domenica 29 marzo 2009

Il danno e le beffe

Dunque la Campania ha il suo grande inceneritore. E’ stato inaugurato ad Acerra in pompa magna. Anche qui, come in altre occasioni, si è evidenziato il successo della politica, quello della classe dirigente campana, e di un’impresa la Impregilo, che in tempi cosi brevi (??) ha reso possibile l’apertura di questo grande impianto. Ho sempre la sensazione che i problemi campani siano alla fine adducibili solo alla società civile. Si crea l’emergenza, si arricchisce chi si deve arricchire, arrivano gli eroi e si risolve il problema. Questo l’iter. E chi ne esce sempre più umiliato è la gente comune, quella che, in molti casi continua a denunciare a gridare, e a protestare, senza essere ascoltata. Ma il merito non è mai suo. Cosi le voci più intelligenti e lungimiranti di questa regione rischiano l’isolamento nei derisi comitati civici o nelle battaglie personali. I rifiuti non si accumulano più per strada, e non è sempre vero, ma in questa terra ci saranno quattro inceneritori e grandi imbrogli sulla differenziata. Non più “un cuore pulsante “ come dice Saviano dell’Italia, ma un organo artificiale che pulsa al ritmo del business. Non ci fidiamo, non ci fidiamo e sicuramente questo non è colpa nostra. Ma ci dobbiamo arrendere, meglio quattro inceneritori che l'umiliazione di camminare tra i rifiuti.
(edvard munch "disperazione")

10 commenti:

ectobius ha detto...

“... meglio quattro inceneritori che l'umiliazione di camminare tra i rifiuti”...
Eh, No! Sono quattro mostri che vi succhieranno la vita. Non bisogna cedere alla menzogna degli inceneritori che non fanno male, gli inceneritori sputano veleni, e inquinano terreno acque e cibo. La salute e l’economia se ne vanno in fumo, anzi in danaro per politici, camorra e compagnia bella, e sarete curati in strutture fatiscenti gestite da medici incompetenti che non rispetteranno il vostro desiderio di non essere sottoposti a torture. E quando scenderete in piazza, troverete i manganelli a difesa della casta... e i vari bassolino e compagni di sinistra in platea ad applaudire.

graziella mazzoni ha detto...

per Ectobius
certo che sono 4 mostri!
E la mia era solo un'amara provocazione. Ma vi assicuro, e lungi da me un atteggiamento vittimistico, non abbiamo scelta.
Morire di cancro? perchè fino adesso come siamo morti?

ectobius ha detto...

Sì! Annnche il cancro è business.

graziella mazzoni ha detto...

Pubblico un commento che mi è arrivato su Current:

amare saviano è obbligatorio per chi ama se stesso. La verità fa tanto male quando la si è taciuta per tanto troppo tempo.

ectobius ha detto...

