domenica 30 agosto 2009
"Campania profondo nero"
sabato 29 agosto 2009
Poche Parole
lunedì 24 agosto 2009
Bici
Pubblico segnalazione e video di un lettore del blog.
L'iniziativa è amministrata direttamente dall'ATAC di Roma, il servizio trasporti. Qui il sito http://www.roma-n-bike.it/. E' possibile acquistare una card di euro cinque ricaricabile ed ogni mezz'ora di utilizzo della bici ti scalano 50 eurocent. Con la card è possibile prelevare e posteggiare la bici in aree apposite per il parcheggio situate nel centro storico e dintorni. Come sempre l'iniziativa ha sostenitori e disfattisti. Di biciclette ne vengono rubate molte creando naturalmente disservizi. Corre voce che ne sono state rubate circa 150. Con sega e arnesi si taglia il perno metallico che tiene le bici agganciate alle colonnine dei parcheggi e si portano via il mezzo. Sospettati numero 1 per me sono i noleggiatori autorizzati e clandestini che si fanno pagare, per un giretto, 3 euro l'ora su una bici spesso in condizioni pietose. Le bici dell'ATAC al contrario sono tutte in perfette condizioni, di ultima generazione con funzionalissimi cambi ed esteticamente piacevolissime. E' una iniziativa ecologica, educativa e salutare che andrebbe sostenuta ed incoraggiata ad ogni costo, ma in Italia si sa.....anche nelle cose belle c'è chi cerca di trovarci il marcio. Che idee divergenti! niente è vero di quello che si legge in questo blog:http://www.bikesharingroma.com/. Noi abbiamo constatato l'esatto contrario di ciò che si afferma. Saluti, Carlo da Roma.
sabato 22 agosto 2009
Fratello sole sorella luna
mercoledì 12 agosto 2009
Gabbie mentali
Più che di gabbie salariali si tratta di gabbie mentali. Possibile che non si riesca a capire? Tutto quello che dall'unità d'Italia ad oggi è stato fatto per il sud non è servito a niente. La Cassa per il mezzogiorno ha sperperato milioni di euro, lasciando il meridione in un totale stato di degrado e facendo arricchire una classe politica senza nemmeno un pò di orgoglio di appartenenza. I numerosi sgravi fiscali pensati e "donati" esclusivamente al sud sono stati sempre una farsa, una sorta di ammortizzatori sociali che non hanno mai portato nessun vantaggio allo scopo per cui erano nati (la crescita del livello occupazionale) Tutte le emergenze, terremoto, rifiuti, sono rimaste tali per decenni, nonastante il generoso intervento dello stato. Le gabbie salariali "esigenza di rapportare retribuzioni al costo della vita e al territorio" teoricamente esistono già. Se è vero che uno stipendio di un cittadino del Nord è uguale a quello di uno del Sud, se è vero che molti beni (pane, affitti) costano di più al Nord è anche vero che quello che resta in più sullo stipendio, un meridionale lo deve spendere per farsi curare perchè gli ospedali da Roma in giù fanno schifo, lo deve spendere per fare sport perché le strutture sportive al sud non esistono, lo deve spendere per ricomprare l'auto che gli è stata rubata, la scuola privata, il pizzo ecc. E oggi ci chiediamo ancora cosa fare per il sud? Niente. Questa è la risposta. Non bisogna più assistere il Sud. Bisogna far rispettare, seriamente, le leggi. Ancora oggi al Sud lo Stato non esiste, tutto il resto è retorica.sabato 1 agosto 2009
La lista nera
Aversa (CE)
Guido Bertolaso ha comunicato al ministro Maroni la lista nera dei 11 comuni campani che non fanno ancora la differenziata e non rispettano il decreto legge 172. Aversa è nella lista. L'amministrazione comunale aversana ha aumentato in un anno la Tarsu del 15% e ha comprato, con i soldi stanziati dalla regione per avviare la differenziata circa duecento cassonetti nuovi, utillizzati come vedete dalle foto. Ma la vera notizia non è questa. La notizia che ha dell'incredibile è che gli amministratori aversani si sono indignati, scandalizzati, sorpresi! In quale lista vi aspettavate di essere inseriti? in quella delle città più vivibili d'Italia? Il grande Totò vi avrebbe detto: ma mi faccia il piacere!
