sabato 22 novembre 2008

Il Gregge



E' anche una metafora, il titolo di questo post. Qui, in Campania, può succedere anche questo; appena esci da una superstrada trovi il traffico bloccato, pensi a un incidente, invece è solo un gregge di pecore. Resti in auto a guardare quello spettacolo un pò surreale, le pecore guidate dai cani, il pastore che urla suoni incomprensibili.La mia indole bucolica mi riporta indietro negli anni a quando questa terra era piena di profumi e di ricchezze vere e anche ad occhi chiusi potevi capire in che stagione dell'anno eri. Oggi è un accozzaglia di capannoni, di industrie , di strade orribili, e quel poco di campagna che è rimasta è piena di rifiuti. Ogni giorno conto i sacchi neri abbandonati tra l'erba, sicuramente non contengono niente di buono. E' tutto così qui intorno; rifiuti bruciati e rifiuti appena scaricati. Allora guardo le pecore e m'immagino dove pascoleranno, e ripenso al film Biutiful cauntri, alle pecore malate di Acerra, alla rabbia che provo a vedere questa mia terra ridotta così. Pecore, siamo tutti pecore.

3 commenti:

ghetti marco ha detto...

Il tuo post oltre alle immagini visive gode del tuo racconto,tradisce una nostalgia per un tempo che non tornera',non so quanti anni hai,ma dici le cose che dico io che ne ho 50 e ho vissuto in tempi diciamo piu'"ecologici". Quando la terra non era stata completamente devastata,lì da voi, ma anche da noi, il paesaggio era diverso,e la terra era sana,con il suo ecosistema. Quei tempi non erano scanditi dal metronomo che si chiama PIL,l'indice della nostra sconfitta,dove il denaro prevale su tutto,il PIL unico Dio laico,ma da tutti adorato,anche dai ferventi cattolici,per lui si scomoda anche il "presidente Berlusconi" e dice a noi gregge,ma di asini,non cambiate modo di vivere,altrimenti calano i consumi e noi ci impoveriamo. Noi ci impoveriamo se consumiamo in modo scriteriato come ora,io sono un consumista come gli altri,non sono migliore per nulla,ma sarei disposto anche a provare di cambiare un poco,ma sono ancora pochi coloro che professano la "decrescita felice",che oltre a dare una vita migliore a noi farebbe innanzitutto la salute dell'ambiente. Questa è una priorita' assoluta per la terra intera,non solo per la Campania. Buona Domenica a tutti.

graziella mazzoni ha detto...

Non dire anche da noi, caro Marco.
Una strada come quella di cui parlo nel post da voi non esiste, te lo assicuro. Pensa che non ho nemmeno il coraggio di fermarmi per fotografarla.L'ambiente è devastato ovunque, ma qui supera ogni limite.
Buona domenica anche a te e grazie di continuare ad " ascoltare la mia voce"

Anonimo ha detto...

Leggo questi commenti e penso alla mattina quando mi ritrovo per le strade di Roma in macchina io ed altri 2 milioni di automobilisti e mi viene alla mente la mia amata Umbria.