venerdì 19 settembre 2008

Ferita nell'orgoglio

La strada è una sola. Se il cambiamento è impossibile che parta dall’alto, non c’è scelta: deve partire dal basso. Cioè da noi. Noi che non abbiamo cariche e titoli, che non abbiamo potere, che non siamo stati votati da nessuno. Da noi, mortificati da questo scempio, irati da controlli inesistenti, sfiniti dai rifiuti e dal degrado. Sfruttiamola questa rabbia dolorosa e non chiniamo più il capo. Restituiamo i veleni sparsi per le nostre campagne ai loro proprietari, controlliamo che chi viene pagato faccia il suo dovere. Non tagliamo le nostre radici, facciamole crescere ancora di più in profondità. Su un terreno curato e amato l’erba cattiva muore.
L’orgoglio ferito può avere più forza di qualsiasi rivoluzione.

8 commenti:

Trent ha detto...

Cara Graziella, sono un po' scettico al riguardo dello "scatto d'orgoglio", primariamente perché l'immondizia della nostra terra di lavoro è solo la più visibile ed eclatante mancanza di senso civico della gens campana (facile generalizzazione?). Mi spiego meglio: quando vedi un materasso (oppure, tant'è, una lavatrice, un frigorifero, un copertone d'automobile...) smaltiti nella prima rientranza di una strada non ci sono controlli inesistenti, non industrie del nord né tantomeno controllori pagati cui volgere il nostro occhio perché siamo noi stessi ad averli piazzati in quel posto. Per non averli in casa, per non avere il mio angolo imbrattato utilizzo allora lo spazio comune, tanto per "comune" dalle nostre parti (Gricignano di Aversa, per capirci) si intende "di nessuno".

Davanti alla vecchia casa in cui vivevo la mia povera mamma rischia quotidianamente l'insulto e le botte per difendere un tratto di terreno incustodito da vicini e compaesani che scaricano di tutto, pur di non tenere in casa per qualche giorno un vecchio tvcolor o un tostapane difettoso. E di scalino in scalino si arriva all'accettazione, al "che mi frega, tanto quando ne ho bisogno lo faccio anch'io", all'assuefazione per i grandi ecocrimini.

Un tale scempio ha bisogno di una connivenza totale, sia attiva che passiva: quando vedrò un qualche mio corregionale "punito" (basterebbe poco, eh...) per un materasso scaricato in prossimità del classico cartello di "Divieto di scarico" (ROTFL) allora probabilmente saremo pronti anche per affrontare la multinazionale di turno che ha sversato in Campania. Prima di quel momento è tutto un demandare allo Stato, alla Giustizia, al Papa ed a qualche altra astratta entità scritta con la maiuscola e mai a noi stessi in prima persona.

Un saluto!

graziella mazzoni ha detto...

Mi piacerebbe tanto che vi firmaste con nome e cognome per scongiurare il pericolo di sembrare una realtà virtule.
Comunque anch'io credo poco allo scatto di orgoglio ma credo davvero che sia la nostra ultima possibilità. Sai cosa mi meraviglia? Che con chiunque parlo mi sembra che la pensi come me, poi quando vado all'ASL per denunciare uno scempio mi ritrovo da sola. Hai ragione su tutto e mi ha fatto molta tenerezza la citazione sul terreno di tua madre...questo significano le radici. A presto

Umberto ha detto...

Non voglio addentrarmi troppo nei commenti perchè le tue parole e le tue immagini parlano da sole... Volevo solo che, con questo mio primo post, tu sapessi che ti sto seguendo da qualche giorno e devo dire che questo spazio è veramente interessante.. E purtroppo devo confermare che tutto quello che dici è puramente vero... concludo per dirti che hai un nuovo ospite fisso nel tuo blog, sempre che tu voglia che vi partecipi... e aggiungo anche che ritornerò presto!!!

Carlo S. ha detto...

Mi piacciono i tuoi ultimi post!
Siamo noi che dobbiamo cambiare, non pensare che ci sia sempre qualcuno dietro di noi che possa risolvere i nostri problemi, non siamo bambini a cui bisogna insegnare, ma, persone adulte con una coscienza.
Purtroppo, oggi siamo in pochi ad avere una "mente ecologica", ma presto, DOVREMO, diventare tutti così...
...spero il prima possibile o saremo destinati a fare la fine dei dinosauri...ma per colpa NOSTRA.
Ciao Graziella

Biagio ha detto...

Cara signora Mazzoni,mi rendo conto che lei qui trova solo parole,belle ma pur sempre parole.Credo che comunque non sia difficile verificare l'attendibilità di quello che le persone scrivono sul suo blog.Alla prossima denuncia, magari, inviti tutte quelle persone che come me,le lasciano di tanto in tanto commenti che fanno intendere di non voler più sottostare a questa situazione da 4° mondo. Credo che solo cosi si può sperare di essere un numero a più cifre. Non sono nessunmo per darle consigli, ma almeno teta quanto pesano le parole. Un saluto,Biagio.

graziella mazzoni ha detto...

per biagio
tutti i consigli sono accettati.
grazie di seguire questo blog.

ps: un grazie anche a Carlo S. e Umberto

ghetti marco ha detto...

Il commento fatto da Trent mi ha fatto tornare indietro con la mente di molti anni,oltre 40 per capirci,quando ero piccolo e nella strada per andare a casa dovevo come ora passare sul ponte,ma a differenza di come è adesso,il ponte era usato come discarica,allora non ricordo nemmeno come era la raccolta dei rifiuti,ma il ponte ERA LA DISCARICA DI TUTTI. Poi hanno messo il cartello,DIVIETO DI SCARICO,ma nessuno se ne curava e tutti avanti come prima. Ma poi gradualmente hanno iniziato a cambiare le cose,a poco a poco smettevano le persone di versare i loro rifiuti,si un qualche irriducibile c'era,ma erano veramente pochi. Ora da molti anni nessuno mette piu' la ben minima cosa in quel posto,da noi la raccolta rifiuti funziona bene,anche se non tutti sono ligi alle regole,con un po' di impegno ci sarebbe ancora tanto da migliorare. Noi abbiamo le oasi ecologiche,se fai la cartella da loro i rifiuti che porti poi contribuiscono ad abbassarti la tassa sui rifiuti,ti vengono detratti dalla bolletta,ma non di rado trovi abbandonati vicino ai cassonetti cose come tv,batterie auto ed altro. La gente le porta vicino al cassonetto,quando con pochi altri minuti di auto potrebbero versarli all'oasi,magari guadagnandoci anche economicamente. Ma serve avere fiducia,quando le persone si interessano ad un problema è gia' un inizio di soluzione. Saluti.

graziella mazzoni ha detto...

Caro Marco
beati voi! ma allora davvero ci sono due Italia?