L’ho già scritto in questo blog che in ogni famiglia della Campania c’è almeno un caso di cancro... sì, proprio CANCRO! Cosa significano gli eufemismi: “brutto male”... “male incurabile”...?
Che poi lo dicono “male incurabile”, ma il potere vi fa credere e vi convince che il male è curabile con le chemioterapie, l’irradiazione che vi fanno morire nella sofferenza... e qualcuno con gli intrugli più vari... Eh, sì! Perché il dolore qui da noi non lo curano. L’Italia è in Occidente il paese dove meno si usa la morfina, è il paese del vaticano che santifica una certa teresa di Calcutta che offriva al “suo” di signore le sofferenze dei pazienti nel terzo mondo.
Ma sì, mangiate, bevete, abboffatevi, schiattate!… Bruciate foreste e monnezza... fumate, scoppiate!!… C’è cancro per tutti… non spingete!... e maciullamenti.
Vi raduniamo tutti qui…massacri stradali, cancro, eviscerati chirurgici… leucemici chemioterapizzati in shock settico… asme, polmoni incatramati… Tutti in custodia alla medicina dei miracoli… Vi riorganizziamo la vita qui…una qualsiasi sopravvivenza… con la medicina dei miracoli… con le armi più moderne, le più concrete… elettroniche, radioattive… ‘Sta medicina accanita e tenace, vi allunga la vita di tanto così… quanto più può, anche ventisette anni, senza risparmi… A volte anche di anni la vita vi allunga su una carrozzella con cervello fuso.
Su uno strano alto catafalco un uomo grande Nudo Unto Livido Ha tubi in ogni apertura naturale e altri tubi in buchi artificiali aperti nel suo corpo Nelle trippe!… Anche nel cranio gli hanno infilato un tubo…‘Sto povero cervello in pappa… Gelatina!
Un sacchetto d’urina, uno di merda… e un gran pallone gonfio e una boccia gorgogliante… e luci… e bip bip bip.
Zombie che non si accorgono di cosa sono diventati e mettono in mostra spudoratamente le loro vergogna… niente belle... e tutti ‘sti tubi che colano umori e schifose secrezioni da ogni pertugio e i sacchetti che si riempiono e traboccano piscio, merda e chissà cos’altro. E baccano di “macchine” prodigiose capaci di ridare l’anima le giaculatorie, e l’anima, quando riesce a sfuggire alla tortura, saluta. L’anima finalmente libera che non la si riesce più ad acciuffare per l’alluce fa marameo con il pollice sul naso e le altre dita a sventolare.

Io, quando sarà l’ora, lì non voglio andarci! L’ho detto a tutti, ma nessuno potrà farci niente, il mio corpo sarà dello Stato, e solo loro potranno decidere della mia morte.

BUFFONI!

ghetti marco ha detto...

PER ECTOBIUS.
Mia madre è morta venti anni fa', di cancro,conosco i suoi effetti, poi ho visto altri miei parenti morire, dello stesso male. L'inceneritore piu' vicino a me è a Forli, sono uno e trino, tutti in un corpo, uno brucia rifiuti ospedalieri, uno è il vecchio, il terzo è stato inaugurato la scorsa estate. A cesena moriamo molto di cancro, non servono gli inceneritori, se stai sulla via Emilia in coda, ti manca il respiro, io che giro spesso in moto, mi soffocano i miasmi. Cesena è tra le citta' piu' inquinate dell'Emilia Romagna, ma nessuno, dico nessuno cambia stile di vita, nemmeno io ovviamente. Siamo tutti in auto, in moto, abbiamo un fiorire di Porsche Cayenne che spaventa, mostri bellissimi, status symbol assoluti, cosa conta se poi muori, vuoi mettere l'invidia che fai? L'aria che respiriamo è veleno, con o senza i rifiuti. Saluti da Marco.

Anonimo ha detto...

Caro Ectobius, io posso anche essere d'accordo con te e in certi punti sicuramente lo sono. La cosa che non riesco a capire in generale e quindi anche di te, è perchè in un modo o nell'altro bisogna avercela con qualcuno, nel tuo caso quasi sempre con questo governo. Eppure la faccenda del testamento biologico divide le coscienze di interi popoli, di destra,di sinistra,di centro. Chiedo veramente scusa se non riesco a capirlo, ma credo che il nostro paese non cambierà mai profondamente se si continua a "politicizzare" anche quello che non ha nulla a che vedere con la politica. Io per esempio conosco delle persone di sinistra che per la prima volta, di fronte a questa scelta del governo hanno plaudito il premier solo perchè fortemente cattolici. Questo per farti notare che non c'è parte politica che tenga di fronte ad argomenti così delicati che sembra quasi banalizzarli se li si associa a Berlusconi, a Franceschini, o qualsiasi altro. Uscire da questo schema mentale è necessario per il futuro di tutti. Abbandonare certi provincialismi deve essere, a mio modo di vedere, la premessa per lasciarci un passato alle spalle che pure abbiamo tanto criticato.

Cordialità.
Roberto

ectobius ha detto...

