faccio sapere.
Sara
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