venerdì 31 luglio 2009
Aree Standard
Per aree standard s'intende: " la quantità minima di aree pubbliche espressa in metri quadrati per abitante, che gli strumenti urbanistici devono riservare per la realizzazione delle dotazioni territoriali: aree verdi parcheggi, scuole ecc." Le foto si riferiscono a un'area standard del comune di Aversa. Da tredici anni (e sottolineo tredici) nell'area si svolgono misteriosi e interminabili lavori; è stata fatta una fontana (tra le erbacce) poi è stata smontata e rifatta (quanto sono precisi!), poi ( sempre tra le erbacce) sono stati piantati molti alberi . Tutto sempre rigorosamente recintato, abbandonato e con l'accesso vietato ai non addetti ai lavori. Uno spazio pubblico, cioè di tutti, inutilizzato da tredici anni.
giovedì 23 luglio 2009
I gabbiani
Sono stata al mare. Ischitella è la spiaggia di fronte a Ischia. Infatti dalla sdraio puoi ammirare l'isola che, nei giorni più limpidi, mostra i suoi dolci pendii con le case colorate. Uno spettacolo. Non c'erano altri bagnanti, hanno tutti paura dell'inquinamento. Io, invece, ci vado perchè, dopo tutto il fumo dei roghi dei rifiuti che ho respirato, dopo tutti i veleni che ho mangiato, io al mare non ci rinuncio. Ischitella è la spiaggia della mia infanzia, dei panini alla nutella mangiati dopo il bagno pomeridiano, del mare rassicurante a due passi da casa. Ne conosciamo ogni colore, ogni variazione di luce, ogni profumo. Mi sono accorta che quella spiaggia esiste ormai solo nei miei ricordi. Mentre raccoglievo il telo asciutto, perchè nel mare non ti puoi più bagnare, ho visto un paio di gabbiani che si avvicinavano sicuri alla riva. Ho raccolto le creme protettive (è dal sole che bisogna proteggersi?) mi sono girata e ne ho visto altri due. Strano, quando ero piccola non c'erano su questa spiaggia. Chiudo la borsa. L'acqua nella bottiglina è bollente. Mi siedo. Eccone altri cinque o sei. Restano a riva. Aspetto di vederli alzare in volo e planare sul mare. Ma loro restano fermi. In fila. Ormai sono una trentina e ne arrivano altri. Non sono più tranquilla. Mi condiziono e anche Ischia mi appare dai contorni sfumati. I gabbiani sono come in attesa di qualcosa. Come me. Li guardo e avverto un brivido. Penso alle discariche sparse tra Caserta e Napoli su cui volteggiano sempre centinaia di gabbiani. Cammino sulla pedana di legno, mi avvio all'uscita. Il mio movimento fa alzare in volo i gabbiani. Gli ombrelloni sono tutti chiusi e la borsa mi pesa terribilmente sulla spalla.(foto, discarica di Giugliano (Na))
martedì 21 luglio 2009
Povero mare nostrum
Da casa mia per arrivare al mare bastano 15 minuti. Praticamente è come abitare sul mare. Oggi anche il mare non c'è più in Campania. Quello che resta è una grande massa di acqua in cui è stato sversato di tutto. Ma anche a questa nuova realtà ci siamo rassegnati e in spiaggia ci limitiamo a prendere solo il sole, che qui splende più che altrove. Ma il marcio avanza. E quest'anno circola la voce che anche la sabbia è inquinata. Come al solito lo Stato fa la sua parte e nonostante questa tragica situazione non si sbilancia: nessuna comunicazione ufficiale, pochi e vaghi divieti di balneazione. La leggenda metropolitana e la verità si mescolano e confondono le idee. Si parla di vermi nell'acqua e tra i granelli si sabbia, di strane bolle che ti ricoprano il corpo appena tocchi il litorale. Un lungo litorale che parte da Napoli e arriva alle porte di Roma. E lo Stato tace. E l'informazione tace. E i cittadini si adeguano. Sabato e domenica gli stabilimenti balneari erano vuoti. La gente cerca nuovi lidi e nessuno sogna una ribellione, una protesta, un grido di dolore. Si ripiega sul fresco terribilmente artificiale degli ipermercati che qui nascono come funghi. E si cerca di dimenticare che a pochi passi c'è l'odore ancora intenso della pineta, le spiagge interminabili e un mare in agonia. Profetico il libro di A.M.Ortese dall'inquietante titolo " Il mare non bagna Napoli""Città dell'uomo" di R. Saviano