Platone diceva che la politica era all’apice di ogni arte.
E ora chi, se non la politica alla Platone, potrebbe oggi affrontare con responsabilità questa nostra fase storica dominata dalla scienza e da una tecnica che da mezzo per il benessere pone sempre più come una minaccia per il pianeta e l’umanità?
Da tempo ormai sono indebolite le speranze (che già Prometeo aveva definite cieche) e la fiducia nei progressi della tecnica.
Con sempre maggior frequenza si affacciano le domande, sempre più inquietanti, circa i danni prodotti al pianeta terra. Danni sentiti sempre meno marginali o anche definitivi e irreparabili.
Siamo tutti testimoni che a queste drammatiche domande non si danno risposte convincenti. Anzi, si ha l’impressione il balbettio sia dettato più da particolari convenienze, piuttosto che dal desiderio di una presa di coscienza in vista della fondazione di un’etica della responsabilità.
E la tecnica prosegue inarrestabile per la sua strada, incurante, nonostante l’evidenza del superamento di livelli critici al di là dei quali il progresso diviene controproducente fin al punto da delinearsi quale minaccia.
E non solo per la salute del pianeta e degli esseri viventi, ma anche per la dignità degli individui.
Le domande sono pressanti, mentre noi sembriamo in grado solo di interpretare fenomeni frammentari.
Ad esempio limitiamo la nostra attenzione solo al campo della medicina.
Appunto!
La medicina, possiamo considerarla un’isola felice?
O non si trova, forse, anch’essa compromessa, e fino al punto da aver già raggiunto quel livello critico di sviluppo al di là del quale, e almeno nei settori più tecnologicamente avanzati, diviene causa di sofferenze contraddicendo i suoi fini?
Incominciamo anche solo con il prendere atto che oggi si cura sempre di più senza portare a guarigione e sempre più spesso a costo di sofferenze e danni inabilitanti tali da minare significativamente la qualità di vita…
No, non possiamo ritenere possibile che la sola medicina sfugga all’ormai accertato fenomeno della controproduttività legata allo sviluppo.
Certamente no!
Peraltro la controproduttività legata allo specifico campo della medicina sembra assumere aspetti originali e ancora più pericolosi per la presenza di un pubblico passivo, teleguidato e propenso ad affidarsi ciecamente ad essa, fiducioso nelle sorti magnifiche e progressive della tecnica. Un pubblico incapace di percepire il rovescio dei benefici così massicciamente propagandati e che invece spesso sono solo ipotetici se li guardiamo dal punto di vista del miglioramento delle condizioni di vita.
La controproduttività paradossale della medicina sembra, dunque, aver raggiunto il livello di una minaccia per la salute analoga a quella per la mobilità dovuta al volume ed alla intensità del traffico; a quella rappresentata dai media per la cultura, l’informazione, e l’approfondimento delle problematiche complesse; analoga alla minaccia rappresentata da una istruzione che addestra sempre più a livelli di competenza tecnica e a forme specializzate di incompetenza generale.
In sovrappiù questa medicina ha espropriato l’individuo della libertà di decidere in relazione a condizioni di vita accettabili per l’individuo, e, per dirla con Nietzsche, di decidere di “Morire con fierezza, quando non è più possibile vivere con fierezza”.

E’ evidente che la politica, massimamente in questo disgraziato paese e con questo governo, non è in grado di maturare il problema e, di conseguenza, di darsi un’etica della responsabilità che possano stabilire un limite al progredire della tecnica il cui potere, astratto e pervadente, si va ponendo sempre più e definitivamente al di là di ogni possibilità di controllo, e soggioga ai suoi interessi l’intero assetto della società.
Anzi! Questa nostra scadente classe dirigente, assolutamente non all’altezza della sfida storica, la sfrutta cinicamente per consolidare posizioni di potere e privilegi.

ectobius ha detto...

Forse è il caso che riporti qui due commenti... di due personalità che più lontane non potrebbero essere: nel tempo, e nella ideologia. Ma che, come possiamo constatare, concordano per quanto riguarda gli aspetti della vita che più oggi ci coinvolgono.