Dal mio blog : Terramia, Pinetamare
Litorale domizio L'isola della psicosi
Il Mattino
Video
Striscia la notizia
Notiziario
mercoledì 15 luglio 2009
23 novembre 1980
Tutto è cominciato col terremoto. Il 23 novembre 1980 la Campania iniziò il suo inesorabile declino. Le crepe aperte allora non si sono più richiuse. Sotto le macerie i 2914 morti, sopra le macerie un mare di soldi che arricchì una classe politica che, da quel momento, non ha avuto più pietà di niente. Da quel terremoto si è capito che qui si poteva fare tutto; se sparivano tanti soldi, si poteva anche riempire la regione di rifiuti e poi costruirci un paio d'inceneritori e poi lasciarla nelle mani della criminalità. Da L'espresso : "Ventinove anni dopo quel sisma terribile, politici e imprenditori sono stati tutti assolti. E questo non perchè la corte li ha riconosciuti innocenti, accogliendo la loro difesa. No, l'assoluzione è scattata per prescrizione: è passato troppo tempo per giudicarli." Ecco un commento all'articolo di un utente che si firma tristemente " Cristo si è fermato ad Eboli" : "la legge 219 stabiliva che almeno il 50 per cento dei finanziamenti venisse destinato a opere pubbliche, cioè gestito direttamente dai politici. Parecchi dei protagonisti di quella ignominiosa rapina, consumata sulla morte di migliaia di cittadini e sull' interessata complicità omertosa sia degli apparati amministrativi e istituzionali che di gran parte delle cittadinanze campane e basilicatesi, continuano le loro miserabili carriere politiche, a destra come a sinistra."mercoledì 8 luglio 2009
Il coro
E' su tutti i giornali la notizia (strepitosa!?) del coro del parlamentare leghista Matteo Salvini. Indignazione, richiesta di dimissioni e di scuse, accusa di razzismo. Povero onorevole quante inutili critiche gli è costato un fanciullesco e goliardico coro!! Tanti napoletani, feriti nell'orgoglio, protestano. E io mi chiedo: il vostro orgoglio non si sente ferito quando pagate una tassa altissima sui rifiuti pur vivendo tra i rifiuti e la sporcizia? Non vi sentite feriti al pensiero che quello che mangiamo può essere avvelenato? Non gridate allo scandalo quando sapete che la nostra qualità di vita è tra le più basse d'Italia? E quando contiamo i morti uccisi ogni giorno come in una guerra, quando fate i conti con l'illegalità, non vi sentite offesi? Non vi ferisce l'idea di un futuro incerto e la consapevolezza che tutti sogniamo di emigrare in una bella e civile e pulita città del Nord piena di cori?lunedì 6 luglio 2009
La Tassa
martedì 30 giugno 2009
Pagina 28
domenica 28 giugno 2009
La bellezza e l'inferno
La mia amica si aspettava di trovare una rissa in libreria per comprare il nuovo libro di Roberto Saviano. Invece, nel cuore di Gomorra, tutti ci passavano accanto con indifferenza. Pochi lettori lo guardavano, lo sfogliavano. Io l'ho comprato convinta che nelle parole di Saviano ci siano molte risposte alle millenarie domande che il Sud si pone. In realtà conoscevo ogni pagina perché il libro raccoglie gli articoli scritti, su varie testate, da Roberto dal 2004 al 2009. Rileggerli tutti insieme ti fa rendere conto che tra tutte le sue parole esiste un unico filo conduttore, sempre. Così accade con i pensieri intelligenti. Il titolo, come lo stesso autore spiega, vuol dire che "se da un lato esistono la libertà e la bellezza necessarie per chi scrive e chi vive, dall'altro esiste il suo contrario, la loro negazione: l'inferno che sembra continuamente prevalere". Questa dicotomia è evidente soprattutto nel capitolo "Uomini"; da Messi a Petrucciani, da Siani a