NIETZSCHE

“In certe condizioni non è decoroso vivere più a lungo. Continuare a vegetare in una imbelle dipendenza dai medici e dalle pratiche mediche, dopo che è andato perduto il senso della vita, il diritto alla vita, dovrebbe suscitare nella società il più profondo disprezzo.
I medici, dal canto loro, dovrebbero essere i portatori di questo disprezzo, - non ricette, ma ogni giorno una nuova dose di disgusto... Creare una nuova responsabilità, quella del medico, per tutti quei casi in cui l’interesse supremo della vita, della vita che ascende, esiga il reprimere o lo spinger da parte, senza alcun riguardo, la vita che degenera...
Morire con fierezza, quando non è più possibile vivere con fierezza... la morte al tempo giusto, con chiarezza e letizia, in mezzo a figli e testimoni: in modo che sia ancora possibile prender realmente congedo, quando sia ancora presente colui che si congeda, come pure una reale valutazione di quanto abbiamo raggiunto e voluto, una somma della vita...
Non si dovrà mai perdonare al cristianesimo di aver abusato della debolezza del morente per violentarne la coscienza, e del modo stesso in cui si muore per dare giudizi di valore sull’uomo e sul suo passato!
Qui si tratta di stabilire, a dispetto di ogni viltà del pregiudizio, soprattutto l’apprezzamento giusto, vale a dire fisiologico, della cosiddetta morte naturale...
La morte nelle condizioni più spregevoli è una morte non libera, una morte a tempo indebito, una morte da pusillanimi. Si dovrebbe, per amore della vita, desiderare una morte diversa, libera, consapevole, senza imprevisti, senza sorprese...”.


GIOVANNI PAOLO II.
Lettera – 1970 –:


“Pur escludendosi l’eutanasia, ciò non significa obbligare il medico ad utilizzare tutte le tecniche della sopravvivenza che gli offre una scienza infaticabilmente creatrice […]. Il dovere del medico consiste piuttosto nell’adoperarsi a calmare le sofferenze, invece di prolungare il più a lungo possibile, con qualunque mezzo e a qualunque condizione, una vita che non è più pienamente umana”.

ghetti marco ha detto...

Chiedo scusa a Ectobius se mi permetto di rispondere a Roberto che ti aveva citato,non lo faccio certo perchè sia invidioso del fatto che abbia considerato te invece che me, ma le cose dette mi si appiccicano addosso come una pelle. Io sono di provincia, quindi provinciale, non so dove abiti tu. Questo governo lo odio cordialmente, proprio per le cose che dice, fare non è che poi faccia tanto, sono piu' le chiacchiere poi pompate ad arte che i fatti. Noi siamo inevitabilmente soggetti alla politica, quindi ogni nostro gesto, anche fare la spesa è un gesto politico. Se non hai il lavoro, se sei cassaintegrato sei dentro alla politica con la tua vita. Ma la cosa che piu' mi preme è appunto il testamento biologico. I cattolici dicono, se la pensi come noi facciamo cosi', ti teniamo in vita, se vuoi morire, noi democraticamente, ti teniamo in vita lo stesso. LORO si ARROGANO il diritto di decidere della mia vita, non io. Se uno vuole l'alimentazione forzata, io non ho nulla in contrario, anzi, ma se io voglio morire con dignita', se non trovo giusto soffrire l'indicibile, se voglio rinuncisre alle cure, ne ho diritto, loro vogliono impedirmelo. Poi se sono anche a sinistra, a me che importa? Perchè se mi tortura una persona iscritta al PD o all'IDV,soffro meno che se lo fanno quelli del centro destra? Ma la volete smettere di Vaticanizzare continuamente l'Italia. La bibbia dice che l'uomo ha il libero arbitrio, per quello Adamo ed Eva ebbero la possibilita' di infrangere le regole. Ora nel 2009 si mette la Binetti o Gasparri al posto di Dio?
Sia se lo guardi da credente, sia se sei laico come me, la bibbia o la costituzione ti danno la possibilita' di scegliere, il papa,no. Io mi battero' con ogni mezzo, contro l'abuso che volete farmi, io sono nato libero, in collina, non mi avrete vivo per vivisezionarmi ne a destra, men che meno a sinistra. Saluti e scuse rinnovate.