Felicia, Saviano racconta come l'inferno e la bellezza spesso coesistono, spingendosi tra di loro in una infinita guerra quotidiana. La bellezza affiora sempre anche in un inferno che è un corpo mostruoso (Petrucciani) o nel dolore di una madre (Felicia). Non mancano gli articoli dedicati al Sud: la bellissima "Lettera alla mia terra" che, pubblicata su "La Repubblica", fu un pugno nello stomaco per molti campani: "Come ve la immaginate voi la vostra terra, il vostro paese? Come vi sentite quando andate al lavoro, passeggiate, fate l'amore?". Tra tutte le storie di uomini raccontate in questo libro quella più commovente è proprio quella di Roberto Saviano che in questi anni d'inferno ha scritto "...in una decina di case diverse, nessuna abitata per più di qualche mese. Tutte piccole o piccolissime, tutte, ma proprio tutte, dannatamente buie. Le avrei volute più spaziose, più luminose, volevo almeno un balcone...". L'inferno di cui parla Saviano, noi di Gomorra lo conosciamo bene è della bellezza che abbiamo un vago ricordo.mercoledì 24 giugno 2009
martedì 23 giugno 2009
lunedì 22 giugno 2009
mercoledì 17 giugno 2009
Lezioni di sopravvivenza
Napoli, un giorno qualsiasi. Si spara all'impazzata, la gente fugge. Un uomo rimane a terra ferito, la moglie lo guarda incredula. Si abbassa sul corpo del marito, si alza, si prende la faccia nelle mani, fa qualche passo, ritorna a chinarsi sul corpo del suo uomo. Probabilmente ne incrocia lo sguardo. La gente si affretta ad obliterare il biglietto della metro. Nelle grandi città hanno tutti fretta. Il ferito a morte continua a muoversi sempre più lentamente a terra. Ora la sua posizione è quasi fetale (tutto ritorna) Napoli non ha più cuore. Napoli vive di paura. Questa strana città dai mille volti ha un segreto: svela e anticipa quello che saremo. Per prima ha avuto il problema rifiuti, per prima è stata mangiata dall'avidità degli uomini. Per prima ha dimostrato a tutti come si fa a sopravvivere, come ci si gira dall'altra parte per non guardare negli occhi la morte. (Picasso, Guernica)martedì 16 giugno 2009
L'agnese va a morire
Non avevo mai letto niente sulla Resistenza. L'Agnese va a morire di Renata Viganò ha colmato questa lacuna. Agnese è un donna senza apparenti qualità, non è bella, non è un eroina. Per caso, dopo la morte del marito, si trova a far parte della Resistenza, che ebbe un ruolo determinante nella lotta ai tedeschi e ai fascisti. La battaglia di Agnese è silenziosa ed è inserita in uno scenario del nord Italia che è come lei, gelido e nebbioso, dai contorni indefiniti, sorprendente quando la nebbia dirada, paludoso e minato. Una terra difficile che rende la lotta ancora più aspra. Tutti i personaggi "minori" ruotano attorno alla figura di Agnese e sembrano quasi avere un ruolo freudiano nella vicenda, in cui spesso la protagonista sogna, mitigando i limiti di quella terribile realtà di guerra. I tedeschi sono spietati e la gente comune vive con l'illusione che l'arrivo degli alleati metterà fine ai loro dolori. La guerra è terribile da qualunque parte si guardi ma per scongiurarne una nuova, bisognerebbe insegnare alle nuove generazioni tutti i patimenti e la distruzione che essa porta. Dovremmo essere più severi, oggi, nei confronti di tutti; nei confronti di chi ci governa e di chi ci vorrebbe governare, dovremmo essere esigenti, non solo per tutelare i nostri interessi, ma anche per rispetto di chi, in tutte le guerre, ha pagato con la vita la difesa della libertà. Un libro commuovente e poetico, lucido e spietato che ti rende triste fino all'ultima pagina nonostante la preannunciata morte, nel titolo, della protagonista.venerdì 12 giugno 2009
giovedì 11 giugno 2009
La politica
lunedì 8 giugno 2009
Natura
L'umanità non ha mai scoperto niente di nuovo. Le leggi della vita sono già tutte scritte negli alberi, nella terra, nei fili di erba, nelle stagioni, nei germogli. Bastava essere un po più attenti, meno arroganti e presuntuosi e il segreto era tutto lì. Nella natura. E' guardandola che s'impara il senso della vita e della morte, della caducità e della bellezza di questo mondo, del miracolo della nascita da un piccolo seme e dell'importanza che ciascun filo di erba ha in questo soprannaturale equilibrio. A questo, ho pensato nel leggere un blog su "L'Espresso" che, tra l'altro, mi ha fatto riflettere sulle nostre paure nei confronti di chi è diverso da noi per colore di pelle, per scelte sessuali, per cultura: "Le piante crescono più belle e sane se coltivate in consociazione. In questa sezione si nota l'armonica convivenza di sedano, cavoli, porri, fragole, ancora porri e rape rosse. La monocoltura incentiva la comparsa di insetti dannosi, mentre lo sviluppo e la vita in comune di vegetali appartenenti a specie diverse stimolano reciprocamente la propria crescita e si proteggono a vicenda contro le malattie e gli insetti nocivi." E' già tutto scritto. Bisogna solo imparare a leggere. giovedì 4 giugno 2009
Repetita Iuvant
Ogni tanto lo ripeto. Questo mio blog è nato senza l'illusione di voler cambiare niente, con la consapevolezza di un degrado irreversibile che vive il Sud, che ogni giorno perde per strada, tra i rifiuti e il sangue e l'indifferenza un po' della sua dignità e della sua storia, trascinando con sé pezzi della nostra vita. Non un spirito di denuncia, né un mero sfogo, alla base di questi sofferti post. Solo la volontà di far capire, a chi non vive qui, l'impotenza dolorosa di tante persone. E' solo l'amore verso questa terra che ci trattiene qui. Questa terra è come il figlio più "debole" che è più amato degli altri. Oggi ero in una via centrale di Aversa. A venti metri da me due vigili. Mi sono bloccata perché si è fermata un auto cabriolet. Non capivo cosa stava succedendo, ma cautamente mi sono fermata. Sul sedile posteriore erano seduti un ragazzo e una ragazza, davanti il guidatore (già questo era strano). Io e i vigili guardavamo la scena. Il guidatore è sceso di scatto e balzato sul sedile posteriore e il suo amico urlando (erano chiaramente ubriachi) ha preso il suo posto alla guida (evidentemente il primo era senza patente). Poi sono ripartiti passando davanti ai vigili che con un gesto che non dimenticherò facilmente, hanno girato la faccia dall'altra parte. Quel gesto mi è arrivato come in una moviola e mi ha rovinato il pomeriggio. I Masochisti
Chi vive in Campania, soprattutto nell'agro aversano, è masochista (anche se non lo sa). Non possono esserci altre ragioni che inducono tutti a chinare il capo, a sopportare e a vivere passivamente questa realtà. Ieri, in pieno centro ad Aversa, proprio sotto il Comune, davanti a molte auto dei vigili urbani, c'è stata una rapina in una banca. Rientra nella normalità. Se cammini per strada, in qualsiasi orario, ti ritrovi con marciapiedi (i cassonetti non esistono più) colmi di rifiuti di ogni genere, tanto che ogni mattina "gli operatori ecologici" rimuovono l'immondizia con camion e ruspe. Ma rientra nella normalità. Se vuoi capire perché, qui, è cosi difficile fare la differenziata ti perdi nei meandri della burocrazia, dei rinvii, dell' incapacità e ti arrendi. Rientra nella normalità. Strade rotte, cani randagi, verde inesistente, furti, scippi, traffico ovunque, serate violente, tutto rientra nella normalità. Tutto, tranne noi che ancora parliamo di cambiamento, di rinascita, di riscatto, di speranza, senza lottare, senza alzare la testa. Siamo tutti inchiodati a questa realtà, anestetizzati dall'abitudine, dalla mancanza di coraggio, da interessi personali e da continue abdicazioni di responsabilità individuali.




